Finalmente è stato rilasciato The Last Duel, ultima fatica di Ridley Scott, scritto a sei mani da Matt Damon, Ben Affleck e Nicole Holofcener

Giovedì è stato rilasciato nei cinema The Last Duel, ultimo lavoro di Ridley Scott, che torna a trattare il genere storico a quasi quarantacinque anni di distanza dal suo esordio con I Duellanti e dirige un film collocato cronologicamente poco prima di Le Crociate – Kingdom of Heaven. 

La pellicola, presentata nella prestigiosa cornice rappresentata dal Festival del Cinema di Venezia, a un mese di distanza è disponibile al grande pubblico: ecco la nostra recensione.

Trama

Fine XIV secolo, Francia.

Jean de Carrouges (Matt Damon) è un Cavaliere al servizio del giovane Re di Francia, Carlo VI e Jaques Le Gris (Adam Driver) suo amico nonché uomo di fiducia del Conte Pierre d’Alençon (Ben Affleck), con il quale condivide uno stile di vita libertino e votato ai piaceri.

Un grave evento renderà Jean de Carrouges e Jaques Le Gris avversari di un duello, l’ultimo legale nella Francia medievale, combattuto per dimostrare di essere dalla parte della ragione, convinti dell’aiuto di Dio.

Trasposizione cinematografica

The Last Duel, come detto, è l’adattamento di L’ultimo duello. La storia vera di un crimine, uno scandalo e una prova per combattimento nella Francia medievale, romanzo storico che, basato su una storia realmente accaduta e documentata da più di una fonte, è figlio della penna di Eric Jager.

Ben Affleck e Matt Damon, insieme a Nicole Holofcener (Please Give, La seconda vita di Anders Hill), tornano a scrivere insieme a distanza di ventiquattro anni dalla sceneggiatura di Will Hunting – Genio ribelle, e affidano la sceneggiatura frutto della propria collaborazione a niente meno che Ridley Scott.

The Last Duel

Tridimensionalità della storia

La storia di per sé non è incredibilmente avvincente o colma di colpi di scena ma, non per questo il film ne risente.

L’interessantissima scelta narrativa è quella di raccontare la vicenda non da uno, non da due ma da ben tre differenti punti di vista.

I primi due sono quelli di Jean de Carrouges e di Jaques Le Gris che, nonostante le divergenze e la diametralmente opposta considerazione dei propri meriti nel contesto degli eventi narrati, vivono di una esaltazione eroica delle proprie gesta.

A conferire alla storia un aspetto a trecentosessanta gradi è il punto di vista di Marguerite de Thibouville, che vive con sdegno il machismo su cui si basa la Cavalleria, capace di ridurre la donna a oggetto unicamente utile a generare prole, preferibilmente maschile.

Ed è così che la storia diventa una specie di “trova le differenze”, per capire, a seconda del diverso tono con il quale viene pronunciata una battuta, quale possa essere la versione dei fatti che più si avvicini alla realtà.

The Last Duel

Aspetti tecnici

Se le limitazioni stanno scomparendo proprio in concomitanza con l’uscita di questo film perché non sfruttare l’opportunità di andarlo a vedere al cinema?

Per quanto il cinema sia sempre il miglior luogo dove vedere una pellicola, questo film fa di questa considerazione un vero e proprio assioma.

Il sonoro è di una precisione, pulizia e profondità davvero incredibili, la costante sensazione di essere al centro della battaglia, essendo circondati su tutti i lati da rumori di spade, zoccoli di cavallo o urla di feriti; ma ancora i rumori legati al peso delle armature o quello dei passi, a seconda delle superfici calpestate. Insomma nulla viene lasciato al caso. Come non è lasciata al caso la fotografia, capace di creare cornici da cartolina con paesaggi suggestivi, come di concentrarsi sul particolare per fornire una differente chiave di lettura narrativa.

LEGGI ANCHE  Morto il regista Carlo Vanzina

Il montaggio ha poi un ritmo perfettamente allineato alla narrazione, che culmina con la scena del duello, capace di tenere con il fiato sospeso per l’incredibile azione, appena dopo momenti di natura decisamente più riflessiva.

The Last Duel

Protagonisti calzanti

La scelta dei protagonisti non è da meno: sebbene i personaggi siano di catiliniana concezione (frangar non flectar, mi spezzo ma non mi piego) Matt Damon e Adam Driver nei panni di Jean de Carrouges e Jaques Le Gris, riescono a rendere lampanti le assurdità dei propri ideali e la propria stoltezza.

Colei che è invece abile nell’inscenare un’evoluzione caratteriale notevole è Jodie Comer, che si presta al personaggio di Marguerite, incredibilmente espressiva e capace in più di un occasione di mettere in ombra due attori del calibro di Driver e Damon.

Combattimenti

in The Last Duel balza immediatamente all’occhio la precisione e la dovizia di particolari con i quali vengono rappresentati i combattimenti. Ridley Scott a briglia sciolta prende per mano la sua passione per il periodo storico medievale e la accompagna attraverso una perfetta ricostruzione. Dalle armature alle armi utilizzate tutto è curato nei minimi dettagli, fino ad arrivare, come detto, ai rumori di fondo, cavalli abbattuti, colpi di spada o frecce infuocate. L’inquadratura è spesso molto vicina all’azione, riuscendo a trasmettere la pesantezza di armi, scudi ed armature.

L’impressione è davvero quella di essere perennemente nel mezzo dell’azione, a due passi dai soldati. Non a caso quando un evento inaspettato coglie di sorpresa un personaggio la camera appare quasi sorpresa di ciò e si muove con tempo di reazione ampiamente percepibile, quasi ad affermare la chiave di lettura della scena.

The Last DuelConclusione

Il film vive di particolari, finezze e virtuosismi capaci di regalare emozioni anche ai più pretenziosi fruitori cinematografici e Ridley Scott, sebbene un periodo perlopiù buio (non sarebbe fuori luogo definirlo come il suo personalissimo Medioevo) torna ad essere uno di quei pochi registi che, a prescindere dal genere trattato, va necessariamente visto al cinema. Ma a pensarci bene, almeno per noi di Ciakclub, non ha mai smesso di esserlo.

E voi, andrete a vedere The Last Duel al cinema?
Vi è piaciuta questa recensione?
Fatecelo sapere nei commenti. Per questa ed altre news e per rimanere sempre aggiornati sul mondo del cinema attraverso focus, classifiche e recensioni, veniteci a trovare sul nostro sito: Ciakclub.
Tommaso Serena

Tommaso Serena

Cinematograficamente onnivoro, sono cresciuto tra l'autorialità dei fratelli Coen ed i fagioli western di Bud Spencer e Terence Hill. Sogno di sceneggiare un film in cui Trinità e Bambino prendono a sberloni i responsabili del furto del proprio tappeto che "dava un tono all'ambiente".

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments