Senza rimorso, il nuovo film action di Stefano Sollima, scritto da Taylor Sheridan e tratto da un romanzo di Tom Clancy, è disponibile su Prime Video: ecco la nostra recensione

Dopo una rocambolesca vicenda distributiva, arriva in direttamente su Prime Video l’attesissimo nuovo action thriller di Stefano Sollima, Senza rimorso. Il film è tratto da un romanzo di Tom Clancy, lo stesso della saga di Jack Ryan, e ha una sceneggiatura di uno dei “migliori di Hollywood”, Taylor Sheridan, firmatario della Trilogia della frontiera, e che ha già collaborato con il regista italiano. Il protagonista della pellicola è invece una delle nuove promesse del cinema americano, Michael B. Jordan.

Poste queste premesse, Senza rimorso è dunque un film che si fa carico di un gran numero di aspettative artistico-tecniche, ma che finisce per lasciare un vago senso di incompletezza. Infatti, se in Soldado il duo regista-sceneggiatore era riuscito a trovare un suo “pulitissimo” equilibrio, qui direzione e narrazione sembrano intraprendere due binari opposti. Una polifonia di voci che fatica così a trovare uno schema unitario e una forza d’insieme. Ma andiamo a vedere meglio con la nostra recensione.

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La trama

John Kelly seduto sul divano davanti alla scacchiera

John Kelly è un NAVY Seal impegnato in una missione in Siria per salvare un agente della CIA, apparentemente ostaggio dell’ISIS e rivelatosi poi rapito da dei militari russi. Mesi dopo, tutti i Seal impegnati nella missione vengono fatti fuori in una rappresaglia guidata proprio dai sovietici. Tutti tranne lo stesso Kelly che si salva, uccidendo tutti i militari – tranne uno – che hanno fatto irruzione in casa sua e ucciso la moglie incinta.

Desideroso di vendetta e pieno di rabbia, il Seal si metterà in cerca dell’uomo rimanente, ritrovandosi però di fronte ad un organizzazione molto più ampia e potente di quella che credeva primariamente. Un intrigo fatto di interessi politici e personali che rivela sorprese e cambi di prospettiva. Ciò detto, non siamo molto lontani dalle classiche trame del genere, con i soliti sotterfugi e rivelazioni ben architettate, ma non di certo così inaspettate.

Il punto di forza: le scene d’azione

 

John Kelly in tuta militare abbraccia un fucile

Se c’è un punto in cui Senza rimorso colpisce nel segno, e per cui sinceramente si rimpiange un po’ la visione su piccolo schermo, questo è certamente la sua componente action. Il ritmo e le scene di azione sono la vera componente essenziale del film. La stessa sceneggiatura è improntata a creare questo continuo alternarsi fra momenti di alta intensità e momenti di dialogo in cui vengono fatti, molte volte anche un po’ troppo impropriamente, i cosiddetti “spiegoni”.

Ma è la regia di Sollima a pennellare, pressoché alla perfezione, questi momenti imprescindibili della storia. Essa infatti coinvolge lo spettatore, ponendolo all’interno dell’azione e facendolo sentire parte di essa. I proiettili sfiorano il volto, i punti di vista sono spesso interni alla scena, con campi strettissimi e fluidi movimenti di macchina raramente intervallati dal montaggio. L’azione viene così ripresa senza fronzoli e manierismi, ma con l’asciuttezza e la precisione che da sempre hanno caratterizzato il regista romano, facendogli meritare oltreoceano un posto d’onore.

Sollima inoltre utilizza sapientemente anche gli spazi e le dimensioni del luogo in cui si svolge l’azione, con una messa in scena che dosa tensione e colpo di scena. L’attenzione è inoltre posta moltissimo sugli oggetti e più in generale sui dettagli. Memorabile in questo senso è la scena dell’assalto alla casa di Kelly e l’uso di una torcia come elemento d’illuminazione dinamica.

Una sceneggiatura “da videogioco”

Robert Ritter impugna e punta una pistola

Se la regia risulta uno dei fiori all’occhiello di Senza rimorso, la stessa cosa non si può dire della sceneggiatura. Vengono a mancare in questo film i tratti caratterizzanti dello stile che Sheridan ha mostrato in passato, ossia la semplicità unita alla esattezza psicologica dei personaggi. Qui invece appare tutto molto “detto”, spiegato, nulla è lasciato mai all’indeterminatezza che serve invece per creare intrigo psicologico nella caratterizzazione dei personaggi.

Le motivazioni che muovono le azioni sono spiegate e palesi, e anche le complesse motivazioni che stanno al di sotto del più grande disegno geopolitico vengono ridotte ad una semplice spiegazione finale. Il risultato è quello di una piattezza di fondo che non rende la complessità e la varietà del quadro umano al suo interno. Tanto che persino gli stessi attori risultano leggermente vittime di questo asettico meccanismo: basta confrontare l’anonimia dell’interpretazione di Guy Pearce con quella del protagonista Jordan.

Insomma, l’andamento della storia (nonché del film nel complesso) appare più simile a quello di un videogioco che a quello di un avvincente racconto thriller. Le storia serve meramente da cornice per le perfette e ultra-coinvolgenti scene d’azione e finisce per non dare respiro a questioni più ampie. Queste infatti rimangono solo accennate e finiscono per non dare alcun spessore alla narrazione in sé, in particolare in virtù dei prossimi capitoli della storia.

In conclusione, Senza rimorso è un buon prodotto action, godibile in tutti i suoi aspetti più estetici ed emozionali che, probabilmente, tolti qualche ingenuità e qualche cliché di troppo, ha tutte le carte in regola per diventare una perfetto franchise d’intrattenimento.

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Alberto Candiani

Alberto Candiani

Un veneto esportato a Bologna, con una laurea in cinema da mostrare e molta curiosità per tutto ciò che si può vedere, leggere e ascoltare.

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