Stellan Skarsgard, intervistato da The Guardian, è intervenuto sulla questione della progressiva scomparsa di produzioni a medio budget dai cinema.

Stellan Skarsgard, intervistato da The Guardian, ha rilasciato alcune dichiarazioni molto interessanti sul mercato cinematografico stimolato dalle critiche che registi come Martin Scorsese e Ridley Scott hanno rivolto ai cinecomics.
L’attore svedese si è soffermato, in particolare, sul fatto che le produzioni a medio budget con grandi attori e grandi sceneggiature non riescono più a rientrare nei costi di produzione a causa dell’assenza di mezzi di distribuzione che possano garantire a essi ritorni economici:

Non ho niente contro i film di supereroi. Ho recitato in un paio di essi e sono film che hanno un loro perchè. Il problema è che il sistema che permette a otto persone di possedere metà della ricchezza mondiale accresce il potere delle forze di mercato, quindi sono sempre meno i cinema indipendenti che esistono al di fuori delle grandi città. Non ci sono quindi più i canali di distribuzione per tutti i film a medio budget che hanno i migliori attori e le migliori sceneggiature perché le produzioni non possono permettersi di spendere 3 milioni di dollari per una campagna di marketing. Quando i cinema inseriscono questi film nei loro palinsesti lo fanno spesso per una settimana salvo poi toglierli dal momento che nong li fanno fare sufficienti incassi.”

Stellan Skarsgard ha quindi proseguito, citando Il padrino come esempio lampante di film che ha ottenuto grandi incassi grazie al riconoscimento del pubblico:

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Ricordo che Il Padrino è uscito per la prima volta in 100 sale cinematografiche negli Stati Uniti. Ora i grandi film escono in 4.000. C’erano piccole pubblicità sul New York Times, ma il film ottenne grandi incassi semplicemente perchè era un bel film e la gente lo voleva vedere. Oggi l’opinione della gente non ha più possibilità. E questo è triste. Penso che dovremmo avere film Marvel e più film rollercoaster. Ma dovremmo avere anche altri film. E questa è la cosa triste: quando entrano in gioco le forze del mercato grezzo e gli studios iniziano a essere gestiti da società a cui non importa se si occupano di film o dentifrici, basta che ottengano il loro 10%. Quando AT&T ha rilevato Time Warner, ha immediatamente detto alla HBO di diventare più leggera e commerciale. Guadagnavano sempre, ma non abbastanza per un investitore.”

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Arturo Garavaglia

Arturo Garavaglia

Grande appassionato di cinema orientale, apprezzo film di ogni tipo e di ogni genere, dai cult ai "mattoni" filippini. Non bisogna mai porre limiti alla propria curiosità e lasciare che i pregiudizi ci influenzino.

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