Dalla regista di Nomadland Chloé Zhao, Eternals ha chiuso la Festa del Cinema di Roma e inaugurato un nuovo universo nell'MCU

RECENSIONE NO SPOILER

La Festa del Cinema di Roma si è chiusa in grande stile. Parte della selezione di Alice nella Città, un solo titolo ha rapito l’attenzione di tutti, registrando un triplice sold-out nelle sale più capienti di tutto il festival. Stiamo ovviamente parlando di Eternals, cinecomic diretto da Chloé Zaho – già regista premio Oscar di Nomadland – che ha inaugurato definitivamente questa nuova Fase Quattro del Marvel Cinematic Universe, delineandone i contorni in tutta la loro grandezza e lasciandosi alle spalle l’era Avengers.

Ad accompagnare il film sul red carpet, oltre alla regista, alcuni ospiti d’eccezione che hanno blindato l’Auditorium e, di fatto, tutta Roma: fra tutti Angelina Jolie, Kit Harrington e Richard Madden. Insieme a molti altri compongono il nutrito cast degli Eterni, la squadra di super protagonista dell’omonimo fumetto che in questo film, dalle istanze fortemente filosofiche e teologiche, ha riscritto completamente non solo la storia, ma anche le proporzioni ormai bibliche dell’Universo Marvel.

Neutralisti e interventisti

Gli Eterni

Gli Eterni

Cinque anni sono passati da quando il titano pazzo Thanos ha cancellato metà delle forme di vita in tutto l’universo. Un quinquennio dopo, gli Avengers hanno riportato tutti indietro con uno schiocco di dita, lasciandosi però pezzi importanti per strada. E’ dopo questo vuoto di potere e a partire da queste premesse che fanno la loro comparsa gli Eterni, eroi immortali mandati sulla terra 5000 anni prima della nascita di Cristo: sempre ammesso che sia mai esistito, nel mezzo di questa gigantesca reinterpretazione storica (ci arriviamo).

Gli Eterni rispondono direttamente ai Celestiali, esseri di proporzioni mai viste nell’MCU alla base della formazione dell’universo; la minaccia che combattono, unica e specifica, sono i Devianti, l’altra faccia della medaglia scaturita dall’opera dei Celestiali, praticamente un errore di percorso frutto della materia oscura del cosmo. Al di fuori della loro missione primaria, gli Eterni hanno l’ordine di non interventismo nelle faccende umane e non solo – dalle Guerre Mondiali allo Schiocco di Thanos – il che produce in loro forti dilemmi etici.

Fuor di tute, distinte solo per colore, gli Eterni sono in qualche modo simili ai Vendicatori per lo spettro di poteri variegati, il che li rende una squadra in perfetta sinergia: tolto un pezzo, la testa di ponte crolla. Così anche se ne apprezzano le virtù mutevoli grazie a questo cast fortemente eterogeneo e dalle proporzioni stellari: Richard Madden, Angelina Jolie, Salma Hayek, Kit Harrington e Gemma Chan fra i nomi più noti; ma anche volti in ascesa come quelli di Barry Keoghan (American Animals) e Lauren Ridloff (The Walking Dead) assieme a molti, molti altri.

LEGGI ANCHE  Eternals: è uscito il trailer finale del nuovo kolossal Marvel (VIDEO)

Il cinecomic accademico

I Celestiali

I Celestiali

Sono molti gli elementi che rendono Eternals un capitolo inedito nell’Universo Marvel. Innanzitutto, come c’era da aspettarsi con un nome come Chloé Zaho alla regia, di cui si apprezza qualche campo largo alla Nomadland, un approccio leggermente – solo leggermente – più autoriale, che non prende mai il sopravvento però su aspetti come l’intrattenimento, l’azione e l’effetto speciale. Anzi: i Devianti in particolare regalano fin da subito jumpscare non da poco. Ma più di tutti è il sostrato dottrinario, quasi accademico, che la presenza degli Eterni comporta nello svolgimento storico dell’evoluzione umana.

In contraddizione con i loro comandamenti, l’opera degli Eterni determina inevitabilmente una modificazione nel percorso dell’umanità. La consegna dell’arma primigenia rappresenta, similmente a 2001: Odissea nello spazio, il primo tassello dell’evoluzione umana. Alle teorie evoluzionistiche darwiniane si sostituisce una concezione demiurgica, creazionista, nella storia del mondo. Gli Eterni, volenti o nolenti, sono i protagonisti e gli artefici di dottrine antiche e moderne, dalla mitologia alla religione, dalla filosofia all’etica: divinità e leggende come Atena, Efesto e Icaro sono in realtà ispirate alle gesta degli Eterni; sono, gli Eterni, produttori come delle pratiche religiose così delle principali innovazioni tecnico-scientifiche, dall’aratro alla bomba atomica, in un matrimonio – e patrimonio – condiviso fra sacro e profano, con tutti i problemi etici che ne derivano.

Il dilemma del progresso incontrollato, generatore di macchine di morte per come l’aveva destrutturato Bertolt Brecht in Vita di Galileo, viene qui riproposto con i bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki in cui, si suggerisce, gli Eterni hanno avuto un ruolo. Ma anche il paradosso etico del carrello ferroviario – lasciar morire cinque persone o ucciderne una soltanto, il vecchio dissidio weberiano fra etica della convinzione e della responsabilità – trova qui una formidabile applicazione. Tacendo poi sullo sguardo di un equilibrio cosmico fra distruzione e generazione continua o sui riferimenti all’anamnesi di memoria platonica: tanti paroloni per dire che, insomma, Eternals somiglia a un trattato di filosofia antica, per chi vorrà prendersi la briga di notarlo.

LEGGI ANCHE  The Eternals: boicottato dai conservatori per un bacio omosessuale

Sbavature e contraddizioni

Evitando il più possibile spoiler, un apparato dottrinario così complesso non potrà che causare qualche contraddizione. E’ ovvio, non può esistere un film sui supereroi senza qualcuno da salvare: ma perché proprio gli umani, in nome di una loro condizione privilegiata e del caro vecchio antropocentrismo, se a renderli speciali e progrediti è stata l’intrusione di figure terze? In secondo luogo: lo Schiocco di Thanos fu davvero un affare solo umano, che non doveva interessare quindi Eterni e Celestiali, oppure mise a rischio a livello universale quel processo di distruzione e rigerenerazione dei mondi? E dove va a finire, una volta reiterato il “tradimento” degli Eterni, la sopravvivenza stessa dell’universo? Tanti i problemi interni al sistema, meglio non arrischiarsi verso spoiler troppo marcati.

Meglio limitarsi, per ora, ai dubbi di natura più cinematografica. Di fronte alla necessità di spiegare e riscrivere un arco di tempo mai visto per un film dell’MCU – che il Time conti particolarmente ce lo ricordano i Pink Floyd in apertura, apprezzatissima abitudine psichedelica negli ultimi titoli Marvel – Eternals si perde qua e là in lunghi spiegoni, forse inevitabili ma decisamente appesantiti dalla concomitanza con il principale colpo di scena di tutto il film.

Infine, la lunghezza, che in realtà si percepisce come particolarmente scorrevole, “se soltanto si pensa a certi film apprezzatissimi in cui in pratica il racconto è tutto là, come si forma la banda, mentre poi la missione viene liquidata in quattro e quattr’otto, con qualche sparatoria messa lì tanto per gradire e subito i titoli di coda“. A tratti Eternals appare così, per usare le parole dello scrittore Emmanuel Carrère, pronunciate in tutt’altro contesto: troppo lento nel rimettere insieme la squadra, troppo veloce nel salvare il mondo. Se Dio l’ha creato in sei giorni e il settimo si è riposato, gli Eterni si riposano sei giorni e lo salvano il settimo. Noi non vogliamo commettere lo stesso errore, ovvero tirarla troppo per le lunghe. Basti sapere questo, per darvi un’idea della qualità di questa pellicola, che arriverà in sala il 3 novembre: nonostante i pochi scivoloni qua e là e contro ogni previsione, Eternals rimane uno dei titoli migliori e più stratificati di tutto l’MCU.

LEGGI ANCHE  In sala: i film da vedere al cinema a novembre

Questa e molte altre recensioni su tutti i film della Festa del Cinema di Roma sempre su CiakClub.it

Carlo Giuliano

Carlo Giuliano

Classe ’99, studente di Filosofia presso l’Università ‘La Sapienza’. Da sempre appassionato di pop culture, di letteratura fantascientifica e distopica, di quanto la buona vecchia America ci ha regalato in fatto di musica fra gli Anni ’50 e ’70 e soprattutto di cinema in ogni sua forma, senza barriere né confini, con specifica attenzione al panorama anglosassone.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments