Jean-Luc Godard, artista chiave nella cultura cinematografica del secondo novecento (e non solo), se n'è andato oggi, all'età di 91 anni.

Si è spento a 91 anni Jean-Luc Godard, il regista e critico franco svizzero noto per essere stato uno tra i fondatori del movimento della Nouvelle Vague, ma anche per aver messo a punto, nel corso degli anni, una filmografia estremamente ampia e varia. Considerato da più di cinquant’anni come una delle figure chiave dell’ambiente cinematografico francese, Godard ha saputo influenzare alcuni maestri d’oltreoceano e non, grazie ad alcuni titoli fondamentali della sua filmografia, come À bout de souffle (1960) – tra i manifesti della Nouvelle Vague – ma anche Vivre sa vie (1962) e Band à part (1964).

Il suo cinema, sempre al passo con i tempi, ha saputo inoltre raccontare le realtà più difficili, quelle di un mondo in trasformazione, regalandoci titoli militanti indimenticabili, come ben dimostrano le prime esperienze degli anni sessanta con Weekend (1967), La Cinese (1967) ma anche con Crepa Padrone, tutto va bene (1972), un chiaro sentore dell’autunno caldo.

Celebre è anche il sodalizio con il compianto attore Jean-Paul Belmondo che, sin da À bout de souffle, ha costituito una presenza abbastanza solida nel cinema di Godard, come dimostrano le esperienze sia sul cortometraggio – con Charlotte et son Jules (1958)- , e sul fronte del lungometraggio con Il Bandito delle 11 – o Pierrette le Fou – (1965), e Une femme est une femme (1961).

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Jean-Luc Godard, come accennavamo, è ricordato accanto a Truffaut, Romher, Chabrol e Rivette per aver dato inizio al movimento della Nouvelle Vague, esperienza di cui I Cahiers du Cinéma sono ancora un’importante testimonianza. Alla fine degli anni sessanta, grazie alla complicità di Jean-Pierre Gorin, Armand Marco e Jean-Henri Roger, fonda il gruppo Dziga Vertov, una sorta di collettivo di artisti con cui Godard collaborerà per la realizzazione di nove lungometraggi impegnati, come il già citato Crepa Padrone e Jusqu’à la victoire (1969).

Il suo cinema continua a essere fonte di ispirazione per grandi registi internazionali, come ben dimostrano due esperienze abbastanza recenti, ma sicuramente indimenticabili: quella di Bernardo Bertolucci con The Dreamers (2003), e quella di Tarantino con Pulp Fiction (1994).

La notizia della morte è stata annunciato dalla testata francese Libération.

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Martina Folegnani

Martina Folegnani

Una piccola torinese con un grande amore per il magnificente mondo del cinema e dell’arte. Mi sono laureata al DAMS con l’obiettivo di diventare scrittrice di soggetti cinematografici.

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