Vita e avventure di Colin Farrell, attore che da sempre fa parlare di sè, sia per i suoi ruoli sul grande schermo sia per la sua vita privata.

Colin Farrell è un attore che ha sempre avuto grande seguito. Sin dai suoi esordi sul grande schermo, avvenuti alla fine degli anni ’90, l’attore irlandese ha saputo costruirsi un’immagine da sex symbol accompagnata da discrete prove sul grande schermo che gli hanno aperto le porte, in giovanissima età, a lavori con grandi registi.
Scoperto da Tim Roth e lanciato nel mondo di Hollywood da Joel Schumacher, che lo volle come protagonista in Tigerland e In linea con l’assassino, l’attore di Dublino non ha sempre tenuto fede alle aspettative che il pubblico ha su di lui e a prove ottime come quelle nei già citati film di Schumacher o in The New World di Terrence Malick ha alternato, nel corso della sua giovinezza, interpetazioni disastrose come quella di Alessandro Magno in Alexander e prove in film che sono rivelati dei clamorosi insuccessi di pubblico e critica.

Oggi Colin Farrell è un attore radicalmente cambiato rispetto ai suoi esordi e ha dato prova di riuscire a dare il meglio di sè soprattutto quando diretto da autori affermati come Neil Jordan, Yorgos Lanthimos, Guy Ritchie, Peter Weir o Martin McDonagh e, nonostante continui a comparire anche in film non esaltanti, ha raggiunto un livello attoriale che potrebbe portargli non poche soddisfazioni in futuro.

Primo piano di Colin Farrell in Tigerland

Colin Farrell in Tigerland

Merito del cambiamento che l’attore ha avuto è anche la sua tormentata vicenda biografica, una vicenda che racconta di un uomo che ha dovuto combattere contro gravi dipendenze da alcol e sostanze stupefacenti dovute soprattutto al successo ottenuto in giovane età e che vive ancora oggi, come affermato in diverse inerviste, con la paura di ricadere nella spirale del vizio che lo ha portato ad avere non pochi problemi in passato.
Famoso è l’episodio che egli stesso raccontò, intervistato dal Mirror nel 2018, avvenuto sul set di Minority Report di Steven Spielberg, nel 2002 in cui dovette ripetere per 56 volte una scena in cui diceva una sola battuta:

La battuta da recitare era ‘Sono sicuro che tu abbia colto il fondamentale paradosso della tecnologia pre-crimine’. Lo so soltanto adesso, 16 anni dopo, perché al tempo fui colpito da un attacco d’ansia o di panico. Questa cosa dovrebbe andare sulla mia lapide. Mia sorella era con me sul set, quel giorno, ma dopo 56 ciak ha deciso di abbandonare il set. Ero un disastro e la feci vergognare molto.”

Quanto accaduto in occasione delle riprese del film di Steven Spielberg è soltanto uno dei tanti episodi in cui l’attore si presentò sul set in condizioni non propriamente idonee per lavorare. Eppure, a detta dello stesso Colin Farrell, le sue dipendenze non gli impedirono mai di ottenere ruoli in film e non misero mai a serio rischio la sua carriera.

Primo piano di Colin Farrell in Minority Report

Colin Farrell in Minority Report

La svolta nella sua vita è però avvenuta nel 2005, a seguito delle riprese di Miami Vice di Michael Mann. L’attore, che proveniva da un periodo di fortissimo stress a causa dei continui pedinamenti di paparazzi, decise di rivolgersi a una clinica per iniziare un lungo processo di riabilitazione. A seguito di ciò iniziò anche a praticare yoga e a far circolare sempre meno notizie della sua vita privata fino ad arrivare agli ultimi anni che lo hanno visto sempre più scomparire dal mondo del gossip.

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Da quel momento Colin Farrell ha smesso di assumere sostanze stupefacenti e di bere. Dalla sua vicenda personale hanno preso spunto anche alcuni film a cui ha partecipato:
Ondine
di Neil Jordan, film in cui l’attore interpreta un pescatore irlandese che ha avuto esperienze con l’alcol e che si trova a dover crescere una figlia affetta da disabilità (Colin Farrell ha un figlio affetto dalla sindrome di Angelman, malattia genetica che causa conseguenze simili a quelle della bambina protagonista del film), e il più recente The Gentlemen di Guy Ritchie, in cui Farrell interpreta il coach di una palestra che rifiuta alcol e droghe.

Primo piano di Colin Farrel in Ondine

Colin Farrell in Ondine

In merito ai suoi problemi avuti con droghe e alcol Colin Farrell ha spesso occasione di dichiarare di vivere con il terrore costante di ricadere nella dipendenza e di rivolgersi frequentemente a cliniche per la riabilitazione ogni qualvolta gli venga la tentazione di bere o assumere sostanze stupefacenti.
Il percorso di riabilitazione della propria persona ha accompagnato Colin Farrell ha togliersi di dosso l’etichetta di attore “bello e dannato” e di diversificare sempre di più i propri personaggi e, ad oggi, è uno degli attori più versatili di Hollywood, capace di spaziare fra ruoli di vario genere in ogni contesto produttivo.

La vicenda biografica di Colin Farrell va però ben oltre le dipendenze che ha avuto in giovane età. L’attore irlandese è infatti una delle star di Hollywood più impegnate nel mondo della beneficienza e dell’attivismo. La propria tormentata vicenda personale e familiare ha spinto infatti sin dall’inizio della sua carriera l’attore a impegnarsi in iniziative a sostegno di organizzazioni umanitarie coinvolte in vari ambiti.
Colin Farrell è da sempre, anche in virtù della disabilità del figlio, sostenitore di associazioni per la ricerca sulle malattie rare ed è portavoce delle Special Olympics. L’attore sostiene inoltre varie organizzazioni che si occupano della tutela dei minori che hanno subito violenze e abusi e nelle interviste che rilascia ha sempre occasione di farsi voce di molte istanze sociali come quella per i diritti LGBT.

Colin Farrell in The Lobster

Colin Farrell in The Lobster

Tutte queste attività hanno contribuito a far apprezzare Colin Farrell anche sul lato umano. Molti sono i registi e gli attori che hanno avuto modo di lavorare con lui e che lo ricordano sempre come un perfetto esempio di professionalità e di dedizione al proprio lavoro.
L’attore irlandese ha avuto modo di dichiarare che, dopo la sua gioventù tormentata, non ha più nulla che lo possa frenare e può davvero ambire a ritagliarsi un ruolo sempre più importante nel cinema contemporaneo, sia esso di autore o di intrattenimento.

“Quando sei molto giovane il successo è davvero una trappola, ti dà una falsa sensazione di onnipotenza e ti fa perdere le abitudini delle quali è fatta, un realtà, la vita. Oggi sono decisamente immune dalle trappole del successo perché mi sono scottato diverse volte.  Ciò che conta per me è lavorare e molto serenamente, passando con impegno da una esperienza all’altra. Vorrei invecchiare recitando sempre ruoli diversi, adatti a quelle che saranno le mie future età.”

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Arturo Garavaglia

Arturo Garavaglia

Grande appassionato di cinema orientale, apprezzo film di ogni tipo e di ogni genere, dai cult ai "mattoni" filippini. Non bisogna mai porre limiti alla propria curiosità e lasciare che i pregiudizi ci influenzino.

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