A History of Violence: spiegazione del finale del film

In onda questa sera in TV, A History of Violence è un thriller action diretto da David Cronenberg con protagonisti Viggo Mortensen, Ed Harris e William Hurt. Storia di come la violenza possa penetrare anche nella più pacifica realtà, ecco la spiegazione del finale.
Viggo Mortensen in una scena del film A History of Violence

Inizio della nuova fase registica di David Cronenberg e primo film del maestro del body horror insieme a Viggo Mortensen, A History of Violence presenta comunque i temi più cari al regista. Un crescendo di tensione e mistero fino all’esplosione di violenza finale che porta alla luce non solo la verità ma tutti gli istinti rimasti a lungo sopiti.

Di cosa parla A History of Violence

Ed Harris in una scena del film A History of Violence

Al centro della vicenda, ambientata nella tranquilla cittadina di Millbrook nell’Indiana, c’è Tom Stall (una delle migliori interpretazioni di Mortensen), proprietario di una tavola calda, la cui pace, sua e della famiglia, è interrotta da un episodio inaspettato. In una tipica giornata della piccola realtà Tom sventa una rapina presso il suo locale, uccidendo senza troppe remore i due rapinatori. Diventa così un eroe locale ma questo attira l’attenzione non solo della stampa ma anche della mafia irlandese di Filadelfia.

In seguito all’episodio fanno ingresso nella vita di Tom alcuni membri del gruppo mafioso, guidati dal losco e sfregiato Carl Fogarty (Ed Harris). Questi, avendo visto la faccia di Tom in televisione, è convinto che sia in realtà un certo Joey Cusack che lo avrebbe tradito vent’anni prima. Tale rivelazione porta scompiglio nella vita privata di Tom, portando quella stessa violenza rigettata così a lungo, facendo emergere la verità di un passato sepolto e di un conflittuale rapporto con il fratello, vero mandante di questa caccia all’uomo così a lungo attesa.

La spiegazione del finale di A History of Violence

Maria Bello e Viggo Mortensen in una scena del film A History of Violence

Il finale presenta dunque il confronto fraterno tra Tom, in realtà Joey, e Richie, boss mafioso, per regolare una volta per tutte un conflitto. L’incontro sembra  partire con le migliori intenzioni ma Richie, interpretato in questa breve apparizione da William Hurt, desidera solo vendetta perché, per colpa di Joey, rischiò essere cacciato dalla mafia irlandese e di essere eliminato. Comincia quindi uno scontro che coinvolge anche gli scagnozzi di Richie ma, senza troppa fatica, Joey uccide chiunque lo affronti, compreso il fratello, freddato con un colpo di pistola in fronte.

Rientrato a Millbrook, Joey torna a casa dove la sua famiglia, frastornata ed impaurita per l’accaduto lo attende a tavola. L’atmosfera è di quelle tese eppure nessuno proferisce parola. Soltanto uno scambio di sguardi intenso, pieno di paura e nostalgia, perché l’unico desiderio è resettare tutto, anche se consapevoli che sia impossibile cancellare quanto accaduto. La violenza è infatti entrata nella storia pacifica degli Stall, portando via la felicità e fiducia così duramente custodita.

Ecco cosa accade e la spiegazione del finale di A History of Violence, che, come altri prodotti, forse non sapevate essere tratto da un fumetto. Il film di Cronenberg andrà in onda questa sera 3 maggio a partire dalle 21 su Iris, mentre per altri approfondimenti a tema cinema e serie tv continuate a seguirci

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