Il catalogo di RaiPlay contiene numerosi film, fra cui molti capolavori sia del passato sia del presente. Ve ne consigliamo quindici.

RaiPlay è da sempre una piattaforma streaming estremamente sottovalutata, dotata di un catalogo di film estremamente vasto da fruire gratuitamente che spazia dai grandi classici del cinema italiano a film di grandi autori internazionali di vari decenni passando per un cospicuo numero film di genere di notevole livello e numerosi film italiani contemporanei. In questo articolo andremo a consigliarvi quindici grandi titoli presenti sulla piattaforma streaming della Rai, muovendoci fra capolavori conclamati e film meno noti la cui grandezza è riconosciuta da una fetta minore di pubblico e critica, ma che meritano di essere scoperti da chiunque.

Nuovo Cinema Paradiso (1989) di Giuseppe Tornatoreil protagonista di nuovo cinema paradiso

Tra i film più importanti della storia cinema italiano, apprezzato ancora a più di trent’anni dalla sua uscita, Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore è solo uno dei tanti classici italiani presenti nella libreria di Raiplay. La potenza di Nuovo Cinema Paradiso, Oscar al miglior film straniero nel 1990, è rimasta inalterata nel corso degli anni, così come la splendida colonna sonora del maestro Ennio Morricone che è entrata nell’anima di tutti gli spettatori.

Il gioco del destino e della fantasia (2021) di Ryusuke HamaguchiDue personaggi di Il gioco del destino e della fantasia

Ryusuke Hamaguchi è un nome di cui si è molto sentito parlare negli ultimi mesi e di cui si continuerà a sentir parlare per molti anni. Nel 2021, prima di riscuotere un enorme successo nel mondo con Drive My Car, il regista giapponese aveva già ottenuto l’Orso d’Argento a Berlino per questa finissima commedia a episodi che, con una messa in scena minimalista e una sceneggiatura pressoché perfetta, presenta tre diverse storie dettate dal caso. Il terzo episodio, probabilmente il migliore fra i tre, richiama intelligentemente, grazie ad atmosfere rarefatte, il periodo di lockdown vissuto da gran parte del mondo nel 2020.

Taipei Story (1985) di Edward YangLa protagonista di Taipei Story

Edward Yang, massimo esponente della new-wave Taiwanese nonché uno dei più influenti maestri del cinema dell’estremo oriente, nel 1985 girava Taipei Story, un film che, raccontando la realtà della Taiwan ultracapitalista degli anni ’80, si faceva profeta di molte tendenze che avrebbero iniziato a caratterizzare la società occidentale europea nei decenni successivi.
Tematiche tipicamente Antonioniane sono riproposte in un film in cui l’istanza narrante, apparentemente distaccata, è in realtà estremamente vicina ai protagonisti e ai loro sentimenti ed è in grado di raccontare una storia di amore ancora oggi emozionante. Il protagonista di Taipei Story, Hou Hsiao-hsien, è anch’egli un regista taiwanese fra i più celebri ed presente su RaiPlay con una serie di film fra i quali segnaliamo I ragazzi di Feng-Kuei, un film tanto delicato quanto commovente.

L’Atalante (1934) di Jean Vigoun'immagina da L'Atalante

Fra i film più celebri della storia del cinema, il capolavoro di Jean Vigo è presente su RaiPlay in una versione restaurata. E’ superfluo riassumere o elencare i pregi di un film del genere. Ci limiteremo a consigliare di non farsi intimidire dalla data di uscita del film e abbandonarsi al lirismo e alla potenza delle immagini e della storia raccontata in L’Atalante, una delle più grandi poesie che siano mai state composte grazie al mezzo cinematografico.

Il Club (2015) di Pablo LarraìnUn'immagine da The Club

Pablo Larraìn, acclamatissimo regista cileno autore di alcuni dei film più interessanti dell’ultimo decennio, con Il Club propone una storia scabrosa in cui convergono temi come quello della fede, del potere e della sessualità, elementi fortemente legati. Un gruppo di preti cileni degeneri vivono in isolamento in una casa vista mare e si trovano a dover fare i conti con i propri peccati, con le persone che vivono nel paese, ignare della loro identità, e con una concezione della propria missione spirituale distorta. Larraìn affonda la lama nella carne della società Cilena contemporanea confrontandosi con i fantasmi della dittatura di Pinochet e offre al pubblico un film che, nonostante la difficoltà degli argomenti trattati, riesce a coinvolgere anche grazie a un’estetica delle immagini abbacinante ed estremamente contemporanea.

Rocco e i suoi fratelli (1960) di Luchino ViscontiAlain Delon e Annie Girardot in Rocco e i suoi fratelli

Dei numerosi film di Luchino Visconti presenti su RaiPlay, Rocco e i suoi fratelli è senza ombra di dubbio quello che, ancora oggi, riesce ad arrivare con enorme potenza allo spettatore. Il melodramma neoralista di Luchino Visconti, nonostante le quasi tre ore di durata, oltre a essere uno dei film più belli della storia del cinema, tratta i temi della passione e dell’ossessione con un’intensità che il cinema italiano, ai tempi, non conosceva e che, salvo qualche eccezione, conosce poco ancora oggi.

La La Land (2016) di Damien Chazellei protagonisti di La La Land

Il musical di Damien Chazelle, uno dei film più acclamati dal pubblico e dalla critica degli ultimi anni, è diventato istantaneamente un classico che tutti gli amanti del genere, se non lo hanno ancora fatto, dovrebbero recuperare. La storia di amore fra Sebastian Wilder e Mia Dolan è una delle più interessanti che il cinema americano ha raccontato negli ultimi anni. Completa il tutto la colonna sonora di Justin Hurwitz, entrata con forza nell’immaginario collettivo.

Il posto (1961) di Ermanno OlmiPrimo piano del protagonista di Il Posto

Ermanno Olmi, uno dei registi più importanti della storia del cinema italiano, nel 1961 girava Il posto, semplice ma profonda storia di un ragazzo di provincia alle prese con l’ingresso nel mondo del lavoro e con il suo primo innamoramento. Ritratto cristallino della realtà lavorativa della Milano degli anni ’60, Il posto è un film in grado di arrivare immediatamente a chiunque grazie a immagini che riescono a suggerire alla perfezione tutta una serie di dinamiche implicite nel mondo dei rapporti lavorativi. L’inquadratura su cui il film si chiude è diventata una delle più celebri della storia del cinema.

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L’ufficiale e la spia (2019) di Roman PolanskiI protagonisti di L'ufficiale e la spia

L’ultimo film presentato a Venezia, fra mille polemiche, da Roman Polanski è un grande ritratto storico delle pulsioni e delle tensioni che animavano la Francia fra fine ‘800 e inizio ‘900. Il racconto dei personaggi coinvolti nel celebre e controverso affaire Dreyfus viene condotto dal regista polacco con un rigore e un’attenzione alla forma degna dei migliori film storici del secolo scorso che è valsa a Polanski il Gran Premio della Giuria al Lido.

Mr. Klein (1976) di Joseph LoseyAlain Delon in Mr. Klein

Nel 1976 Joseph Losey, uno dei registi più importanti della storia del cinema, dirigeva un cast che spaziava da Alain Delon a Massimo Girotti passando per Jeanne Moreau e Micheal Lonsdale in una raggelante storia sul doppio e sulla perdità di identità nella Francia occupata dai nazisti. Dopo un incipit folgorante il film prende la piega di un thriller psicologico opprimente, caratterizzato da una lento e inesorabile climax che segue la discesa nel regno dell’insensatezza da parte del protagonista in un’atmosfera plumbea che rappresenta alla perfezione il male invisibile del nazifascismo.

Al di là delle montagne (2015) di Jia Zhang-keI protagonisti di Al di là delle montagne

Grande allegoria dell’evoluzione che la Cina ha affrontato a cavallo fra la fine del secolo scorso e l’inizio del ventunesimo secolo, Al di là delle montagne è la storia di una donna contesa fra un imprenditore e un umile operaio che si dipana in tre atti ambientati in un arco di tempo che va dal 1999 al 2025. Nell’ultimo atto, ambientato nel futuro, Jia Zhang-ke si permette di abbozzare una visione del futuro delle nuove generazioni cinesi che oggi, a distanza di diversi anni dall’uscita del film, risulta estremamente profetica. Su RaiPlay è disponibile anche il seguito spirituale di Al di là delle montagne, I figli del Fiume Giallo, un altro lavoro estremamente significativo di quello che è uno dei più importanti registi contemporanei.

Lazzaro Felice (2018) di Alice RohrwacherIl protagonista di Lazzaro Felice

Opera più celebre dell’astro nascente del cinema italiano Alice Rohrwacher, Lazzaro Felice è una fiaba contemporanea in cui la regista, con uno sguardo che richiama da vicino quello di Ermanno Olmi, racconta la difficile condizione di un gruppo sociale destinato a rimanere oppresso e ai margini in qualsiasi ambiente si trovi a vivere.
Alle splendide immagini bucoliche che compongono la prima parte, ambientata in campagna, del film si contrappongono quelle decadenti e allucinate che caratterizzano la parte del film ambientata in una metropoli. Il film di Alice Rohrwacher è sicuramente uno dei più compiuti esempi del filone del realismo magico che caratterizza diverse opere di registi italiani degli ultimi anni.

The Wolf of Wall Street (2013) di Martin ScorseseDiCaprio in The Wolf of Wall Street

Fra i più acclamati film di Martin Scorsese del 21° secolo, The Wolf of Wall Street è diventato un film cult dopo nemmeno pochi mesi dalla sua uscita. L’ascesa e il declino di John Belfort, interpretato da un Leonardo DiCaprio in una delle sue prove più celebrate, è solo uno dei tanti grandi ritratti di personaggi-epoca compiuti da Scorsese, ma è sicuramente fra quelli più in grado di rispondere alle esigenze sia del grande pubblico sia della critica. Su RaiPlay è presente anche il film successivo di Martin Scorsese, Silence, che, purtroppo, non incontrò gli stessi favori di The Wolf of Wall Street, ma rappresenta l’altra faccia della medaglia della vastissima produzione del grande regista italo-americano.

Train to Busan (2016) di Yeon Sang-hoI protagonisti di Train to Busan

Perfetto prototipo del blockbuster horror sud-coreano, Train to Busan è uno dei film zombie più apprezzati degli ultimi anni, in grado di incontrare i gusti del pubblico di tutto il mondo e di dare vita a un franchise che, però, non è ancora riuscito a replicare l’equilibrio perfetto fra action, horror e attenzione ai personaggi in questo film del 2016 e che appare già con il sequel Peninsula, presente anch’esso su RaiPlay, indirizzato a seguire la pista di molte saghe horror americane.

Dogman (2018) di Matteo GarroneMarcello Fonte in Dogman

Con Dogman Matteo Garrone porta sul grande schermo una storia estremamente cupa, liberamente ispirata al fatto di cronaca del canaro della Magliana, che racconta una storia estremamente torbida di dipendenza psicologica e di disagio sociale con una messa in scena e con delle immagini che sembrano quasi richiamare i quadri di Sironi. La prova, immensa, di Marcello Fonte nei panni del protagonista è stata giustamente premiata a Cannes e agli European Film Awards, ma il film di Garrone avrebbe meritato un successo internazionale ancora più ampio di quello che ha ottenuto.

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Arturo Garavaglia

Arturo Garavaglia

Grande appassionato di cinema orientale, apprezzo film di ogni tipo e di ogni genere, dai cult ai "mattoni" filippini. Non bisogna mai porre limiti alla propria curiosità e lasciare che i pregiudizi ci influenzino.

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