I vampiri sono i personaggi dell'horror che, nel cinema contemporaneo, hanno subito le più varie riletture e le più varie reinterpretazioni.

Vampiri: esseri che da quando Bram Stoker, nel 1897, pubblicò Dracula hanno sempre avuto un grande impatto nell’immaginario collettivo. Sul grande schermo sono stati tantissimi i film che hanno presentato, come protagonisti o come antagonisti, i non-morti.
Fra capolavori assoluti e film dimenticabilissimi, a partire dagli anni ’90 questi personaggi sono stati sottoposti a una rilettura da parte di molti registi e scrittori che ha portato a risultati più o meno esaltanti a seconda dei casi, ma che ha contribuito a dare nuova linfa e nuovi spunti di riflessione su personaggi che, a differenza di altre creature protagoniste degli horror, hanno sempre raccolto in sè vari temi di speculazione e amplissimi margini di letture e interpretazioni.

In questo articolo vi consigliamo dieci film sui vampiri decisamente atipici, che ribaltano lo schema dei vampire-movie classici o che usano il tema del vampirismo per lanciare messaggi che vanno ben oltre l’orrore per farsi universali.

10. Wampyr (1978) di George A. Romero

Martin, il protagonista del filmIl grande precursore dei film che rileggono la figura dei vampiri non può non essere George Romero. Il regista che ha ricreato e riletto in chiave politica il genere dello zombie-invasion provò, nel 1978, a fare un’operazione analoga con i vampiri.
Il risultato è un film che smitizza completamente la figura dark, malinconica e persino romantica protagonista fino a quel momento di quasi tutti i film sui vampiri. Ciò che compie Romero in Wampyr è, in realtà, il ritratto di un folle serial-killer, Martin, che uccide le persone con una lametta per poi berne il sangue. Non importa se il personaggio sia o non sia un vampiro, a Romero importa descrivere l’ambiente sociale in cui Martin si muove e in cui compie i delitti e la follia che anima le sue convinzioni e i suoi comportamenti.
Il risultato è un capolavoro.

9. Il buio si avvicina (1987) di Kathryn Bigelow

I vampiri protagonisti del film su una collinaIl primo esempio di ibridazione del vampire-movie con il genere western è sicuramente Il buio si avvicina, film in cui Kathryn Bigelow affronta con una libertà estrema e con un linguaggio estremamente pop, che sfocia in molti momenti nel videoclip, il tema del vampirismo. In una provincia americana che sembra il far west vampiri al di sopra della legge si muovono di notte alla ricerca di sangue. Il risultato è un film estremamente divertente, ricco di azione, ma non privo di una carica estremamente satirica che mette alla berlina, sia sul piano tematico sia sul piano stilistico, la società americana degli anni ’80.

8. The Addiction (1995) di Abel Ferrara

Primo piano di Lily Tomlin in The AddictionUno dei film più complessi diretti da Abel Ferrara, The Addiction sfrutta il tema del vampirismo per raccontare la dipendenza dall’eroina e la dipendenza dell’uomo dalla ricerca un’origine nel male per arrivare a compiere il bene
Estremamente nichilista e sorretto da un relativismo che porta spesso a una paradossale dicotomia, il film di Abel Ferrara offre una serie di spunti di riflessione su concetti come quelli del libero arbitrio, della colpa e della redenzione, della ricerca spasmodica di un’autocoscienza e si pone allo spettatore come un vero e proprio testo filosofico.

7. Marebito (2004) di Takashi Shimizu

primo piano di fUno dei maestri del J-Horror, Takashi Shimizu, nel 2004 pone quella che potrebbe essere considerata come la pietra tombale della corrente di film dell’orrore giapponesi che hanno come principale elemento il rapporto fra occhio vedente e occhio mostrante, fra media e finzione, fra schermo e osservatore. Lo fa con Marebito, film in cui il protagonista Masuoka, un cameraman freelance, è alla ricerca costante di immagini che testimoniano l’orrore puro e che si trova a dover accudire una creatura misteriosa, F, che si nutre di sangue. Il sangue di cui F ha bisogno è lo stesso sangue di cui il protagonista necessita per nutrire la propria sete voyeuristica e ciò condurrà Masuoka a una follia sempre più estrema. Il vampiro del film di Shimizu altro non rappresenta se non la spasmodica ricerca di orrore che la società contemporanea ricerca per nutrire una monotonia esistenziale che lascia aperti varchi oscuri per le peggiori fantasie.

6. Lasciami entrare (2008) di Tomas Alfredson

i protagonisti di lasciami entrareGelido e morboso racconto di formazione, Lasciami entrare è la storia di un ragazzo svedese con i genitori separati che viene spesso bullizzato a scuola. Chiuso in un limbo esistenziale che gli fa da prigione, stringe amicizia con una ragazza, sua compagna di classe e vicina di casa, che scopre essere un vampiro. Nel mentre nella città avvengono morti sempre più strane.
Il tema del vampirismo viene trattato da Tomas Alfredson per porre l’accento sul percorso di crescita del giovane protagonista che, grazie all’amicizia morbosa con la ragazza-vampiro, riesce a conoscere sè stesso e a liberarsi dalla morsa dei bulli fino a decidere che direzione dare alla propria esistenza.
Lasciami entrare è un film estremamente intenso, che riesce a bilanciare alla perfezione delicatezza e morbosità, gelo e calore, creando un bildungsroman di grandissimo spessore.

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5. Thirst (2009) di Park Chan-wook

Song Kang-ho e Kim Ok-binIl maestro del cinema sud-coreano Park Chan-wook nel 2009 presenta al Festival di Cannes quello che è ancora oggi il suo film più  divisivo. Protagonista di Thirst è un prete, interpretato da Song Kang-ho, che, dopo una trasfusione di sangue, scopre di essere diventato un vampiro con poteri taumaturgici e inizia riscoprire i suoi impulsi sessuali a lungo repressi, scisso fra una sete di sangue e di sesso che lo orientano e una fede apparentemente inamovabile. Stringerà una relazione clandestina con Tae-ju (Kim Ok-bin), moglie di un suo vecchio amico, destinata a farsi sempre più morbosa e a condannare il prete a scelte laceranti.
Grottesco, sregolato, satirico, ma estremamente intenso, il film di Park Chan-wook rilegge in chiave vampiresca il romanzo naturalista Therese Raquìn di E. Zola riuscendo a mantenere l’accuratezza psicologica propria dello scrittore francese in un contesto contemporaneo e fantasy. Il risultato è un film che, come del resto tutte le opere di Park Chan-wook, coinvolge e sconvolge, emoziona e porta allo spettatore a infinite riflessioni su dilemmi etici e morali. Il finale è probabilmente il migliore dell’intera filmografia del regista sud-coreano.

4. Byzantium (2012) di Neil Jordan

Primo piano di Saoirse Ronan in ByzantiumNeil Jordan, regista del ben più celebre (e peggiore) Intervista col vampiro, nel 2012 torna a cimentarsi nel genere con un vampire-movie tratto da una pièce teatrale di Moira Buffini riuscendo a trovare un’ispirazione e un’atmosfera che mancavano da molti anni nel suo cinema. Saoirse Ronan e Gemma Arteton sono due vampire prive di denti aguzzi che possono tranquillamente muoversi alla luce del sole che assorbono il sangue delle loro vittime tramite delle unghie-artiglio. La particolarità di Byzantium non è però solo questa. Il film di Neil Jordan, infatti, si configura come una disincantata riflessione sulla condizione della donna nella storia. Le due protagoniste, infatti, provengono direttamente dall’età napoleonica e sono diventate vampiri rubando un segreto da una congregazione di nobili vampiri che, da quel momento, le inseguono. Novelle Io, le donne sono costrette a vagare di città in città di secolo in secolo per sfuggire dai vampiri di sesso maschile, condannate a mantenere il proprio segreto, condannate all’immortalità.

3. Solo gli amanti sopravvivono (2013) di Jim Jarmusch

Tilda Swinton e Tom Hiddleton in Solo gli amanti sopravvivonoNel 2013 Jim Jarmusch punta a creare, con Solo gli amanti sopravvivono, un vero e proprio canto del cigno del genere del vampire-movie e immerge i protagonisti, Tom Hiddleston e Tilda Swinton, in un’atmosfera crepuscolare che richiama da vicino quella di Byzantium di Neil Jordan, ma che funge da pretesto per raccontare le vite e i pensieri di due esseri eterni che si amano e che, nei secoli, hanno coltivato i propri interessi stando distanti dagli uomini, a cui non succhiano neanche più il sangue dal momento che lo ottengono direttamente dagli ospedali, che giudicano corrotti e irrimediabilmente in cammino verso la rovina.

2. What We Do in the Shadows (2014) di Taika Waititi

I protagonisti di What we do in the shadowsIn quello che è senza ombra di dubbio il film più ispirato di Taika Waititi, il regista neo-zelandese costruisce un mockumentary che documenta la vita di un gruppo di vampiri che vivono assieme alle prese con eventi estremamente quotidiani e con una serie di inconvenienti che ne minano la stabilità.
What We Do in the Shadows è, come Solo gli amanti sopravvivono, una sorta di riproposizione e di unione dei vari stereotipi del vampire-movie riletti sotto una chiave comica e fintamente documentaristica.
Il film ha avuto un grande successo fra il pubblico e, nel 2019, ha avuto una serie spin-off.

1. A Girl Walks Home Alone at Night (2014) di Ana Lily Amirpour

La protagonista di A Girl Walks Home Alone at NightIn una città iraniana dall’emblematico nome di Bad City il male è all’ordine del giorno. A compiere giustizia è una ragazza vampiro priva di nome che, di notte, vigila sulla comunità cittadina e punisce i molti malfattori che abitano la città succhiandogli il sangue.
Tutto cambia quando si innamora di Arash, ragazzo puro di cuore che si trova a dover commettere atti illeciti per saldare i debiti del padre eroinomane.
Girato con uno splendido bianco e nero, il film di Ana Lily Amirpour è un western di stampo leoniano con influenze di Lars von Trier diretto egregiamente che offre allo spettatore un’atmosfera unica per il genere di riferimento oltre a un piacevole senso di straniamento per il contrasto fra la contemporaneità delle tematiche e degli eventi messi in scena e l’ambiente desolato che li ospita.

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Arturo Garavaglia

Arturo Garavaglia

Grande appassionato di cinema orientale, apprezzo film di ogni tipo e di ogni genere, dai cult ai "mattoni" filippini. Non bisogna mai porre limiti alla propria curiosità e lasciare che i pregiudizi ci influenzino.

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