41 attori che hanno ripreso un ruolo a distanza di anni

Gli attori che tornano nel ruolo che li ha resi famosi, o uno dei loro ruoli più celebri, sono sempre di più. Sia per motivi economici che per concludere le parabole dei loro personaggi. Ma quali sono i nomi più celebri? Nel nostro articolo ne potete trovare... parecchi!
Michael Keaton (Beetlejuice), Hayden Christensen (Star Wars), Tom Cruise (Top Gun: Maverick), Michael Douglas (Wall Street) e Anthony Perkins (Psycho) fra gli attori che hanno ripreso un ruolo a distanza di anni

Il cinema è una macchina tanto commerciale quanto artistica. Le istanze che lo portano avanti da sempre (letteralmente: i fratelli Lumière, generalmente identificati come creatori della settima arte, non erano interessati tanto alla qualità delle loro brevi pellicole, spesso realizzate con attori che erano inconsapevoli del loro ruolo, quanto alla pubblicità che le stesse facevano al macchinario da loro inventato) sono di pari passo economiche e artistiche. Nulla di male, ma sono fatti che certo non vanno ignorati.

Non c’è da stupirsi dunque se, negli ultimi decenni, per dare impulso a un certo tipo di proposte cinematografiche (ma, come vedremo, non solo cinematografiche) sono stati usati i mezzi più disparati: l’infinità di seguiti di alcuni franchise (uno degli ultimi, Kung Fu Panda 4, risente proprio dell’usura), la valanga di reboot che hanno ne hanno colpiti altri, campagne di marketing i cui costi superano quelli di produzione del film stesso. Tutto lecito, con alcune operazioni che si sono rivelate, com’è ovvio che sia, più riuscite di altre.

Tra queste strategie, una delle più frequenti degli ultimi decenni (tutti i casi che andremo ad incontrare sono successivi al 1985) è quella di recuperare dopo parecchi anni interpreti amati, inserendoli in nuovi progetti, sequel o camei degli stessi che li avevano lanciati. La natura di queste operazioni-nostalgia non è sempre commerciale ma, anche quando non lo è (magari per la necessità effettiva di portare a termine una saga), poco ci manca. Eccovi quindi una lista piuttosto corposa di tutti quegli interpreti che, legatissimi a un personaggio, sono tornati a metterlo in scena dopo un lasso di tempo piuttosto lungo.

Hayden Christensen ed Ewan McGregor (Star Wars)

Ewan McGregor (Obi-Wan Kenobi) e Hayden Christensen (Anakin Skywalker) in Star Wars: La vendetta dei Sith

Dart Fener e Obi-Wan Kenobi, due tra i personaggi più noti e complessi dell’intero universo di Star Wars. Inizialmente (nella trilogia originale, mettiamola così) interpretati da David Prowse (con però la voce di James Earl Jones) e Alec Guinness, i due personaggi sono poi stati messi in scena da Hayden Christensen ed Ewan McGregor nella trilogia prequel della saga (uscita nel cinema tra il 1999 e il 2005).

Ben diciassette anni dopo, i due interpreti “recenti” dei personaggi sono stati nuovamente chiamati in causa, insieme, per la miniserie Obi-Wan Kenobi, incentrata (ovviamente) sul personaggio che le dà il nome e sui suoi trascorsi tra l’episodio III (l’ultimo dei prequel) e l’episodio IV (il primo della trilogia originale) della saga. Un ritorno che ha sicuramente scaldato la passione dei miliardi di fan della saga, anche se, dal sapore più commerciale che nostalgico, certamente non si è rivelato all’altezza delle attese per il ritorno dei due (attori e personaggi). I loro scontri “alla spada laser” sono però belli cazzuti.

Alfred Molina e gli altri (Spider-Man: No Way Home)

Alfred Molina (Doc Octopus) in una scena del film Spider-Man: No Way Home

Diciamoci la verità, tutti noi aspettavamo un po’ quel momento. Chi scrive, seppur conscio del rischio che una tale operazione potesse comportare, non vedeva l’ora di vedere se, effettivamente, quei tre maledetti Spider-Man sarebbero comparsi insieme in Spider-Man: No Way Home. Le attese, almeno da quel punto di vista, sono state rispettate (che poi il film sia un po’ un delirio sotto tanti punti di vista, questo è un’altro discorso), ma sono gli altri gli elementi che rendono il film degno della nostra lista.

Non è infatti per i ritorni di Tobey Maguire e Andrew Garfield (dopo rispettivamente quattordici e sette anni) che scriviamo questo paragrafo, bensì per il gradito ritorno di Alfred Molina, a ben diciassette anni da Spider-Man 2, universalmente considerato uno dei migliori cinecomics di sempre (anche grazie all’apporto dell’attore britannico, nel ruolo di Doctor Octopus). E sì, sappiamo che nel film ricompaiono anche Willem Dafoe e Thomas Haden Church, ma con un distacco minore dall’ultima apparizione (quattordici anni). E quindi Molina si prende il titolo.

Carrie-Anne Moss e Keanu Reeves (Matrix)

Keanu Reeves (Neo) e Carrie-Anne Moss (Trinity) nel poster del film Matrix Resurrections

Non è un gran mistero (ma è un gran peccato): dopo il trionfale primo capitolo (uscito nelle sale nel 1999, acclamato su tutti i fronti e vincitore di quattro premi Oscar), a dir poco divinatorio rispetto al futuro, la saga di Matrix è stata un lento declino. Né i due seguiti immediati, Matrix Reloaded e Matrix Revolutions (usciti entrambi, a distanza di solo qualche mese, nel 2003), né il tardivo quarto tassello (Matrix Resurrections, uscito nel 2021) sono riusciti a raggiungere le vette del debutto.

Nonostante questo, la ripresa del franchise si porta appresso il ritorno (forse il fattore più apprezzato del quarto film) di alcuni dei protagonisti storici del franchise: Keanu Reeves e Carrie-Anne Moss (nei ruoli di Neo e Trinity), sì, ma anche Jada Pinkett Smith, Lambert Wilson e Daniel Bernhardt. Tutti di ritorno nei loro personaggi a distanza di ben diciotto anni dall’ultima apparizione (nel secondo o terzo film che fosse). Giusto giusto il tempo che qualcuno nato col sottofondo dei seguiti di Matrix diventasse adulto.

Jim Carrey e Jeff Daniels (Scemo e più scemo)

Jim Carrey e Jeff Daniels in una scena del fil Scemo e più scemo

Sentivamo impellente il bisogno di un seguito di Scemo e più scemo, demenziale pellicola del 1994 con protagonisti (viene un po’ di chiedersi il perché…) due calibri come Jim Carrey e Jeff Daniels? No, diremmo noi, eppure eccoci qua. Uscito a distanza di vent’anni esatti dal primo capitolo, Scemo e + scemo 2 riprende punto a punto i deliranti stilemi del primo film, citando da sé le sue gag e mettendo in mezzo i due protagonisti in nuove deliranti avventure.

Carrey e Daniels sono ovviamente Lloyd Christmas e Harry Dunne, stralunati come prima (ma meno divertenti), vent’anni dopo e, con loro due, ricompare anche Cam Neely, interprete di “Grande Mulo”. Nonostante l’operazione sia stata dichiaratamente commerciale, il film è stato un successo di pubblico (con un incasso globale assolutamente rimarchevole). Elemento che fa pensare e che ci fornisce un esempio (di successo commerciale, appunto) che non sempre si rispecchierà in altri casi (Matrix Resurrections poco sopra, ma anche altri, che vedremo) della nostra lista.

Laura Dern, Jeff Goldblum e Sam Neill (Jurassic Park)

Jeff Goldblum, Sam Neill e Laura Dern in una scena del film Jurassic World - Il Dominio

Già che si parlava di operazioni commerciali… Anche per quanto riguarda Jurassic Park è valsa indiscutibilmente la regola del gratto: dove c’è da guadagnare, si cerca di guadagnare il più possibile (spremendo il più possibile quanto si ha a disposizione). E con il franchise di Jurassic Park si può ben dire che chi di dovere ha spremuto parecchio, mantenendo una buona costanza di guadagno, senza però accompagnarla ad qualità anche colo comparabile con quella del primo film.

Negli ultimi due della saga, Jurassic World – Il regno distrutto e Jurassic World – Il dominio, tra i fattori di lancio ci sono stati indubbiamente i ritorni, comunque graditi, dei tre protagonisti delle pellicole originarie, Jeff Goldblum, Laura Dern e Sam Neill, rispettivamente nei ruoli di Ian Malcolm, Ellie Sattler e Alan Grant. Tutti e tre di ritorno a ventun’anni (il primo tra il secondo e il quinto capitolo, seconda e terzo tra terzo e sesto) dall’ultima apparizione. Ah, in Jurassic World ricompare anche quel simpaticone del personaggio di BD Wong, a ventidue (!) anni dall’apparizione precedente.

Michael Douglas (Wall Street)

Michael Douglas è Gordon Gekko in una scena del film Wall Street

Il mondo della finanza non fa prigionieri, come ben sa Michael Douglas/Gordon Gekko in Wall Street, ambientato in piena epoca yuppie, e nel suo seguito, Wall Street – Il denaro non dorme mai, ambientato subito dopo il crollo della borsa statunitense nel 2008, il primo uscito nel 1987, il secondo distribuito nel 2010, a ben ventitré anni l’uno dall’altro, fattore che rende l’interprete del viscido protagonista degno di rientrare a pieno titolo nella nostra lista.

Operazione onestamente di difficile analisi (la sorte di Gekko alla fine del primo film, la galera, sembrava la più adatta al personaggio e già il primo film sembrava avere un po’ esaurito i suoi argomenti), la seconda interpretazione di Douglas nei panni di un “lupo di Wall Street” ante-litteram venne comunque acclamata dalla critica, tanto da ottenere nuovamente la candidatura al Golden Globe per il ruolo (dopo quello vinto, insieme all’Oscar, per il film precedente. Il film è inoltre l’occasione per rivedere anche Charlie Sheen nel ruolo di un Bud Fox ormai cresciutello.

Anthony Perkins (Psycho)

Anthony Perkins è Norman Bates sul set del film Psycho

Il film di Alfred Hitchcock, anche a quasi sessant’anni dall’uscita è e rimarrà una perla indiscutibile della storia del cinema. Anche per questo motivo la scelta di dare inizio a una serie di seguiti a dir poco bruttini, non appare azzeccatissima. Il successo economico, almeno nel primo dei tre, Psycho II, c’è stato, ma di certo non si tratta di opere degne di particolare attenzione, se non fosse che il protagonista dell’opera originale e dei seguiti, Anthony Perkins, riprende il suo ruolo a distanza di ventitré anni.

Vero e proprio mattatore dei seguiti (di cui è interprete e, nel caso di Psycho III, anche regista), Anthony Perkins provò a dare un certo spessore, anche umano, al suo personaggio, senza però riuscire particolarmente nell’intento. Dimostrazione che, alcune volte, i grandi film andrebbero lasciati in pace da seguiti forzati e da storie aggiuntive un po’ campate in aria (e da remake inquadratura per inquadratura di qualità ancora più bassa). Sfogo finito. Procediamo.

Paul Newman (Lo spaccone e Il colore dei soldi)

Paul Newman nelle scene dei film Lo spaccone e Il colore dei soldi

Tra le migliori accoppiate della nostra lista, Lo spaccone e Il colore dei soldi vedono entrambi come protagonista Paul Newman, in uno dei ruolo che più ha segnato la sua carriera, quello di Eddie “lo svelto” Felson. Prima giovane irriverente e arrogante, innamorato del gioco più che della compagna Sarah, poi uomo di mezza età, il cui impeto per le scommesse, nonostante diverse scelte di vita, non è mai scemato.

Già candidato alla statuetta più ambita per l’interpretazione nel primo film, Newman l’ha poi finalmente conquistata proprio per la sua interpretazione nel film (spesso ce lo si dimentica) di Martin Scorsese, nel quale duetta con un Tom Cruise in rampa di lancio (lo stesso anno uscì anche Top Gun, un film che incontreremo nuovamente tra poco). La distanza tra i due film? Venticinque anni, tondi tondi. E non siamo nemmeno arrivati alla TOP 5 della lista.

Jeff Bridges (Tron)

Jeff Bridges nelle scene dei film Tron

In anticipo di decenni sull’imperante evoluzione dell’intelligenza artificiale, sulla realtà aumentata e su… Jumanji e Free Guy – Eroe per gioco (film piuttosto divertente del 2021, con protagonista Ryan Reynolds), Tron, uscito nelle sale nel 1982, scrisse una pagina un po’ dimenticata della fantascienza degli anni Ottanta. Rivalutato nel corso del tempo, il lungometraggio di Steven Lisberger è oggi un vero e proprio film di culto. Anche grazie ai suoi protagonisti, ricomparsi poi anche nel sequel.

Nel 2010, la Disney (già al comando del prodotto originale) produsse e distribuì il seguito, Tron: Legacy, che completò la storia di Kevin Flynn, intrecciandola con quella di suo figlio, Sam. Oltre ai nuovi interpreti (Garrett Hedlund, Olivia Wilde, ma anche Cillian Murphy), nel sequel ricompaiono gli attori originali dei protagonisti, Jeff Bridges (Flynn) e Bruce Boxleitner (Alan Bradley/Tron), di ritorno nei loro personaggi a distanza di ben ventotto anni dall’ultima apparizione!

Carrie Fisher, Harrison Ford e Mark Hamill (Star Wars)

Mark Hamill (Luke Skywalker), Carrie Fisher (Principessa Leila) e Harrison Ford (Han Solo) in una scena del film Star Wars: Una nuova speranza

Va bene, benissimo, il ritorno di Christensen e McGregor nei loro ruoli (li abbiamo già incontrati), ma non erano loro gli obiettivi delle brame nostalgiche dei fan di Star Wars. Quello che gli amanti della saga volevano era il ritorno dei tre protagonisti della saga originale: Leia Organa, Han Solo e, soprattutto, Luke Skywalker. La trilogia-sequel (episodi VIIIX) li ha accontentati, ma li avrà anche soddisfatti? Questa è tutta un’altra questione.

Comunque sia, a distanza di trentadue anni dall’ultima apparizione (ne Il ritorno dello Jedi, uscito nelle sale nel 1983), Carrie Fisher, Harrison Ford e Mark Hamill tornarono effettivamente nei ruoli che lanciarono le loro carriere, per dare una conclusione alle loro parabole narrative. Ma, seppur perlopiù dimenticati, non sono gli unici ad essere tornati nei loro ruoli dopo lungo tempo. Gli interpreti dell’ammiraglio Ackbar e di Nien Nunb, generali della Resistenza, Timothy M. Rose e Mike Quinn, tornarono a loro volta dopo trentadue anni. Ma i veri recordmen sono invece Denis Lawson e Billy Dee Williams, interpreti rispettivamente di Wedge Antilles e Lando Calrissian, riapparsi solo nel terzo dei sequel, Star Wars: L’ascesa di Skywalker, a distanza di trentasei anni dall’ultima volta!

Harrison Ford (Blade Runner)

Harrison Ford in una scena del film Blade Runner 2049

Se dovessimo identificare il principe assoluto della nostra lista, questo porterebbe senza dubbio il nome di Harrison Ford. Detto del suo ritorno nel franchise di Star Wars, che concluse definitivamente (ma chissà… ) la sua parabola nella saga, la leggenda del cinema statunitense è protagonista di due ritorni (e mezzo) che lo rendono degno di rientrare nella nostra lista.

Il primo caso in questione è quello del franchise Indiana Jones, che lo vide riprendere il ruolo dell’avventuroso archeologo, nel 2008, con il film Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo, diciannove anni dopo Indiana Jones e l’ultima crociata. Il terzo film della saga fu anche l’occasione di vedere nuovamente anche Karen Allen nella saga, ventisette anni dopo l’ultima volta. Per essere poi essere precisi fino in fondo, tra il terzo e il quarto capitolo (Indiana Jones e il quadrante del destino) del franchise passano altri quindici anni, segnando (in aggiunta ai due citati) il ritorno di John Rhys-Davies, trentaquattro anni dopo l’ultima apparizione!

Ma non è per il franchise di cui sopra che Ford ricopre una posizione così alta nella nostra lista, bensì per un altro dei ruoli che più lo hanno inserito nell’immaginario collettivo: quello di Rick Deckard in Blade Runner. Se la prima apparizione nel ruolo di cacciatore di replicanti è infatti del 1982, la seconda ha come data il 2017, anno d’uscita del bellissimo sequel (forse, il migliore della nostra lista) di Denis Villeneuve, Blade Runner 2047, dove duetta alla grande con “l’erede” Ryan Gosling. Il film del regista canadese, uscito trentacinque anni dopo il primo, fu inoltre l’occasione per veder tornare nei loro ruoli anche Edward James Olmos e Sean Young. Giusto per non farci mancare niente.

Tom Cruise (Top Gun)

Tom Cruise in una scena del film Top Gun: Maverick

Se Blade Runner e Blade Runner 2049 sono più o meno sullo stesso livello, tra Top Gun e Top Gun: Maverick, la gara è impari. Il secondo dei due film, uscito nelle sale nel 2022 con enorme riscontro di critica e pubblico, è (parecchio) migliore del film originale di Tony Scott. Nostalgico al punto giusto, americano in quantità e realizzato con grande dispiegamento di mezzi (ripagato dal risultato), il film di Joseph Kosinski è quello che si dice un ottimo lavoro, sia qualitativamente che commercialmente.

Se però il risultato è stato quello che è stato, buona parte del merito va senza dubbio al suo protagonista, vero demiurgo della saga: Tom Cruise. L’attore nativo dello stato di New York, di ritorno nel ruolo di Pete “Maverick” Mitchell a trentasei anni dall’ultima apparizione, non solo ha regalato una performance migliore di quanto non avesse fatto nel 1986, ma è fulcro assoluto (a livello recitativo, ma anche produttivo) del film che, a detta di Steven Spielberg, ha “salvato il c*lo a Hollywood”. Ma il protagonista del film non è l’unico ritorno dal film originale, certamente non il più commovente.

Oltre a “Maverick” infatti, il film di Kosinski vede la presenza di un altro personaggio amatissimo del film del 1986: Tom “Iceman” Kazansky, interpretato da Val Kilmer. Parte piccola, di pochi minuti, ma decisiva a livello narrativo e, soprattutto, incredibilmente toccante, sia per il rapporto col protagonista, sia per il doloroso vissuto personale dell’attore, che da anni lotta con la stessa malattia del personaggio. Operazione nostalgia riuscita.

Michael Keaton e Winona Ryder (Beetlejuice)

Michael Keaton e Winona Ryder in una scena del film Beetlejuice

Eccoci giunti all’ultimo tassello della nostra lista. O meglio, agli ultimi tasselli. Partiamo dalla cornice della questione: dopo decenni di speculazioni, smentite, contrordini, inciampi e cambi di rotta, il seguito di Beetlejuice – Spiritello porcello, una delle commedie più iconiche degli anni Ottanta, nonché uno dei film che più lanciarono il giovane Tim Burton, sta arrivando. E arriverà a breve, brevissimo: il 5 settembre prossimo.

Ovviamente, con i loro personaggi, Beetlejuice stesso, Lydia Deetz e Delia Deetz, si apprestano a tornare nei loro ruoli anche tre interpreti della prima pellicola: Michael Keaton, Winona Ryder e Catherine O’Hara, tra gli attori più significativi dell’intera carriera del regista, a trentasei anni (!) dalla loro precedente interpretazione. Se poi l’operazione si rivelerà all’altezza, sarà da vedere. Intanto, ci si può crogiolare nell’attesa di quello che è senza dubbio uno dei film più attesi dell’anno.

Ma non è finita qui. Almeno non per Keaton. Sì, il ruolo di Beetlejuice è quello che gli regala la palma del ritorno più longevo, ma c’è un altro ruolo in cui l’attore è tornato di recente, a solo qualche anno in meno dello spiritello grottesco di Burton: quello di Batman, interpretato (proprio per Burton!) in Batman (1989), Batman – Il ritorno (1992) e poi, nuovamente, solo nel 2023, a trentun anni di distanza, in The Flash. Franchise diverso, compagni diversi, ma sempre il solito Keaton. “I’m Batman”. Talvolta per sempre.

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