Josh Trank parla dell’insuccesso di Fantastic 4 – I Fantastici quattro

In una lunga e difficile intervista rilasciata a Matt Patches di Polygon, Josh Trank ha parlato del suo Fantastic 4 – I Fantastici 4:

“Dopo quattro anni di conversazioni sincere con Matt Patches, eccola qui. Matt ha svolto un lavoro incredibile con questo articolo lungo e difficile” ha commentato il regista su Instagram. “È stato duro per me leggerlo, tornare in un posto così distante da quello in cui mi trovo oggi, ma come ho già detto: nessun rimpianto. Magari i giovani registi potranno trarre insegnamento dai miei errori a caro prezzo e dagli ambiziosi errori di valutazione“.

L’idea originale del film prevedeva un tono molto più disteso dei soliti cinecomics, in previsione di un sequel ancora più “leggero”:

“La fine di Fantastic 4 doveva preannunciare un film all’insegna dell’avventura, del divertimento e della stranezza. Ovviamente nel sequel si sarebbero resi conto di una cosa: “Bene, ora abbiamo dei superpoteri per sempre, è bizzarro, divertente e ci saranno avventure dietro ogni angolo“.”

Josh Trank ha poi continuato:

“Il primo film sarebbe stato invece la versione cinematografica della mia vita, una metafora di questi personaggi che strisciano fuori dall’inferno.”

La sceneggiatura del film è stata scritta in collaborazione con Jeremy Slater, già collega di Trank in Chronicle ed appassionato di fumetti:

“Il primo Avengers era appena uscito e continuavo a dirgli: “Dovremmo usarlo come modello, è quello che vuole il pubblico”. Josh ne aveva odiato ogni secondo.”

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Josh Trunk ha poi fatto da intermediario tra Slater e la Fox: lo sceneggiatore afferma di aver scritto ben 18 versioni della sceneggiatura, per un totale di ben 2000 pagine ma che, alla Fox, il regista ne abbia fatte pervenire soltanto due:

“Sin dall’inizio Josh mi disse che non potevo parlare con la Fox senza che lui fosse presente. Non ho mai ricevuto il 95% di quelle indicazioni.”

Dopo il licenziamenti di Slater la Fox è corsa ai ripari inserendo Trank in un contesto di professionisti:

“In un ambiente come quello di un film ad alto budget, sei praticamente circondato da veterani che fanno fin troppo bene il proprio lavoro. Tu invece non hai prodotto il film, non hai avuto tu l’idea, non sei il creatore di questi personaggi e neanche di questa proprietà intellettuale. Loro sono vincitori di Oscar, hanno fatto 20 film con Robert Zemeckis. […] Tutto ciò che lo scenografo di Zemeckis vuole sapere è se una cosa va bene o no.”

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