E' disponibile su Netflix "La Donna alla Finestra", un thriller con Amy Adams che si ispira ad Hitchcock, ma non convince troppo.

La Donna alla Finestra è il nuovo thriller diretto da Joe Wright, con Amy Adams nel ruolo di protagonista. Il film sarebbe dovuto uscire nelle sale a maggio 2020, ma a causa dell’emergenza sanitaria Netflix ne ha acquistato i diritti: per questo è ora disponibile sulla piattaforma streaming.

Il film vanta un cast sorprendente: oltre ad Adams, possiamo infatti trovare Gary Oldman, Anthony Mckie, Julianne Moore e Jennifer Jason Leigh. Tratto da un romanzo di A. J. Finn, Wright ha voluto realizzare un thriller psicologico e cupo, che riprende in parte Hitchcock adattandolo ad un’ambientazione più moderna. Eppure, nonostante le ottime premesse, La Donna alla Finestra non riesce ad essere abbastanza convincente. Ecco cosa ne pensiamo noi.

La trama

Amy Adams guarda dalla finestra della sua casaAnne Fox (Amy Adams) è una psicologa infantile la cui vita si svolge interamente tra le mura della sua casa a New York. Da tempo, infatti, soffre di una forte agorafobia: uscire all’aperto le causa attacchi di panico e malori. Per questo vive al chiuso, in compagnia del suo gatto e di un inquilino che abita nel suo seminterrato. Seguita da uno psicologo, cerca di tenere a bada i suoi problemi con pasticche e alcol.

Il passatempo principale di Anne è osservare la vita dei suoi vicini di casa: spia dalle finestre i loro movimenti e si informa online sulle loro vite. Un giorno una nuova famiglia si trasferisce nel palazzo di fronte. Si tratta dei Russell: Allistair (Gary Oldman), Jane (Julianne Moore) e il loro figlio adolescente Ethan (Fred Hechinger).

Ma la famiglia Russell sembra nascondere qualcosa. Amy se ne rende conto ed inizia ad osservarli con maggiore attenzione: quando si accorgerà di ciò che succede nell’edificio di fronte inizierà ad indagare per scoprire l’inquietante verità.

La Donna alla Finestra… sul Cortile?

Amy Adams con una macchina fotograficaAnche solo la trama de La Donna alla Finestra fa subito pensare ad un altro film: La Finestra sul Cortile di Alfred Hitchcock. E’ un riferimento ben presente ed esplicito nel film di Joe Wright, che più volte cita il Maestro del brivido in modo esplicito: dalle scene in cui Anne guarda i suoi film alla macchina fotografica usata per spiare i vicini.

In qualche modo Wright cerca di riprendere il capolavoro di Hitchcock, rileggendolo con occhio moderno e personale. Jeff, il protagonista de La Finestra sul Cortile, era un fotoreporter: il suo ruolo è quello dell’osservatore per eccellenza, colui che deve sfruttare lo sguardo per documentare la realtà. La sua immobilità è data da una condizione fisica: sul lavoro si è rotto una gamba ed è quindi costretto ad un periodo di riposo. Incapace di rinunciare al suo istinto, Jeff osserva i vicini e scopre un crimine.

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Ne La Donna alla Finestra ritorna la stessa situazione iniziale, ma spostata su un piano psicologico. Anche Anne, in quanto psicologa, si occupa di osservare gli altri e comprenderli ma a livello interiore. La sua reclusione dal mondo esterno è data da una condizione patologica, da un limite mentale. Sono questi i temi “moderni” che Wright inserisce: la malattia mentale, l’analisi psicologica.

Se Hitchcock non rinuncia mai al suo caratteristico humor, immancabile nei suoi thriller, Wright sceglie un tono molto più cupo, che tende all’horror. Eppure non riesce a ricreare la suspense o l’effetto sorpresa sperati: non regge decisamente il confronto con il Maestro, e risulta piuttosto debole. La frustrazione di Jeff, che guarda senza poter intervenire esattamente come lo spettatore del film, in un incredibile crescendo di tensione, non si ritrova nell’appartamento di Anne. Forse la scelta di sfruttare un modello così importante è stata azzardata?

Conclusioni

Julianne Moore in una scena de La donna alla finestraLa Donna alla Finestra aveva delle ottime premesse: un regista riconosciuto e apprezzato, un cast invidiabile e un punto di riferimento importante. Eppure si rivela un’occasione sprecata. Attori come Gary Oldman o Julianne Moore sono sfruttati decisamente poco nei loro ruoli. I colpi di scena risultano piuttosto prevedibili, lo sviluppo della trama non è particolarmente originale e non ci sono sorprese memorabili. Tutto questo va a discapito del film, che non si riesce a spaventare o a tenere lo spettatore col fiato sospeso.

La regia di Wright è buona, così come le performance degli attori, ma La Donna alla Finestra rimane un thriller mediocre, che sembra già visto. Se gli aspetti psicologici possono risultare interessanti e inquietanti (sebbene non molto originali), le scene più horror risultano eccessive e poco convincenti. In fin dei conti, un omaggio ad Hitchcock non troppo riuscito e un thriller di cui non sentivamo troppo il bisogno.

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Gaia Franco

Gaia Franco

Lucana, studentessa a Bologna. Appassionata da sempre di cinema, letteratura e qualsiasi forma d'arte.

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