Anna Magnani: a 50 anni dalla morte, immortale in questa TOP 10

Anna Magnani non è più al cinema, e al mondo, da cinquant’anni. Eppure il cinema non è più senza di lei grazie alle interpretazioni che l’hanno cambiato, il cinema, segnandolo per sempre. Abbiamo pensato ad un piccolo tributo, ripercorrendo la storia dei suoi 10 ruoli più iconici. Con l’augurio che sia uno stimolo a recuperare uno dei suoi titoli.
Anna Magnani: a 50 anni dalla morte, immortale in questa TOP 10

Non so nemmeno se sono un’attrice, – diceva Anna Magnaniuna grande attrice, o una grande artista. Non so nemmeno se sono capace di recitare. Ho dentro di me tante figure, tante donne, duemila donne. Ho solo bisogno di incontrarle. Debbono essere vere, ecco tutto. Io voglio dei personaggi autentici“.

A 50 anni dalla sua morte – in concomitanza con l’inizio del Festival del Cinema di Roma che l’ha scelta come icona nella locandina – abbiamo stilato una classifica dei ruoli più iconici. Due di quelle duemila donne di cui si sentiva fatta, un personaggio alla ricerca di un autore, capace di rendere memorabile i propri ruoli ed impreziosire il cinema italiano (e non solo).

10. Il segreto di Santa Vittoria

Anna Magnani ed Anthony Quinn
Anna Magnani ed Anthony Quinn

Il film del 1969, diretto da Stanley Kramer (lo stesso di Indovina chi viene a cena?), rappresenta una delle ultime apparizioni di Anna Magnani sullo schermo. Gli anni Sessanta, infatti, sono sia il ritorno al teatro dell’attrice, sia l’ultima fase del suo cinema (e della sua vita). Prima di salutarci, esattamente 50 anni fa, apparirà ancora un’ultima volta con un cameo nel film Roma, di Fellini, nel 1972. Ne Il segreto di Santa Vittoria interpreta la moglie del sindaco Bombolini, in un paese del cuneense nel dopoguerra, il quale deve fare i conti con il tuo trascorso da fascista, ora pentito. Si tratta, per la Magnani, di una delle numerose collaborazioni internazionali, per in cast misto di italiani ed inglesi: recita accanto ad Anthony Quinn, ed insieme a lei troviamo Virna Lisi e Giancarlo Giannini. Le varrà una candidatura ai Golden Globe.

9. Nella città l’Inferno

Egle alle Mantellate
Egle alle Mantellate

Anna Magnani è Egle, una prostituta ormai di casa al carcere femminile delle Mantellate che, quindi, con la dimestichezza della criminale vissuta, si contrappone alla novella detenuta Lina, invece molto ingenua. In un soggetto originalissimo per la fine degli anni Cinquanta – un carcere femminile, il contraltare femminile delle dinamiche del cameratismo tradizionalmente degli uomini, e quindi la delinquenza delle donne – Anna Magnani caratterizza in modo straordinario una delle donne “di vita”, ovvero quella malavita di cui parlava Pasolini nel suo romanzo d’esordio. La regia è di Renato Castellani, e questa volta la nostra Magnani vincerà il David di Donatello nelle vesti di Egle.

8. Risate di gioia

L'iconico duo Magnani-Totò
L’iconico duo Magnani-Totò

Non è soltanto dramma. Anna Magnani sa splendere anche in una commedia all’italiana firmata dal maestro Mario Monicelli (I soliti ignoti), al fianco della comicità per eccellenza, Totò. La vena ironica di Risate di gioia emerge già solo nel ruolo affidato alla Magnani (oltre che, poi, nella sua interpretazione): è, infatti, una comparsa semi-insignificante che lavora a Cinecittà. Sarà lasciata sola, la cena di Capodanno, perché la tredicesima di una brigata di amici che crede alla superstizione: così, Gioia Fabricotti detta Tortorella incontra Umberto Pennazzuto detto Infortunio – un nome che è una garanzia. L’iconicità di Anna Magnani in questo film è riassumibile nella scena del duetto dell’attrice con Totò, insieme interpreti della canzone Geppina Geppì.

7. Anna Magnani è Bellissima

Anna Magnani è la mamma di Maria
Anna Magnani è la mamma di Maria

Nonostante entrambi siano punte all’occhiello del cinema italiano di quegli anni, Bellissima è l’unico film che vede la collaborazione di Anna Magnani e Luchino Visconti (Ossessione, La terra trema). Il soggetto è della penna che ha scritto il neorealismo italiano, Sergio Zavattini, e la Magnani veste uno dei suoi panni più appropriati: una madre disposta a tutto per la figlia – topico ruolo del cinema neorealista. La fisicità e la determinazione scenica di Anna Magnani l’hanno resa fra le madri più memorabili della storia del cinema, e Bellissima è uno di quei film in cui il legame madre-figlia, grazie all’attrice, è reso nella sua più viscerale incondizionalità. Una mamma troppo bella, sotto la cui ombra la figlia potrebbe quasi scomparire – e quindi una mamma troppo mamma per voler essere bella a discapito della figlia. Il film varrà a Magnani il Nastro d’Argento del 1952.

6. L’amore, Anna Magnani fa scuola

Fellini e Magnani sul set de L'amore
Fellini e Magnani sul set de L’amore

“Lo struggente e disperato monologo del primo episodio – il tentativo di una donna di trattenere al telefono l’amante che la sta lasciando -, in cui l’attrice esce, per una volta, dall’usuale cliché della popolana appassionata, rimane una delle vette interpretative dell’intera storia del cinema. Tre righe bastano a sintetizzare il valore de L’amore – titolo di Rossellini del 1948 – nella costruzione dell’iconicità dell’attrice Anna Magnani. Nel secondo episodio del film, tenuto insieme nelle sue due parti dalla drammaticità della donna protagonista, Magnani recita accanto a Federico Fellini. Il film è costruito intorno ad Anna Magnani, e probabilmente ha contribuito a farle mettere in atto il massimo delle proprie capacità artistiche ed attoriali. Vincerà, anche con questo, il Nastro d’Argento e – soprattutto il primo claustrofobico episodio – farà scuola.

5. L’onorevole Angelina

Una scena dal film
Una scena dal film

Il ruolo di Anna Magnani nel film di Luigi Zampa del 1947, per cui vinse la Coppa Volpi a Venezia, fa da antipasto a ciò che, all’exploit della propria potenza, sarà Mamma Roma. Quel film del ’62, più in alto in questa nostra classifica, è in qualche modo debitore della forza di Anna Magnani nell’interpretare un ruolo fra denuncia sociale, povertà, romanesco e femminilità. L’onorevole Angelina è già tutto questo, e con ancor più vigore lo sarà Mamma Roma, costruendo l’iconicità di Magnani sulla capacità di armonizzare tensioni drammaticamente autonome – tanto forti sono di per sè – in personaggi capaci di tenerne insieme tante. Sarà portabandiera del popolo di borgata, simbolo di una Roma di periferia e vittima dell’esclusione sociale – fra la sua gente Angelina saprà farsi valere proprio come Anna Magnani saprà fare, dalla sua periferia, nella storia del cinema.

4. Pelle di serpente

Un'Anna Magnani memorabile accanto a Marlon Brando
Un’Anna Magnani memorabile accanto a Marlon Brando

L’iconicità di Anna Magnani in questo film è costruita anche dalle figure che la circondano: Sidney Lumet (Quinto potere) alla regia e Marlon Brando nei panni del protagonista con la giacca di pelle, Val Xavier. Si tratta di uno dei lavori di Magnani prodotti nella “parentesi americana“, che si aprirà nel 1953 con la presentazione, negli Stati Uniti, del già citato Bellissima. La nostra Anna Magnani è l’unica attrice italiana in un cast soltanto inglese, ed interpreta la moglie di Jabe Torrance, un uomo ammalato da tanti anni. La donna, Lady Torrance, racconterà la sua vita a “pelle di serpente” e fra i due si instaurerà una storia con profondi rimandi al mito di Orfeo ed Euridice.

3. La rosa tatuata, l’Oscar ad Anna Magnani

Anna Magnani e la statuetta dell'Oscar
Anna Magnani e la statuetta dell’Oscar

Tennessee Williams scrive un soggetto proprio per Anna Magnani; e come soltanto lei sa fare Anna Magnani di quel soggetto fa un ruolo da Oscar. Qui il video della consegna della statuetta, presentata da Jerry Lewis. La rosa tatuata esce nel 1955, diretto da Daniel Mann, ed accanto a Serafina Delle Rose (Anna Magnani) un acclamato Burt Lancaster interpreta Alvaro Mangiacavallo. È per il duo protagonista che ricordiamo ancora oggi il film, a conferma di cosa voglia dire rendersi, col cinema, immortali. Magnani interpreta un ruolo che ancora una volta ha a che fare col dolore, e con la misura, il carisma e la dignità che la contraddistinguono rappresenta, negli anni Cinquanta, la femminilità di una donna scissa fra la fedeltà che una vedova deve al marito scomparso e la passione travolgente per un altro uomo.

2. Roma città aperta

La scena indimenticabile di Roma città aperta
La scena indimenticabile di Roma città aperta

Pina. Un nome che già ci evoca un volto. E quel volto è di Anna Magnani. Se poi vogliamo essere più precisi l’iconicità dell’attrice che oggi ricordiamo è riassumibile – più che in un volto – in un corpo, steso a terra, in una strada deserta. E ci sembrerà di vedere quella scena prendere vita, sentire i colpi del mitra e il dolore del piccolo Marcello. Roma città aperta è un film gigantesco di per sè (fra i titoli della Resistenza), che però – come fosse una matrioska – contiene al proprio interno l’imponenza di Anna Magnani. Esce nel 1945 ed è il film che consacra l’attrice, dando senso a tutti i 18 titoli che l’hanno preceduto. Film precedenti da cui Roma città aperta eredita qualcosa: la comicità dei personaggi di Magnani, e soprattutto il sodalizio con Aldo Fabrizi. La collaborazione con Rossellini sarà determinante per l’intera carriera dell’attrice, ma è anche il ruolo di Pina ad essere determinante per l’intero cinema successivo. Dall’interpretazione di quel personaggio femminile nessun ruolo affine potrà più prescindere.

1. Mamma Roma, che è come dire Anna Magnani

Anna Magnani ed Ettore Garofalo
Anna Magnani ed Ettore Garofalo

Anna Magnani in Mamma Roma, del 1962, è il cinema. Accanto a lei Pier Paolo Pasolini mette la strada. E il film doveva essere la commistione di due piani; la prima in quanto professionista, gli altri invece come dilettanti. L’autenticità di Anna Magnani, però, la renderà tanto dilettante quanto Ettore Garofalo e, forse inaspettatamente, sarà questo a rendere indimenticabile il film e i suoi personaggi. La forza insita nel personaggio di Roma Garofalo è voluta da Pasolini, che l’ha saputa scrivere e trasferire costruendo e pensando quella figura. Ma la sua concretizzazione su uno schermo è spettata ad Anna Magnani, la quale ha saputo rendere viva una potenza – quella del riscatto sociale, della periferia romana, della prostituzione, della maternità e della dignità umana. Questo è Mamma Roma e questo ha reso iconica Anna Magnani: la capacità di rendere umani un valore etico e una forza morale. Ha reso pratica la teoria, viva un’idea: è un ideale che si rende persona.

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