Con alcuni grandi titoli all'attivo, Emily Blunt è tra le attrici più dotate degli ultimi anni. Prossima destinazione? Oppenheimer di Nolan.

Brillante ed emblematica, Emily Blunt ha cavalcato l’onda del cinema in tutte le sue forme. Dopo aver esordito sul grande schermo con l’autorevole regia di Paweł Aleksander Pawlikowski, regista di “Cold War”, in “Summer of Love”, ha bucato lo schermo con una delle performance più iconiche grazie a “Il diavolo veste Prada”. E dopo questo start brillante, ha conosciuto anche la direzione di Denis Villeneuve e, su tutt’altro campo, quella della casa Disney con la prima esperienza nel musical “Into the Woods”. Nel frattempo, non ha perso l’occasione per esplorare sia il genere horror che il thriller, rendendo immancabile anche una piccola sosta nel fantascientifico fino all’ambito del biografico, storico e psicologico.

Sul campo privato, invece, la Blunt è nota per la sua relazione con il regista e attore John Krasinski, il Jim Halpert di The Office e il Jack Ryan dell’omonima serie televisiva. Tra le loro ultime collaborazioni portate su grande schermo ci sono i due capitoli di “A quiet Place” dove lui l’ha diretta. Una carriera che, in sostanza, le ha permesso di muoversi su svariati fronti e che ha spesso confermato la sua attitudine a ricoprire ruoli anche stilisticamente lontani tra loro. In occasione del compleanno abbiamo provato a stilare una lista di 5 titoli, ognuno appartenente a un genere diverso, per raccontare il talento mimetico di Emily Blunt, prima di ritrovarla al cinema con Oppenheimer.

1) Il diavolo veste Prada – David Frankel (2006)

Emily Blunt ne Il diavolo veste PradaDivertente ed emozionante, “Il diavolo veste Prada” è tra le commedie più amate di sempre, complice innegabile un cast davvero stellare. Da David Frankel, regista anche del relativamente recente “Collateral Beauty” e di “Io e Marley”, “Il Diavolo veste Prada” è un ritratto a tutto tondo del mondo della moda. Entrato ad oggi nell’astro del cinema mondiale come un vero e proprio cult della commedia leggera americana, ha conservato in perfetto stato un umorismo e una caratterizzazione cinica e snob, oggi davvero tra le più memorabili. Indimenticabili ovviamente le performance di un trio al femminile, con un’ avviata Meryl Streep, Anne Hathaway e una giovanissima Emily Blunt. La ricorderete sicuramente nei panni di Emily, la prima segretaria di Miranda, scalzata dalla sua amatissima posizione dall’invidiata collega Andrea. Un ruolo secondario che, in ogni caso, non ha deluso pubblico e critica, vista anche la successiva candidatura ai Golden Globe per la stessa categoria. A distanza di ormai 20 anni, non possiamo che elogiarne la brillante performance bilanciata nella sua caricatura e parodia del mondo dell’alta moda. Una terza esperienza che, sicuramente, ha contribuito a rendere indimenticabili i suoi primi passi nel mondo del cinema.

2) The Young Victoria – Jean-Marc Vallèe (2009)

Come dicevamo, per la carriera di Emily Blunt c’è anche stato spazio per film a tema storico. Ce lo ricorda “The Young Victoria”, una pellicola che raccoglie talento da parte a parte con Martin Scorsese e Graham King alla produzione, Julian Fellowes alla sceneggiatura e, ovviamente, Emily Blunt nei panni della Regina Vittoria. Accanto a Ruper Friend, Mark Strong e Paul Bettany, Emily Blunt è, tuttavia, una giovane regina ritratta insolitamente nella sua dimensione interiore. Una soluzione narrativa e stilistica che, già alcuni anni prima, era stata adottata da Sofia Coppola per il suo “Marie Antoniette” ma che, in questo caso, ha saputo adattarsi perfettamente alla personalità delicata ma decisa della Blunt. A far forza su questo punto, c’è infatti un approfondimento quasi totale sull’ambito passionale e sentimentale della regina, con una disposizione temporale che va dai suoi primi anni di carica, ovvero dal 1837, fino alla nascita della prima figlia. Presa ancora in considerazione dalla critica per la sua caratterizzazione raffinata del personaggio, Emily Blunt ha nuovamente ricevuto una nomination ai Golden Globe.

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3) Sicario – Denis Villeneuve (2015)

Tra gli step più interessanti della carriera della Blunt c’è sicuramente “Sicario”, il film d’azione che vede l’attrice immersa in un cast – come ormai prerogativa di Villeneuve – molto fornito. Presenti, infatti, Benicio del Toro, recentemente tornato al cinema con “The French Dispatch”, e Daniel Kaluuya, star di “Get Out” e prossimo a un ritorno al cinema con “Nope“. Si tratta della storia di una giovane agente del FBI, una donna esperta e tenace che viene ingaggiata per una missione alla frontiera del Messico. Trama e cast accattivanti, un ensemble che si regge efficacemente sotto una regia sempre brillante e vellutata come quella di Villeneuve. Non da meno è stata Emily Blunt, la protagonista su cui muove quasi interamente il focus del film, che, distaccandosi dal temperamento più dinamico dei colleghi, ha saputo restituire una performance molto ragionata sulle basi  della mimica facciale, con una grande attenzione al ruolo del silenzio. Un titolo che semplicemente non è da perdere per il buon livello delle interpretazioni e per lo stile della regia.

4) The Edge of Tomorrow – Doug Liman (2014)

Non poteva mancare per la Blunt anche una “piccola” tappa nell’ambito fantascientifico con “The Edge of Tomorrow”, il titolo che l’ha vista a fianco di Tom Cruise in una lotta per liberare la terra dagli alieni invasori. Non si è trattata di una produzione di basso e ridotto impiego, ovviamente, ma di un progetto che ha quasi toccato il tetto di 180 milioni di dollari, riunendo sotto di sé un’enorme potenziale. Ibrido tra fantascienza e azione, “The Edge of the Tomorrow” racchiude infatti un gran numero di scenari mozzafiato, costumi non banali e davvero curati e una serie di personalità all’interno del cast che sanno come muoversi sul campo. Basta già partire dalla regia con Doug Liman, già a capo di “Mr. e Mrs. Smith” o “The Bourne Identity”, o da Christopher McQuarrie che, a partire da questo titolo, ha inaugurato una serie di collaborazioni a fianco di Cruise, come Mission: Impossibile -Rouge Nation e Fallout. Buone poi le performance degli attori, con Emily Blunt nei panni di un personaggio emblema della lotta e per questo incredibilemente allenata, agile e coraggiosa. Un personaggio che sicuramente non poteva mancare nella sua filmografia.

5) Il ritorno di Mary Poppins – Rob Marshall (2018)

Nonostante avesse già avuto modo di collaborare con il mondo Disney grazie a “Into The Woods”, “Il ritorno di Mary Poppins” per Emily Blunt ha segnato indubbiamente uno step in più verso la sua entrata in questo grande universo. Dopo aver convinto pubblico e critica con questo titolo, infatti, l’attrice è tornata al fianco di The Rock per il titolo Jungle Cruise, in un ruolo di co-protagonista, proseguendo sempre nell’ambito delle produzioni disneyiane. Un successo che non potrebbe essere più che sincero e palese. Indubbio è che la Disney con “Il ritorno di Mary Poppins” abbia, più di tutto, rinvigorito le sue proposte degli ultimi anni, con un ampissimo lavoro dal lato della produzione, dell’animazione e del casting. D’obbligo la menzione al reboot a cui il personaggio di Mary Poppins è andato incontro. Non sembra infatti esserci stata scelta migliore da parte del casting per il ruolo dell’interprete, con una Emily Blunt più che mai decisa nel dare un seguito alla performance di Julie Andrews, reinventandosi attraverso il genere musical.

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Martina Folegnani

Martina Folegnani

Una piccola torinese con un grande amore per il magnificente mondo del cinema e dell’arte. Mi sono laureata al DAMS con l’obiettivo di diventare scrittrice di soggetti cinematografici.

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