Polemica sulla statua dedicata a Marilyn Monroe, la memoria della diva sarebbe rovinata dal pessimo gusto della rappresentazione

Se aggressività dei messaggi pubblicitari, invadenza della televisione e flusso ininterrotto di informazioni sulle reti telematiche sono state il denominatore comune degli stati capitalisti nel postmoderno, la deformazione della portata delle notizie è sicuramente, nostro malgrado, una delle condizione etico-estetiche dell’età contemporanea.

Dopo l’ingigantimento o meglio, la creazione ad arte di un caso legato al bacio di Biancaneve, laddove un caso non c’era, ecco un nuovo spunto per monopolizzare l’informazione a fronte di un obiezione (come capita spesso vista la libertà di espressione nei campi legati alla cultura artistica) circa la statua di Marilyn Monroe, definita come “Altamente offensiva e ipersessualizzata”.

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La statua in questione, che sarà alta ben 7 metri rappresenta l’attrice nel film Quando la moglie è in vacanza, nella celebre scena in cui la grata le solleva parzialmente la gonna. Tale statua verrà esposta di fronte all’ingresso del Palm Springs Art Museum, dopo che per anni è stata visibile presso il centro cittadino della medesima città.

La scena in questione, esempio di quello che è definito come Upskirting (ovvero la deprecabile tendenza a sbirciare sotto la gonna di una donna), non restituisce un’immagine corretta ed adeguata della diva, secondo Louis Grachos, direttore del museo:

“Il pensiero di quei ragazzi, quando lasciano il nostro museo e la prima cosa che vedono sono gli indumenti intimi e la biancheria di questa enorme scultura di Marilyn Monroe, sarebbe altamente offensivo.”

La promotrice della petizione Elizabeth Armstrong ha invece affermato:

“È una statua palesemente sessista. Costringe quasi le persone a fare upskirting. Sollecitiamo Palm Springs a trovare modi più appropriati per onorare la sua memoria e la vera eredità di Marilyn Monroe.”

E voi, cosa ne pensate di questa ennesima polemica?

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Tommaso Serena

Tommaso Serena

Cinematograficamente onnivoro, sono cresciuto tra l'autorialità dei fratelli Coen ed i fagioli western di Bud Spencer e Terence Hill. Sogno di sceneggiare un film in cui Trinità e Bambino prendono a sberloni i responsabili del furto del proprio tappeto che "dava un tono all'ambiente".

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