Maid, la nuova serie Netflix con Margaret Qualley, è uno dei titoli più visti sulla piattaforma streaming: ecco perché dovreste guardarla.

Dopo poche settimane dalla sua uscita, Maid si è conquistata un posto di rilievo nel catalogo Netflix. Al momento è una delle serie più viste e apprezzate della piattaforma streaming. Non si tratta di un risultato scontato per una serie caratterizzata da toni duri, basato su tematiche complesse e piuttosto pesanti. Povertà, abusi, problemi burocratici, disturbi mentali e pregiudizi: sono solo alcuni dei problemi che Alex, la protagonista di Maid, dovrà affrontare nel corso delle dieci puntate.

Ma il successo di Maid sta proprio nella sua forza. Tratto da una storia vera, la serie racconta senza filtri tutti gli ostacoli che una madre single e povera deve affrontare per cercare di sopravvivere e di garantire alla propria figlia un futuro migliore. Di fronte alla situazione in cui Alex si ritrova crolla ogni retorica. E’ una realtà spiazzante e problematica, che ci porta a riflettere e a guardare in modo diverso la nostra stessa vita. Maid è una serie potente e commovente, su una donna forte in un sistema pieno di contraddizioni. Ma è solo una delle tante storie simili di cui spesso ci dimentichiamo.

La trama

Alex mentre lavora come donna delle pulizieNel 2019, Stephanie Land pubblica il suo primo romanzo: si intitola Maid: “Lavoro duro, Paga Bassa, e la voglia di sopravvivere di una Madre. Si tratta della rielaborazione di alcuni suoi scritti precedenti, pubblicati in un blog online. Il libro diventa ben presto un best seller, ottenendo ottime critiche: è un romanzo autobiografico, in cui l’autrice racconta un periodo particolarmente duro della sua vita.

E’ da questo romanzo che la serie Netflix trae ispirazione. La vita di Stephanie Land diventa quella di Alex: una giovane madre (Margaret Qualley) con gravi difficoltà economiche e una situazione familiare complessa. Il suo compagno, Sean (Nick Robinson), ha problemi di alcolismo e attacchi violenti, che spingono Alex a lasciare casa insieme a sua figlia Maddie. Non ha però un posto dove andare: sua madre è psicologicamente instabile, suo padre ha ormai un’altra vita. Alex inizierà a lavorare come donna delle pulizie, faticando per ore per una paga misera e un trattamento indegno.

Nel corso delle puntate, la protagonista dovrà affrontare difficoltà incredibili: ai problemi economici si sommano assurdi cavilli burocratici, immancabili nei complessissimi meccanismi di sussistenza dello Stato; difficoltà psicologiche legate agli abusi subiti e ai traumi passati; problemi legali, causati dalla lotta per l’affidamento sostenuta con il padre di Maddie; problemi sul lavoro, in cui riscontrerà ingiustizie e pregiudizi da parte di padroni di casa ricchi ma poco comprensivi. Ma tutto questo non fermerà la grande passione di Alex: la scrittura.

Alex sfoga nei suoi appunti ogni disavventura, ma annota anche con un occhio curioso tutte le stranezze e le particolarità che può osservare nelle case in cui lavora. La scrittura sarà per lei un’ancora di salvezza nei momenti più bui, fino a portarla al successo col suo primo romanzo. Questo, così come la serie, racconta quindi uno spaccato realistico e sfaccettato di vita, testimoniata direttamente anche nei suoi aspetti più duri.

La serie è stata creata da Molly Smith Metzler, già autrice di Orange is the New Black, la quale ancora una volta porta in scena personaggi femminili forti, complessi e ben delineati. Una storia di autodeterminazione attuale, con una protagonista moderna ed efficace: la scrittura di Metzler unita al talento di Qualley si rivelano una formula potente e di successo.

Perché guardare Maid: quello che la serie insegna

Il viso espressivo di Margaret Qualley in MaidUna serie come Maid vuole non solo raccontare una storia, ma anche suscitare delle reazioni. Eppure non vuole che lo spettatore compatisca Alex, né che veda la sua testimonianza come una realizzazione del “Sogno Americano”. Nonostante il romanzo parli di “Hard Work”, è proprio quella retorica del duro lavoro che vuole andare a demolire.

La società capitalistica tende infatti a farci credere in un’equazione apparentemente semplice: chiunque si impegni abbastanza, lavorando e faticando il più possibile, riuscirà a raggiungere il successo. E’ questa l’idea di base di quel Sogno Americano, per cui chiunque può ottenere importanti risultati se solo si impegna abbastanza. Da qui deriva un altro assioma: chi non riesce a raggiungere un certo livello non è stato abbastanza bravo, ha sbagliato qualcosa. La povertà diventa quindi una conseguenza di una mancanza personale, e dunque una colpa. E’ questa la radice di un pregiudizio fortemente radicato nei confronti delle persone in difficoltà economiche.

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Eppure la realtà è più complessa di così. La storia di Alex lo dimostra: la giovane ha un talento tale da essere stata ammessa al college, lavora instancabilmente, fa di tutto per garantire a sua figlia delle condizioni di vita dignitose. Eppure si ritrova da sola a dover affrontare ostacoli insormontabili, senza nessun tipo di aiuto o di sussidio. E allo stesso tempo subisce proprio questo pregiudizio: di fronte alle sue difficoltà economiche ottiene diffidenza, critiche e accuse.

La forza di Maid sta nel dimostrare a livello pratico queste complicazioni. E’ molto efficace la scelta di far comparire sullo schermo le cifre del conto di Alex, decimate con ogni piccola spesa, a darci un riscontro materiale della sua condizione. Ma è agghiacciante sentir descrivere le assurde pratiche burocratiche da affrontare per ottenere sussidi statali: dalle contraddizioni, come il dover presentare delle buste paga per poter cercare lavoro, fino ai programmi che definisce unicorni“, perché così complessi che nessuno è mai riuscito ad ottenerli.

Ma la storia di Maid descrive in modo molto efficace anche la tematica degli abusi. Sean non è un uomo fisicamente violento, ma porta avanti una serie di abusi psicologici nei confronti di Alex. Il suo alcolismo lo porta a perdere il controllo, ma allo stesso tempo esercita un potere enorme sulla protagonista: la priva della sua indipendenza economica, la paralizza con il terrore. La serie racconta perfettamente quanto sia difficile per una vittima comprendere questi meccanismi tossici e liberarsene. Spiega perché molto spesso questo tipo di violenze non vengono denunciate. Ma mostra anche le difficoltà per le donne di farsi ascoltare in questi casi: senza segni fisici sembra impossibile dimostrare un abuso mentale, e questo crea situazioni di estremo pericolo.

Ma mentre la serie ci mostra diverse situazioni familiari di forte disagio, risulta spiazzante il confronto con le case dei ricchi per cui Alex lavora. Sono due mondi così distanti che la comunicazione appare impossibile. Alex e i proprietari di casa hanno problemi completamente differenti, visioni del mondo opposte. Maid non vuole sminuire le difficoltà e i problemi che anche persone in condizioni economiche migliori possono riscontrare nel quotidiano. Anzi, la stessa Stephanie Land ha dichiarato che sbirciare nelle vite di queste famiglie le abbia fatto capire di non voler diventare ricca: non è neanche lì la felicità. E’ inevitabile, tuttavia, riflettere su quanto molte cose che diamo per scontate siano in realtà privilegi di cui non tutti possono godere.

Ma nonostante tutto ciò, non dobbiamo compatire Alex. Questo perché lei, così come tutte le persone in situazioni simili, non sono semplicemente sfortunate e in balia del caso. Sono vittime di un sistema pieno di falle. Alex non ha ricevuto tutto il sostegno materiale e psicologico di cui aveva bisogno, né le opportunità che meritava. La sua storia evidenzia dei problemi che dovrebbero suscitare riflessioni e rabbia nello spettatore, Ma soprattutto, quella di Alex è una storia a lieto fine: la sua voce è stata ascoltata dopotutto, il suo sogno si è realizzato. Ma non è così per tutte le donne come lei. Molto più spesso si tratta di storie tragiche e ben presto dimenticate. Nonostante il tono speranzoso con cui si chiude la serie, non dobbiamo illuderci o dimenticare che si tratta di un caso molto raro. Che nonostante tutto, Alex è una ragazza fortunata che riesce a sistemare la propria vita, ma anche questo è un privilegio che non tutti possono permettersi. E’ per questo che Maid si rivela quindi importante: non si tratta della sola storia di Alex, ma di tutte le storie che nessuno ha potuto raccontare. E’ di loro che non dobbiamo dimenticarci, neanche una volta finita l’ultima puntata.

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Gaia Franco

Gaia Franco

Lucana, studentessa a Bologna. Appassionata da sempre di cinema, letteratura e qualsiasi forma d'arte.

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