A dire il vero, recensione: non si smette mai di crescere

A dire il vero, la commedia drammatica che arriverà nei nostri cinema il prossimo 8 febbraio 2024, proprio in occasione della festa degli innamorati, vi farà riflettere su questioni spesso trascurate. Continuate a leggere l’articolo per saperne di più.
Julia Louis-Dreyfus e Tobias Menzies in una scena del film A dire il vero

A dire il vero (You hurt my feelings), la commedia drammatica scritta e diretta da Nicole Holofcener, la sceneggiatrice più volte paragonata a Nora Hephron per il suo stile originale e brillante nel raccontare storie “semplici” e per i suoi dialoghi pungenti, divertenti e toccanti, sta arrivando nelle nostre sale cinematografiche il prossimo 8 febbraio, distribuita da Sony Pictures Entertainment. A dire il vero è di una dolcezza disarmante, nel modo in cui riesce a trattare una questione più volte sottovalutata dall’essere umano, ovvero quella riguardante il come può reagire una persona quando scopre che qualcuno che ama ha un’opinione negativa su un suo lavoro e non glielo ha mai detto.

Un qualcosa di paragonabile a un tradimento, dato che si tratta di aver scoperto che quella persona ha mentito per un certo periodo di tempo. Il film affronta anche altre questioni, come il non sentirsi più adeguati ai tempi, il non sapere se si sta affrontando la vita al meglio e la paura di crescere, che significa cambiare, prendendo decisioni che possono portare fuori dalla propria comfort zone. La cosa più interessante è che i protagonisti non sono ragazzi, ma adulti con una vita già avviata. Insomma, nella vita non si smette mai di avere paura di crescere.

Imparare ad essere sinceri

Il film racconta la storia di Beth e Don, due sposi alle prese con le proprie insicurezze sulla vita e sul lavoro. Beth è una scrittrice che ha appena pubblicato il suo primo romanzo e che sta trovando difficoltà per la pubblicazione del secondo, dato che la sua agente le ha detto che necessita di più revisioni, facendola così dubitare del suo lavoro.

Don, invece, è uno psicoterapeuta che, oltre ad affrontare i propri problemi con l’invecchiamento, si trova anche lui a dubitare del suo lavoro, dato che i suoi pazienti non sono soddisfatti. L’opinione di Don per Beth è importante e ogni volta che gli parla del nuovo libro lui è così entusiasta da proporle ogni volta di trovare una nuova agente. Un giorno però Beth sente, di nascosto, il marito dire che il suo nuovo libro non gli piace e che non se la sente di essere onesto con lei. Da questo momento il mondo di Beth crolla.

Non c’è niente di male nel cercare l’opinione della persona che amiamo di più sui nostri lavori, né nel chiederle dei consigli. Allo stesso modo, è normale rimanerci male se il nostro partner ha un opinione negativa sul nostro lavoro. Il film non giudica queste situazioni, né ci dice cosa sia più giusto fare. La sua forza sta nel mostrare la realtà della vita e le sfide che dobbiamo affrontare, senza imporci una soluzione, ma lasciando a noi la scelta di come agire. Il film non esprime un parere sulla decisione del marito di tacere alla moglie il suo disappunto per il suo ultimo libro, ma si limita a rappresentare un comportamento umano. Forse, ciò che il film vuole fare, è invitarci a riflettere sull’importanza di essere sinceri.

Incoraggiare significa illudere?

Tobias Menzies e Julia Louis Dreyfus in una scena del film A dire il vero

La sincerità è una virtù che spaventa molti al giorno d’oggi, ma è anche quella che può aiutare le persone a realizzarsi, invece di illuderle con una vita fittizia. Non bisogna confondere l’incoraggiamento con il sostegno, sono due concetti simili ma non uguali. Incoraggiare una persona a seguire le sue aspirazioni senza farle affrontare le critiche, può portare quella persona a sentirsi superiore agli altri e a non tollerare il rifiuto. Il film ci fa capire bene questo nella scena in cui i due coniugi discutono con il figlio, al quale hanno sempre fatto credere di essere bravo in tutto, senza fargli notare i suoi errori.

Sostenere la persona che si ama significa stare al suo fianco nei momenti difficili, offrendole il proprio appoggio senza nasconderle i propri pensieri. In questo caso Don dopo aver espresso il suo parere alle spalle della moglie, si interroga proprio su questo fatto. Anche non essendogli piaciuto il suo ultimo libro avrebbe potuto esprimere il proprio giudizio in modo costruttivo sin dall’inizio, spiegando come si trattasse di una questione puramente soggettiva e che il libro avrebbe comunque potuto riscuotere successo. Ciò non avrebbe significato non sostenerla nelle sue sfide. Essere sinceri con la persona che si ama significa esserlo anche con se stessi e quindi realizzare le proprie aspirazioni. Il film solleva molte questioni che stimolano la riflessione dei singoli spettatori.

Una scrittura brillante

Julia Louis-Dreyfus e Tobias Menzies in una scena del film A dire il vero

Il film affronta diversi temi, dal tradimento, alla paura di cambiare, passando per la crisi di mezza età rappresentata dal personaggio di Don che si vede ogni giorno sempre più vecchio ma non riesce ad accettarlo. Ciò che risulta interessante è come Holofcener rafforzi questi temi mettendone in risalto le diverse sfaccettature come ad esempio quella del tradimento che in una coppia non è solo fisico, ma anche di fiducia. Questo lo fa vedere molto bene quando subito dopo la scoperta da parte di Beth dell’opinione di Don sul suo libro, contrappone quella in cui il figlio è distrutto per aver scoperto che la sua ragazza è andata a letto con un altro ragazzo.

Un modo brillante per far creare parallelismi allo spettatore senza esplicitarglieli, forse anche per questo Holofcener è paragonata molto spesso a Nora Ephron, la sceneggiatrice di Harry ti presento Sally, alla quale va riconosciuto il merito di aver saputo sviluppare delle psicologie e dei rapporti tra personaggi quanto più possibile realistici, come raccontiamo nella nostra recensione. In questo film non mancano le citazioni ai film della Ephron, come quella di inserire una seduta psicologica di una coppia ogni volta che avviene una svolta narrativa all’interno del film.

A dire il vero, è una commedia drammatica che vi resterà addosso una volta usciti dalla sala dato che vi darà modo di riflettere sulla vostra vita. I cambiamenti sono ciò che spaventano di più perché rivelano chi si è veramente. Il film arriverà nelle nostre sale il prossimo 8 febbraio 2024. Lo andrete a vedere? Fatelo sapere nei commenti sui nostri social. Nel frattempo, se avete voglia di una commedia romantica meno drammatica ma sempre sullo stile di Nora Ephron, al cinema potete trovare Tutti tranne te, la rom-com che tutti stavamo aspettando, come raccontiamo nella nostra recensione.

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