Katharine Hepburn è indubbiamente una delle più grandi dive di Hollywood che, grazie al suo talento e al suo temperamento, è diventata una delle attrici più anticonformiste dello star system

«Ci sono donne e donne – poi c’è Kate. Ci sono attrici e attrici – poi c’è Hepburn»Così si espresse uno dei più grandi registi di sempre, Frank Capra, quando gli venne chiesto il suo parere su Katharine Hepburn.

Una star, un’attrice, una femminista, una donna indipendente. Queste alcune definizioni di Katharine Hepburn: la diva più famosa dello star system hollywoodiano era infatti un vero e proprio “angelo di ferro”, come ben designa il soprannome con cui era conosciuta sulla West Coast.

La Hepburn può infatti vantare il primato del maggior numero di Oscar vinti (ben 4 dal 1934 al 1982) e una carriera da far impallidire chiunque, tanto da spingere l’American Film Institute ad inserirla al primo posto nella classifica delle più grandi attici di tutti i tempi. Ma non solo. La regina della Screwball comedy fu anche una personalità molto particolare e insolitamente indipendente all’interno del Sistema Hollywood, in particolar modo per essere una donna.

Vogliamo ricordare quindi Hepburn non solo come l’attrice fenomenale di capolavori come Febbre di vivere di Cuckor, Susanna! di Hawks o Improvvisamente l’estate scorsa di Mankiewicz, ma anche come una donna decisamente moderna e un personaggio pubblico innegabilmente anticonformista. Una donna molto eccentrica e determinata, che indossava i pantaloni e amava spiazzare chi era troppo invadente. Una diva che ha saputo meritarsi successo e impopolarità grazie ai suoi modi brillanti ed eccentrici allo stesso tempo.

La crescita e la formazione: un ambiente non convenzionale

Katharine Hepburn seduta con la sigaretta in mano

Katharine Hepburn nacque in una numerosa famiglia medio-borghese del Connecticut che la crebbe all’insegna dell’indipendenza e libera dai pregiudizi di qualsiasi tipo.

Il padre, Thomas Norval Hepburn, era infatti un urologo che si occupò per tutta la sua vita di malattie veneree e fu uno strenuo sostenitore della necessità della profilassi e dell’informazione pubbliche di tali, in un periodo in cui questo argomento non era per niente dibattuto.  La madre, Katherine Martha Houghton, fu invece una suffragetta, sostenitrice della contraccezione e a capo di un’associazione impegnata nella difesa del diritto all’aborto e alla “maternità consapevole”.

Fu proprio questo ambiente privo di tabù, impegnato in cause socio-politiche e nutrito di profonda curiosità per il mondo a formare la giovane Katharine. L’attrice seguiva infatti molto spesso i genitori nelle varie manifestazioni pubbliche da loro organizzate e fu sempre loro grata per questo tipo di formazione progressista e non convenzionale.

Fu dunque forse anche per questo contesto famigliare molto unito e favorevole, che un evento tragico scosse nel profondo la piccola Kate. L’attrice trovò il fratello Tom impiccato a una corda pendente da una trave. Nonostante non furono mai accertate le cause della morte del piccolo, la Hepburn portò con sé il lutto per tutta la vita, tanto che utilizzò la data di nascita di Tom come la propria, rivelando questo “stratagemma” nella sua ultima autobiografia.

Katharine Hepburn: un “Veleno per il botteghino”

Hepburn con una corda e Cary Grant con gli occhiali in Susanna

“Susanna!”, H. Hawks (1938)

Dopo l’esordio a teatro e le prime produzioni hollywoodiane, Katharine Hepburn iniziò ad ottenere riconoscimento sperato nei primi anni ’30. Furono quelli anni di grande successo per l’attrice, che ottenne quasi subito il suo primo Oscar con La gloria del mattino e si distinse nel ruolo della ribelle Jo March in Piccole donne.

A questo primo periodo d’oro per la diva ne seguì uno decisamente più problematico. La Hepburn infatti ebbe la sfortuna di inanellare pellicole che si rivelarono veri e propri flop. Ad aggravare gli insuccessi e l’impopolarità crescente ci si mise inoltre l’atteggiamento della diva stessa che le fece ben presto ottenere il soprannome di “Katharine l’arrogante”. L’attrice non rilasciava interviste e negava gli autografi, spesso fornendo delle risposte molto rudi e provocatorie.

Per tutte le ragioni sopra elencate, la carriera della Hepburn si trovava ad un punto quasi di stallo e a poco servì anche sul successo di Susanna! ad elevarla. Dopo la commedia di Hawks infatti la diva venne inserita nella lista degli attori considerati “Veleno per il botteghino”. Così, quando la RKO le propose un ruolo per un B-movie, Katharine Hepburn rifiutò e sciolse il suo contratto del valore di 75.000 dollari.

Fu una scelta dettata dalla possibilità di sostentamento economico autonomo, certo, ma che dimostrò la voglia dell’attrice di vivere la sua vita alle proprie regole. Non un burattino nelle mani delle major, dunque, ma una personalità indipendente a tutto tondo, capace di costruirsi da sola una carriera dentro e fuori gli studios cinematografici. E così è stato. Già negli anni Trenta l’attrice interpretò moltissimi ruoli non esattamente in linea con il canone di donna remissiva che si vedeva spesso sul grande schermo. Dopo il suo volontario allontanamento dalle major, questa tendenza divenne più marcata e la Hepburn predilesse personaggi femminili spesso controversi e sfaccettati. Due esempi su tutti: l’altera missionaria di La regina d’Africa di John Huston; e la madre alle prese con il matrimonio interraziale della figlia in Indovina chi viene a cena? di Stanely Kramer.

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Una relazione intensa e non convenzionale

Spencer Tracy scrive con Katharine Hepburn seduta che lo guarda

E se non basta il rapporto con la famiglia e il totale controllo della sua figura pubblica a fare di Katharine Hepburn una diva davvero particolare, ci viene in aiuto anche l’insolito rapporto con il compagno Spencer Tracy.

Per alcuni il loro rapporto fu “solo” una copertura. Infatti l’eccentrica e anticonvenzionale Katharine Hepburn fu da sempre oggetto di rumors riguardanti la sua vera o presunta omosessualità o bisessualità – che vanterebbe un possibile incontro anche con Bettie Page, la famosa modella e pin-up.

Conosciutisi nel 1942 sul set di La donna dell’anno, mentre Tracy era ancora impegnato in un’altra relazione coniugale, i due iniziarono un’intesa che era tanto artistica quanto personale. La loro fu infatti una relazione molto intensa che durò 25 anni, fino alla morte di lui nel 1967. Una relazione tra due persone (e personalità) che non potevano essere più distanti l’uno dall’altra.

Sul lavoro Katharine era meticolosa e precisa, tanto da ripetere le scene più e più volte; Spencer, invece, era uno che faceva della spontaneità la sua arma vincente. Nella vita di tutti giorni il divo era un fervente cattolico che non divorziò mai dalla moglie Louise, mentre la Hepburn era un’atea convinta. “Io sono atea e basta. Credo che non ci sia niente da sapere, l’unica cosa che dovremmo fare è essere gentili gli uni con gli altri e fare quello che possiamo per altre persone.”

Duettanti e duellanti – si ricordano infatti i loro intensi e affilati scontri pubblici – i due attori rimasero legati da un sentimento che perdurò tutta la vita. Katharine Hepburn infatti, in più occasioni, dichiarò di aver sacrificato la carriera ed essersi esposta al chiacchiericcio mediatico solo per stargli accanto. E un esempio di questa dedizione è l’episodio del ’63, quando dopo un collasso di lui, la diva gli rimase accanto, rifiutando tutte le offerte di lavoro che le venivano fatte.

Fu, infine, in occasione del funerale del suo amato che Katharine fece il suo ultimo sacrificio. Non si presentò alla cerimonia funebre, lasciando il ruolo di “vedova” alla sola Louise. E, con il rispetto dovuto, mantenne il silenzio fino alla morte di lei nell’83, quando dichiarò pubblicamente: “Io e Spencer abbiamo passato 27 anni insieme, in quella che per me fu assoluta felicità”.

L’eredità

Katharine Hepburn si spense il 23 giugno 2003 all’età di 96 anni.

La diva dalla forte personalità e la lingua franca e tagliente, lasciò però un’eredità senza pari. Si impegnò fino a quando poté in moltissime battaglie civili, particolarmente a difesa dei diritti delle donne.

Ma soprattutto la Hepburn diede l’esempio di una femminilità nuova, forte e determinata, che non ha paura di non scendere a compromessi. Una diva con i pantaloni, tanto ostile e criticata, quanto benvoluta e ammirata da tutti!

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Alberto Candiani

Alberto Candiani

Un veneto esportato a Bologna, con una laurea in cinema da mostrare e molta curiosità per tutto ciò che si può vedere, leggere e ascoltare.

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