Da ricalcolare i 15 milioni a Johnny Depp, mentre Amber Heard ne riceve 2 e promette il ricorso in Appello: le dichiarazioni dopo il verdetto

Johnny Depp vince contro Amber Heard: era condivisa da molti la speranza, questa mattina, di vedere titolato così l’esito di quello che si è trasformato a tutti gli effetti nel processo del nuovo millennio, sicuramente il più mediatizzato della storia anche solo per la copertura social e la costante diretta dall’aula. Alla notizia, l’opinione pubblica è esplosa, considerando la ben nota scelta di campo maggioritaria, fin dall’inizio del processo, in favore dell’attore. Rispetto invece alla fetta di sostenitori dell’ex moglie, piuttosto minoritaria. Ma ecco un recap della sentenza (spiegata bene) e le dichiarazioni a caldo dei due attori.

Le accuse di Johnny Depp

Johnny Depp e l'avvocata Camille Vasquez

Johnny Depp e l’avvocata Camille Vasquez

Iniziato il 13 aprile scorso a Fairfax (Virginia), indipendent city rispetto al sistema delle contee statunitensi, il processo si conclude ufficialmente il 1 giugno dopo tre giorni di deliberazioni da parte della giuria, che ha stupito tutti con un dietrofront improvviso nella giornata di ieri. Prima, in mattinata, la richiesta di un rinvio della sentenza per avere più tempo per deliberare. Poi, alle 20:00 ora italiana, l’annuncio del tribunale che il verdetto era stato raggiunto e che si concedeva un’ora alle parti per raggiungere l’aula di tribunale. Il verdetto alle 12:00 PT, vale a dire alle 21:00 in Italia. Johnny Depp non era presente, visto il poco preavviso, perché in tournee con Jeff Beck a Londra.

Oggetto principale della sua causa per diffamazione era un articolo pubblicato dalla ex moglie nel 2018 per il Washington Post, in pieno #MeToo, nel quale l’attrice – a questo punto, possiamo dirlo – cavalcò le istanze del movimento per denunciare di essere ella stessa una sopravvissuta a violenze domestiche, sessuali e fisiche, da parte di un partner d’alto profilo. Nonostante non si facesse il nome di Depp, il soggetto dell’articolo era chiaro e così altrettanto le conseguenze nocive sulla sua carriera e sulla sua vita privata (e su questo si è basata gran parte della linea d’accusa dell’attore). All’editoriale fece seguito un noto articolo del The Sun che accusava Depp di essere un “picchiatore di mogli” e che fu invero la causa scatenante dei licenziamenti dell’attore, dalla Disney alla Warner.

Gli antefatti al processo

Dopo il processo al The Sun

Dopo il processo al The Sun

La rescissione dei contratti e la successiva gogna mediatica non si aggravarono infatti fino a una prima vera sentenza: portando il The Sun in tribunale per diffamazione – e non direttamente l’ex moglie – Johnny Depp ne uscì sconfitto. E automaticamente, tertium non datur, come infatti il tabloid titolò poco dopo, “effettivamente un picchiatore di mogli“. In questo caso, invece, lo scontro era diretto, chiamando in causa l’articolo originale della Heard e chiedendo 50 milioni di dollari in risarcimento per i danni morali e di quelli economici derivanti dai licenziamenti.

Che, basandosi sugli ultimi cachet dell’attore, erano anche pochi: solo in virtù del licenziamento dalla saga di Pirati dei Caraibi, è stato rivelato in sede processuale che Johnny Depp ha perso un cachet di oltre 22 milioni di dollari per il sesto capitolo già in fase di sviluppo. Proprio in queste settimane, fa sapere il produttore Jerry Bruckheimer, due sceneggiati sono in sviluppo in parallelo: uno avrebbe come protagonista Margot Robbie e “l’altro no”. Anche se Depp ha dichiarato in aula che non tornerebbe al franchise “nemmeno per 300 milioni di dollari e un milione di alpaca“.

A questo punto, con il processo in corso, Amber Heard ha avviato una contro-causa da 100 milioni (il doppio), accusando Depp e il suo team legale di diffamazione, visto che gran parte della loro linea si basava su una decostruzione delle accuse di lei e dunque, de facto, su un’implicita accusa di spergiuro. La Heard ha motivato la contro-causa anche alla luce della richiesta, da parte del suo team legale, che il processo non venisse trasmesso in diretta, conscia che la copertura social l’avrebbe senz’altro – anche solo per la salda community di fan del marito – messa in cattiva luce.

I legali di Depp hanno ribattuto che fu lei la prima a mediatizzare la vicenda proprio con l’articolo del Washington Post e il giudice si è trovato d’accordo soprattutto per il timore di come poi i giornalisti avrebbero insidiato i dibattimenti per ottenere aggiornamenti sul processo. Ma a questo punto, chiarito cosa ci fosse sui due piatti della bilancia, è il momento di chiarire il verdetto.

Verdetto, risarcimenti e ricorso

Sì, Johnny Depp ha effettivamente vinto la sua causa per diffamazione. Ovviamente un processo di questa complessità si è composto di varie sezioni e in alcune l’attore non ha trovato il favore della giuria. Ma per quanto riguarda tutte le questioni sollevate in merito all’articolo del Washington Post, la giuria ha dato ragione a Johnny Depp di tutte le imputazioni, in ordine di gravità: si parte dal fatto che il contenuto dell’articolo fosse falso e che quindi Johnny Depp non avesse usato violenza alla moglie, per arrivare al fatto che l’intento di Amber Heard fosse intenzionalmente diffamatorio e volto a guadagnare visibilità per la propria persona, nonché vendicativo in conseguenza al divorzio. Su ognuno di questi punti, le prove portate da Depp sono state sufficienti a dimostrare la colpa e il dolo di Amber Heard.

A questo punto, l’ammontare dei risarcimenti. Il tribunale riconosce a Johnny Depp 10 milioni di dollari di risarcimento e 5 milioni di dollari in danni puntivi. Quindi 15 milioni contro i 50 richiesti. Ma alla cifra va scalato più del 40%. In primo luogo, perché una legge specifica della Virginia prescrive un tetto massivo di 350.000 dollari ai danni puntivi, facendo scendere la cifra percepita da Depp a 10.350.000$. Su carta, quindi nel riconoscimento del dolo, rimangono comunque 15. Inoltre, Depp non è l’unico uscito “vittorioso” dal processo. In virtù della sua contro-causa, Amber Heard si è vista riconosciuta 2 milioni di dollari in risarcimenti e alcuna cifra in danni. In altre parole, si sono diffamati a vicenda, anche se fatte le differenze Johnny Depp ne esce ovviamente riabilitato e con 8.350.000 dollari in tasca. Ma più di ogni cosa, con una carriera e soprattutto una vita da ricostruire.

Pochi minuti dopo la sentenza, entrambe le parti sono uscite con le rispettive dichiarazioni a mezzo social. Amber Heard si è detta affranta per la sentenza e preoccupata che questa possa ridurre ulteriormente la credibilità guadagnata e la voce concessa alle donne vittime di violenza. Alle vere vittime di violenza, si è forse dimenticata di aggiungere. Nel frattempo, promette un ricorso in Appello della sentenza. Dovesse fallire anche lì – ed effettivamente le prove davvero schiaccianti sono quelle in favore di Depp, su tutte l’audio in cui l’ex moglie ammette di averlo colpito “non esattamente con uno schiaffo, ma sicuramente non con un pungo” – rimarrebbe solo la Corte Suprema. Per quanto riguarda Depp invece, l’attore ha condiviso una lunga lettera a mezzo social di cui vi riportiamo la traduzione integrale.

La lettera di Johnny Depp

Sei anni fa, la mia vita, quella dei miei figli, le vite di quelli a me più vicini, e anche di coloro i quali per molti, moltissimi anni mi avevano supportato e avevano creduto in me, cambiarono per sempre. Tutte, in un battito di ciglia. Accuse criminali, false e molto serie mi sono state mosse attraverso il web, il che ha innescato una raffica infinita di odio, anche se nessun processo era stato avviato nei miei confronti. Avevano già fatto due volte il giro del mondo in un nanosecondo e avevano avuto un impatto sismico sulla mia vita e sulla mia carriera”.

E sei anni dopo, la giuria mi ha restituito la mia vita. Sono veramente onorato. La mia decisione di perseguire questo caso, conoscendo molto bene le proporzioni degli ostacoli legali che avrei dovuto affrontare e l’inevitabile spettacolarizzazione globale della mia vita, fu presa solo dopo grandi considerazioni. Fin dall’inizio, l’obiettivo di portare avanti questo caso era quello di rivelare la verità, indipendentemente dal profitto. Affermare la verità era qualcosa che dovevo ai miei figli e a tutti quelli che sono rimasti saldi nel supportarmi. Mi sento in pace con la consapevolezza di esserci finalmente riuscito”.

Sono e sono stato sopraffatto dallo sfogo d’amore e dal colossale supporto e gentilezze provenienti da ogni parte del mondo. Spero che questa mia ricerca nell’affermazione della verità sia stata d’aiuto ad altri, uomini o donne, che si siano trovati nella mia situazione. E spero che chi li sostiene non si arrenda mai. Spero anche che la posizione generale torni all’innocenza fino a prova contraria, sia nei tribunali che nei media. Desidero rendere i miei riconoscimenti al nobile lavoro del Giudice, dei giurati, del personale di corte e degli sceriffi che hanno sacrificato il loro tempo per arrivare a questo punto. E al mio diligente e incrollabile team legale che ha svolto un lavoro straordinario nell’aiutarmi per condividere la verità. Il meglio deve ancora venire e un nuovo capitolo è finalmente iniziato. Veritas nunquam perit. La verità non perisce mai”.

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Carlo Giuliano

Carlo Giuliano

Classe ’99, studente di Filosofia presso l’Università ‘La Sapienza’. Da sempre appassionato di pop culture, di letteratura fantascientifica e distopica, di quanto la buona vecchia America ci ha regalato in fatto di musica fra gli Anni ’50 e ’70 e soprattutto di cinema in ogni sua forma, senza barriere né confini, con specifica attenzione al panorama anglosassone.

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