Un'azienda ha proposto un software che modifichi il viso degli attori, in modo tale che il labiale combaci con il doppiaggio.

In qualsiasi film il doppiaggio, per quanto ben fatto, non può garantire che il labiale sia in sincrono con la nuova lingua. Questo lo sa benissimo chiunque abbia visto un film o una serie tv in una lingua diversa dall’originale. Ed è anche un “problema” che non ci crea particolare fastidio: d’altra parte siamo tutti cresciuti guardando prodotti americani doppiati in italiano. Di conseguenza siamo così abituati al doppiaggio da non farci neanche troppo caso.

In Italia la questione del doppiaggio non in linea con il labiale non è percepita come un problema: un po’ perché non siamo madrelingua inglesi, quindi molti di noi non riescono a seguire il labiale di un’altra lingua tanto da esserne infastiditi; un po’ perché siamo abituati ad adattatori e doppiatori molto bravi. D’altra parte in altri paesi non è così: negli Stati Uniti, in Inghilterra e in altri paesi di lingua inglese gran parte dei prodotti possono essere fruiti in lingua originale. Di conseguenza non sono così abituati ad un prodotto in lingua non inglese doppiato.

Negli ultimi anni iniziano a circolare diversi film e serie tv europei: gli anglofoni hanno magari visto Dark o La casa di Carta doppiate in inglese. Gli utenti hanno però dichiarato di trovare fastidioso che il labiale non segua le parole. Per ovviare a questo problema è stato proposto un software in grado di modificare 3D la mimica degli attori, adattandola alla nuova lingua.

L’idea nasce dal regista Scott Mann, che ha fondato la società Flawless insieme al socio Nick Lynes. Nel 2015, Mann aveva girato Bus 657, un thriller d’azione con Robert De Niro. Il film fu un insuccesso commerciale. Il regista sostiene di essere rimasto molto colpito dall’attenzione ai dettagli della recitazione di De Niro. Attenzione che, tuttavia, si perderebbe con il doppiaggio. “I doppiaggi hanno rimosso il modo in cui De Niro prendeva le decisioni sul personaggio, cambiando i dialoghi per adattarli ai suoi movimenti facciali” spiega Scott Mann, “era evidente che il film non funzionasse e che nella migliore delle ipotesi, questo sia un compromesso”.

Mann ha ripreso la tecnica dei deepfake e ha proposto di utilizzare un software di modellazione 3D già esistente. In questo modo ci sembrerebbe che gli attori stiano effettivamente pronunciando le parole doppiate.

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Gaia Franco

Gaia Franco

Lucana, studentessa a Bologna. Appassionata da sempre di cinema, letteratura e qualsiasi forma d'arte.

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