La nostra recensione di Watcher, thriller psicologico scritto e diretto da Chloe Okuno, in tutte le sale italiane dal 7 settembre.

Arriva in sala il 7 settembre, distribuito da Lucky Red, Watcher di Chloe Okuno, film accolto con entusiasmo all’ultimo Sundance Festival. Un thriller psicologico molto equilibrato e consapevole che, come vedremo nella nostra recensione, è in grado di affrontare una storia già vista con piglio brillante e ponendo lo spettatore in una posizione molto particolare.

La trama

Maika Monroe alla finestra vista dal basso

Francis (Karl Glusman) e Julia (Maika Monroe) sono una giovane coppia che vive a New York. Il ragazzo ottiene però un’offerta di lavoro irrinunciabile che porta i due a trasferirsi a Bucarest. Francis ha la madre rumena e quindi parla fluentemente la lingua, per Julia invece rappresenta un primo grosso scoglio. Una volta arrivati in città, la coppia si trasferisce in un condominio del centro all’interno di un bell’appartamento dotato di grandi vetrate. Quasi immediatamente Julia nota una silhouette di un uomo in una finestra nel palazzo di fronte al loro. Ogni volta che guarda fuori dalla sua vetrata lui è lì, ad osservarla. Il senso di persecuzione percepito dalla ragazza non si attenua neanche fuori da casa, dove anzi si sente seguita in modo costante. Il tutto in un percorso di ambientamento reso già difficile dalla lingua e dalla differenza che intercorre tra una metropoli come New York e una capitale dell’Est Europa come Bucarest. Sullo sfondo poi le notizie di un killer, soprannominato “The Spider”, che uccide giovani donne nei loro appartamenti.
Julia e il suo sentimento di persecuzione non trovano però ascolto nelle forze dell’Ordine locali e neanche nel fidanzato Francis, portando lo spettatore a chiedersi se effettivamente la ragazza venga seguita da qualcuno oppure se si tratta solo di un brutto scherzo della sua mente.

Solido, equilibrato, intelligente

Francis e Julia in Watcher

Chloe Okuno, che ha diretto una delle parti di V/H/S/94, la serie di film horror a episodi che ha visto molti nomi noti prenderne parte, arriva con Watcher al suo esordio alla guida di un lungometraggio. Come si può notare anche dal paragrafo precedente, il film non offre particolari spunti innovativi in termini di narrazione. La regista però di questo è perfettamente consapevole e decide di puntare su solidità ed equilibrio. Watcher prende spunto da tutti i film del genere, da La Finestra sul Cortile di Hitchcock a L’inquilino del Terzo Piano di Polanski, e mantiene il canone senza la volontà di rivoluzionarlo ma con grande rispetto e conoscenza dei tempi e delle caratteristiche di questo tipo di opere. Ciò che Okuno fa è quello di ruotare la prospettiva e applicare al film la sensibilità del mondo contemporaneo, con approccio consapevolmente femminile e femminista. Al centro quindi inserisce una perfetta Maika Monroe, in un ruolo che curiosamente potrebbe rappresentare un sequel spirituale di It Follows, e la segue con costanza. Spiandola da dietro gli angoli, osservandola di nascosto porta lo spettatore ad assumere la prospettiva dello stalker, rendendoli colpevoli del malessere di Julia. Una scelta di grande intelligenza che unita alla solidità tecnica generale, rendono Watcher un film simbolo di come si può approcciare una storia che non ha nulla di nuovo donandogli però un nuovo punto di vista e una sensibilità al passo coi tempi. Se il buongiorno si vede dal mattino non possiamo che attendere con curiosità la nuova opera di Chloe Okuno.

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Watcher è nelle sale italiane a partire dal 7 settembre.

Giacomo Lenzi

Giacomo Lenzi

Semplicemente appassionato ed affamato di tutto ciò che riguarda la cultura e l'arte popolare (nel senso letterale del termine): fumetti, libri, fotografia, tv e, ovviamente, cinema, che ne è il massimo esponente e la massima espressione.

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