Abigail, recensione: la figlia di Dracula vi invita al suo balletto

I fan di Buffy, Twilight, Intervista col vampiro e True Blood sono chiamati a raccolta, perché paletti di legno, denti aguzzi e sangue sono le portate principali in Abigail. Ammettetelo, i film sui vampiri vi mancavano. Dopotutto a chi non affascinano i succhiasangue? Allora non tiratevi indietro e venite a scoprire cosa ne pensiamo del film.
Alisha Weir nel poster del film Abigail

Abigail, il nuovo film della coppia di registi Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett, nota per aver portato al grande pubblico il requel di Scream e per aver dato vita a quella perla thriller horror di Finché morte non ci separi, è arrivato al cinema. Il film invita gli amanti del genere horror e, in particolare, gli appassionati di storie sui vampiri, quei mostri succhia sangue che non smettono mai di essere di moda, a salire su una montagna russa ricca di emozioni.

Ciò che sorprende del film, seppur anticipata dal trailer, è la sua struttura ingannevole: inizia come una classica storia di ladri e rapine, ma si evolve in un horror con accenni al gore. La svolta avviene quando scopriamo che Abigail, la bambina rapita per un riscatto, è in realtà una vampira. Il film inganna lo spettatore, cambiando genere in modo simile al film cult di Robert Rodriguez Dal tramonto all’alba sceneggiato da Quentin Tarantino su un soggetto di Robert Kurtzman, che parte come un crime thriller per poi trasformarsi in un horror sui vampiri.

Come topi in gabbia

Abigail narra le vicende di un gruppo di rapitori assoldati per sequestrare una bambina, con l’intento di estorcere un riscatto di 50 milioni di dollari al padre. Tuttavia, ignorano che il padre, un magnate dell’industria, cela un segreto sconvolgente: la bambina non è un’innocente vittima, ma un’entità mostruosa, un vampiro che ama trascinare i suoi inseguitori in un mortale gioco del gatto col topo. Quel che inizia come un semplice sequestro si trasforma in un bagno di sangue, un massacro inaspettato.

L’aspetto più affascinante di Abigail è la sensazione di aver assistito a due film distinti, ma perfettamente connessi, una volta usciti dalla sala. Il film inizia come un capitolo tratto dai libri di Agatha Christie, evocando in particolare Dieci piccoli indiani, menzionato con astuzia all’interno del film.. La tensione si intensifica quando i rapitori, rinchiusi in casa con la bambina, assistono alla prima morte tra loro. Sorge il sospetto di un traditore, e inizia un gioco di sguardi sospettosi e accuse incrociate, tutti sotto l’occhio vigile di Abigail, che sembra orchestrare ogni mossa.

La fuga non è un’opzione per i protagonisti di Abigail, che scoprono presto la casa essere una trappola mortale con porte inesorabilmente sigillate. Gli spazi angusti diventano una firma dei registi, che imprigionano i loro personaggi in un labirinto senza uscite, costringendoli ad affrontare il nemico, un’eco del loro precedente lavoro in Finché morte non ci separi. La domanda che si insinua nello spettatore è: “Chi sopravvivrà?” Ma la vera questione si rivela essere: “Chi subirà la trasformazione?” poiché nelle narrazioni di vampiri, come i fan sanno, l’infezione è un destino quasi inevitabile.

Uccisioni a ritmo di musica

Alisha Weir (Abigail) in una scena del film Abigail

La struttura narrativa che richiama quella del film Dal tramonto all’alba scritto da Quentin Tarantino, del quale molti si sono chiesti se sia un regista violento, è solo uno degli aspetti più interessanti del film. I registi, noti per la loro creatività, infatti, si divertono ad esplorare nuove vette nelle scene dedicate alle uccisioni. Se con la prima morte, che non vogliamo svelarvi di chi sia, i registi giocano sul mantenere nascosta l’entità del carnefice, facendo di questo l’elemento generativo della suspence, è con le morti successive che mostrano la loro spiccata creatività e fascinazione per il gore.

Particolarmente affascinante è la scena in cui Abigail, rivelata la sua vera natura, insegue le sue prede con grazia mortale. I suoi movimenti basati su passi di danza sincronizzati sulle note del tema “Swan Lake” di Tchaikovsky, tratto dal balletto Il Lago dei Cigni, trasformano ogni uccisione in un atto di macabra bellezza. Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett, registi di Abigail, dimostrano di essere appassionati del genere non solo per le morti creative, ma anche per i numerosi riferimenti al mondo dei vampiri presenti nel film. Questi riferimenti, sebbene merito molto degli sceneggiatori Stephen Shields e Guy Busick, contribuiscono a creare un’atmosfera coinvolgente.

I protagonisti, principalmente di età compresa tra i 25 e i 40 anni, quando si rendono conto di avere a che fare con una vampira, cercano di escogitare un modo per ucciderla. In questo processo, fanno riferimento alle storie di vampiri appartenenti alla cultura popolare, come Twilight, Intervista col vampiro e True Blood. Un modo per far sentire il pubblico ancora più vicino alla storia. Ovviamente questa è una nuova rivisitazione della figura del vampiro e infatti non mancheranno delle sorprese inaspettate.

Il futuro di Abigail

Melissa Barrera interpreta Joey in una scena del film Abigail

I fan della figura del vampiro possono stare tranquilli perché il film non stravolge ciò che rende un vampiro tale. È interessante notare il modo in cui viene rappresentata la trasformazione di un essere umano in vampiro, evidenziando come si tratti di una vera e propria possessione da parte di un demone. Il duo di registi ha realizzato una buona rivisitazione de La figlia di Dracula, anche se alla fine hanno optato per chiamarlo diversamente, dato che non ha nulla in comune con il film del 1936.

Abigail lascia molto sospettare che sia legata a quel progetto della Universal chiamato Monster Universe, soprattutto per come termina, ma non preoccupatevi, non ve lo spoilereremo. Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett, che hanno già regalato ai fan un revival degno di nota con Scream, potrebbero riuscire a portare in vita il tanto agognato Monster Universe della Universal. Non resta che attendere per scoprire maggiori sviluppi.

Se siete fan dei vampiri, non potete perdervi Abigail al cinema. Nel film troverete Melissa Barrera, nota per il suo ruolo in Scream 5 e 6, Kathryn Love Newton, la Cassie di Ant Man e la Lisa Frankenstein nel film di prossima uscita, oltre a Dan Stevens, Will Catlett, Kevin Durand, Alisha Weir (Abigail) e Giancarlo Esposito. Inoltre nel film è presente Angus Cloud, al quale è dedicato, noto per il suo ruolo in Euphoria, che è venuto a mancare lo scorso luglio proprio durante le riprese del film.

Vi ricordiamo che Abigail è in sala dal 16 maggio 2024.

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