I membri dei Sex Pistols si citano in giudizio a vicenda, rischiando di affossare i progetti di Danny Boyle per la miniserie su di loro

Quando si tratta di concessioni di copyright per l’utilizzo di canzoni in film e serie tv, i musicisti sono sempre sul piede di guerra, le cause legali sono all’ordine del giorno. Ma questa è ben diversa, perché non coinvolge direttamente il regista in uno scontro con una band, bensì i membri stessi del gruppo. Parliamo dei Sex Pistols, uno dei tasselli più importanti del rock nella seconda metà degli Anni ’70, fondamentale per l’affermazione del punk fino al loro scioglimento nel 1979, in concomitanza con la morte per overdose da eroina del bassista Sid Vicious. La loro storia sarà al centro di Pistol, miniserie diretta da Danny Boyle per FX che dovrebbe essere trasmessa nel 2022 e sarà tratta dal libro autobiografico del chitarrista Steve JonesLonely Boy: Tales From a Sex Pistol. Ma qualcuno non è affatto d’accordo.

Si tratta del frontman Johnny Rotten, nome d’arte di John Lyndon, che fin da subito non ha nascosto il suo dissenso nei confronti della serie, tratta com’è da un libro che lo ritrae in modo ostile e ben poco lusinghiero – fanno presente i suoi avvocati. Così, quando è arrivato il momento di concedere a Boyle l’utilizzo nella serie dei brani da lui cantati, Rotten si è rifiutato categoricamente, tagliando le gambe in partenza a un progetto che dovrebbe poter contare su una colonna sonora in tema col biopic. E’ a questo punto che si inseriscono lo stesso Jones e il batterista Paul Cook, che hanno citato in giudizio Rotten sulla base di un’accordo fra le parti del 1998 secondo il quale le loro canzoni possono essere concesse anche se la decisione non è presa all’unanimità.

Il regista Danny Boyle

Il regista Danny Boyle

I due avrebbero anche l’appoggio dell’ex bassista Glen Matlock e degli eredi di Sid Vicious, ma Rotten promette fuoco e fiamme: “Pensano di potermi passare sopra, ma non succederà. Non senza una enorme, gigantesca battaglia. Io sono Johnny e chi interferisce con i miei affari se la vede brutta” – ha dichiarato. A detta del regista di Trainspotting, la serie, che potrebbe subire dei rallentamenti vista la spaccatura in corso, “racconta il momento in cui la società britannica e la sua cultura sono cambiate per sempre. È l’inizio della street culture di questo Paese, quando i giovani si sono presi il palco e tutti dovevano stare ad ascoltare, tutti avevano paura, oppure li seguivano. Erano i Sex Pistols. Al centro c’era un giovane affascinante, illetterato e cleptomane, un’eroe dei suoi tempi: Steve Jones. Questa è sua storia”. La serie può già contare sulle interpretazioni sicure di Thomas Brodie-Sangster (La regina degli scacchi) e Talulah Riley (Westworld).

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carlogiuliano

carlogiuliano

Classe ’99, studente di Filosofia presso l’Università ‘La Sapienza’. Da sempre appassionato di pop culture, di letteratura fantascientifica e distopica, di quanto la buona vecchia America ci ha regalato in fatto di musica fra gli Anni ’50 e ’70 e soprattutto di cinema in ogni sua forma, senza barriere né confini, con specifica attenzione al panorama anglosassone.

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