Terry Gilliam vede la sua filmografia divisa in trilogie, tre film in particolare compongono la da lui definita Trilogia dell'immaginazione.

Terrence Vance Gilliam, nato a Minneapolis nel 1940, comincia la sua carriera come disegnatore e storyboard artist. Il suo successo comincia con la formazione del celebre collettivo Monty Python’s flying circus, di cui sarà l’unico membro americano. All’interno del collettivo, il compito di Gilliam è quello di disegnare i cartoni surreali che spezzano gli sketch del gruppo comico. Il suo stile diventa subito iconico e i film dei Monty Python sono ormai inseparabili da quelle piccole avventure animate spesso prive di un senso logico, ma che dimostrano un incredibile predisposizione artistica. Nonostante realizzati evidentemente con un budget piuttosto basso, questi cortometraggi danno prova dell’originalità di Gilliam, che finirà per dirigere il suo primo lungometraggio proprio con i Monty Python in Monty Python e il Sacro Graal. La libertà a cui era abituato nell’animazione si è poi riversata in maniera evidente nella sua produzione cinematografica, in cui non mancano mai stravaganti vicende tra il surreale e l’onirico.

MONTY PYTHON CARTONE

Sono infatti proprio il surreale e l’onirico a definire la Trilogia dell’immaginazione, che raccoglie tre dei primi quattro film diretti da Gilliam senza i Monty Python: Banditi del tempo, Brazil e Le avventure del barone Munchausen. La trilogia è una degna trasposizione in live action di quei pazzi cartoni, con un interessante filo conduttore che la attraversa.

Con questi film Gilliam si chiede quali sono le diverse fasi del sogno, come cambia l’oggetto della nostra fantasia e immaginazione con lo scorrere del tempo. Banditi del tempo tratta infatti del sogno nella giovane età, Brazil del sogno nella mezza età, infine, Le avventure del barone Munchausen tratta del sogno nella vecchiaia. Il tutto accompagnato da quel “Gilliam style” nato con i suoi cartoni e riversatosi nei suoi film, che è anche causa dell’alto budget di molte sue opere.

I BANDITI DEL TEMPO

i banditi del tempo

Del 1981, Banditi del tempo è il terzo film diretto da Gilliam e il primo della Trilogia dell’immaginazione e riguarda quindi il sogno nella giovinezza. Il protagonista, Kevin, un bambino di undici anni dalla vivida immaginazione e appassionato di storia, parte in un’avventura a metà tra sogno e realtà insieme a un gruppo di nani, che si occupano di rubare tesori viaggiando nel tempo.

In questo film il protagonista usa l’immaginazione per scappare dalle ossessioni dei genitori, indifferenti nei confronti del figlio e preoccupati solo di quale prodotto tecnologico acquistare per tenere testa ai vicini. Il viaggio è quindi caratterizzato dalla distinzione bambinesca tra bene e male, incarnati dal diavolo e dall’ Essere Supremo, creatore dell’universo a cui i nani hanno rubato la mappa per viaggiare nel tempo. La trama non è di certo delle più avvincenti, anche tra quelle partorite da Gilliam, ma bisogna tenere conto che, nell’universo del film, essa è stata pensata da un bambino di undici anni e sembra anche diretta più ad un pubblico di giovane età. Nonostante ciò, la comicità in cui vengono resi personaggi noti della storia lo rende una piacevole esperienza anche per un adulto.

BRAZIL

BRAZIL

Brazil è il primo vero capolavoro di Terry Gilliam. Il regista prende gli eccessi della burocrazia tipici della letteratura kafkiana e li immerge in un terribile mondo distopico alla George Orwell. Sam Lowry è un impiegato governativo che, come sogno ricorrente, continua a ritrovarsi nei panni di un guerriero alato, che salva una bellissima donna imprigionata in una gabbia. Sam comincia gradualmente a voler abbandonare la sua routine lavorativa, alla ricerca di una donna che somiglia a quella dei suoi sogni.

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Il sogno che Gilliam associa alla mezza età è quindi un sogno di libertà. Essere libero da una società incredibilmente restrittiva e che impone una precisa routine per qualsiasi aspetto della vita, dal lavoro alle relazioni sociali. Gilliam ci spinge a ritrovare l’amore e a fuggire da un mondo grigio, monotono e piatto che non dà spazio, appunto, all’immaginazione. Ci invita a sognare di librarci liberi in aria come Sam, anche se per lui, come per noi se continuiamo a perseguire la strada del Grande Fratello, non c’è lieto fine.

LE AVVENTURE DEL BARONE MUNCHAUSEN

BARONE MUNCHAUSEN

Arriviamo infine all’ultimo capitolo della trilogia, in cui viene trattato il sogno nella fase della vecchiaia. In una città in guerra con la Turchia, una compagnia teatrale mette in scena uno spettacolo sulle avventure del Barone Munchausen. La rappresentazione viene però interrotta dal “veroBarone Munchausen, che incomincia a raccontare al pubblico quelli che reputa i veri eventi delle sue avventure. Lo stravagante racconto si unirà poi con i fatti del presente.

Le avventure del Barone Munchausen è il film che più rispecchia quel famoso “Gilliam style” nato con i suoi cortometraggi e con i cartoni di Monty Python. Il surreale prende il sopravvento in un’escalation di stranezze ed eventi incredibili, colorati da un’atmosfera barocca. Qui il sogno e l’immaginazione prendono più la forma del ricordo, di una visione idealizzata del passato. Il Barone Munchausen era infatti un vero barone tedesco noto per raccontare di gesta inverosimili al limite dell’assurdo, da qui il nome della sindrome di Munchausen. Il caos e la stravaganza di questo film hanno allontanato gran parte del pubblico, ma Le avventure del Barone Munchausen merita di più di quanto molti gli concedono.

 

La carriera di Terry Gilliam è stata caratterizzata da alti e bassi, ma, a differenza di quanto direbbero in molti, la trilogia dell’immaginazione mantiene un livello solido di originalità e qualità tecnica. Soprattutto dal punto di vista registico, Gilliam dà sempre prova di un ottimo occhio estetico. Purtroppo, il suo fascino per lo stravagante e per bizzarre gag comiche non ha sempre portato al successo, ma dato il suo passato come animatore dei Monty Python, la trilogia si configura come una genuina ed onesta espressione del talento di Gilliam e del suo modo di vedere il mondo. Il mondo come una storia immaginata, che ci raccontiamo per poter affrontare i problemi che ci opprimono.

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Luca Grisolia

Luca Grisolia

Appassionato di qualsiasi forma d’arte, soprattutto film e romanzi. Sogno di trasferirmi in una casa al mare insieme a Takeshi Kitano, dove passare il tempo a giocare a carte e scavare buche nella sabbia.

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