L'attrice, durante la sua estesa esperienza sul piccolo e grande schermo, è stata capace di aprirsi a generi diversissimi tra loro.

Irene Papas, storica interprete del cinema internazionale, è venuta a mancare oggi all’età di 96 anni, dopo una lotta di oltre otto anni contro l’Alzheimer, la malattia che dal 2018 l’aveva costretta al ritiro dalle scene.

Nata il 3 settembre del 1926 a Chiliomodi (Corinzia, Peloponneso), Irene Papas inizia a muovere i primi passi nell’ambito della recitazione grazie alle esperienze giovanili sul palco teatrale. Nonostante i primi, “timidi”, inizi offerti da Aldo Fabrizi con Una di quelle (1953), da Steno e Mario Monicelli per Le Infedeli (1953), e da Piero Francisi per Attila (1954), Irene Papas viene notata anche da alcuni registi d’oltreoceano, come J.Lee Thompson, che la sceglie per il suo I Cannoni di Navorane (1961). Negli stessi anni, Irene Papas è anche diretta da Yorgos Javellas e da Michael Cacoyannis rispettivamente per Antigone (1961) e Elettra (1962), esplorando uno dei generi più cari della sua carriera: il film storico

La fine degli anni sessanta coincide inoltre con l’inizio delle prime esperienze sul campo televisivo. Irene Papas, dopo essere tornata in Italia per affiancare Gian Maria Volonté in A Ciascuno il suo (1967), – film diretto da Elio Petri e adattato dal romanzo di Leonardo Sciascia -, viene infatti scelta per interpretare Penelope nello sceneggiato a colori L’Odissea, a fianco di Bekin Fehmiu.

Gian Maria Volonté e Irene Papas in “A ciascuno il suo”.

Gli anni settanta la vedono tornare sotto la direzione di Michael Cacoyannis per Le Troiane (1971), – dove vediamo l’attrice condividere lo schermo con Katharine Hepburn -, e ancora nel 1977 per Ifigenia. Solo due anni più tardi, Francesco Rosi la sceglie per tornare ad affiancare Gian Maria Volonté in Cristo si è fermato ad Eboli (1979), e in Cronaca di una morte annunciata (1987), dove ebbe occasione di collaborare anche con Ornella Muti.

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Le sue ultime esperienze, sia sul piccolo che sul grande schermo, risalgono ai primi anni 2000, mentre nel 2009 arriva il Leone D’Oro alla carriera, l’ultimo di una lunga serie di premi.

Fonte: Greek Reporter 

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Martina Folegnani

Martina Folegnani

Una piccola torinese con un grande amore per il magnificente mondo del cinema e dell’arte. Mi sono laureata al DAMS con l’obiettivo di diventare scrittrice di soggetti cinematografici.

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