Marco Bellocchio riceve la Palma d'onore a Cannes e presenta Marx può aspettare, documentario sulla sua famiglia.

È un Marco Bellocchio emozionato, disponibile e gentile ma come sempre non troppo a suo agio sotto ai riflettori. Riceverà la Palma d’Onore al Festival di Cannes di quest’anno, attualmente in corso fino al 17 luglio. “La premiazione sarà una fatica perché non è nelle mie corde mostrarmi celebrato alle platee”, afferma il regista. “La palma d’Oro mi fa felice, ma non la considero un premio di risarcimento, perché io qui ho avuto sempre enormi soddisfazioni, tra cui la doppia Palma d’oro agli interpreti di Salto nel vuoto, Michel Piccoli e Anouk Aimee”. Bellocchio è qui anche per presentare il suo nuovo film. È un documentario, in realtà, che verrà proiettato domani 16 luglio nel palazzo della Croisette. Si tratta di un prodotto sulla sua famiglia che si sofferma in particolare sul fratello Camillo, morto suicida all’età di 29 anni. Marx può aspettare – questo il titolo – viene raccontato dall’autore come un’operazione nostalgica atta a risvegliare la memoria. “È un’ultima occasione per fare i conti con qualcosa che era stato censurato, nascosto a tutti noi, da me e dalla mia famiglia. Prima abbiamo organizzato un pranzo al circolo dell’Unione a Piacenza che mio padre aveva fondato. Capii subito che non mi interessava fare una cosa nostalgica, tenera con chi restava della mia famiglia, mia sorella, i miei fratelli, ma che il focus sarebbe diventato ‘il grande assente’ ossia Camillo, il mio gemello suicida a 26 anni nel 1968”.

Il regista, noto per aver diretto classici della storia del cinema italiano come La cina è vicina e Sbatti il mostro in prima pagina, si è concesso a una lunga chiacchierata in occasione dei rendez vous organizzati dal Festival. Ha raccontato, con simpatia e spontaneità, della sua identità legata all’estrema sinistra – “più a sinistra del PC” – del suo passaggio alla politica maoista e dei suoi esordi con un Ennio Morricone che lo metteva in soggezione. Si arrabiava, dice Bellocchio, se le sue composizioni venivano montate su una scena per la quale non erano state scritte. “Se mi dici di comporre per quella scena” – in sostanza – “su quella scena andrà montata”. Bellocchio avrebbe poi assunto autori della colonna sonora agli esordi come lui, più accessibili. Sarebbe nata di lì a breve la collaborazione con Nicola Piovani.

Marx può aspettare, da non considerarsi un’opera minore della sua lunga filmografia, uscirà domani anche nelle sale italiane.

LEGGI ANCHE  Adam Sandler: ecco la sua nuova canzone dedicata alla quarantena

Per questa e altre notizie dal Festival di Cannes, continua a seguirci su Ciakclub.it.

 

Tiziano Angelo

Tiziano Angelo

Nato a Roma. Giornalista sportivo e cinematografico. Studioso e appassionato della Settima Arte e della letteratura da sempre. È tutto.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments