Jack Nicholson è uno degli artisti più celebri della Nuova Hollywood: tra grandi successi e una vita di eccessi, ripercorriamo la sua figura.

Nel nostro immaginario le vite dei grandi attori sono sempre incredibili: sopra le righe, folli, eccessive sotto ogni aspetto. A volte le vicende che li riguardano sono semplicemente raccontate in modo esagerato, per dar loro un’aura di eccentricità. Nel caso di Jack Nicholson non è così: la sua vita è realmete scandita dagli eccessi.

E’ eccessivo nei suoi ruoli: spesso interpreta personaggi folli, ribelli, iracondi, che riesce a caratterizzare a modo suo, con la sua iconica mimica facciale e il suo ghigno inquietante. E’ eccessivo nei suoi successi: è tra gli attori più premiati della storia del cinema, ha una carriera invidiabile, ha incassato guadagni esorbitanti. Ma è eccessivo anche nella vita privata: la sua fama da seduttore, le numerosissime donne, i suoi momenti di follia, i suoi festini e il suo uso smodato di qualsiasi tipo di droga.

Jack Nicholson è stato indubbiamente uno dei protagonisti della Nuova Hollywood, nonché uno degli attori più talentuosi del cinema contemporaneo. Dalla sua ascesa al ritiro, dai grandi ruoli della controcultura alle più tranquille commedie, ripercorriamo la sua folle vita.

L’infanzia e la famiglia

Jack Nicholson in Qualcuno volò sul nido del cuculoJack Nicholson ha scoperto solo molto tardi che la sua famiglia non era quella che credeva. E’ infatti nato nel 1937 nel New Jersey, cresciuto da Ethel e June Nicholson, che credeva essere la madre e la sorella. A 37 anni, quando era già una star affermata, Nicholson scoprì la verità tramite un giornalista: era June la vera madre di Jack, concepito quando la ragazza aveva solo 16 anni. Ethel decise quindi di prendersene cura e di fargli da madre.

Non sappiamo invece chi fosse il padre: secondo alcuni sarebbe Eddie King, il maestro di danza di June, che tuttavia non ha mai riconosciuto la paternità. Nicholson dichiarò in seguito che questa rivelazione fu per lui drammatica, ma non traumatica. Si è sempre dimostrato grato alle due donne che hanno deciso di crescerlo mantenendo questo segreto fino alla morte.

Sin da piccolo Jack Nicholson si distinse per la sua intelligenza e il suo carisma. A soli diciassette anni si trasferì a Los Angeles per intraprendere la carriera da attore. Lavorerà prima nel reparto cartoon della MGM, ma qui entrerà in contatto con Roger Corman, Monte Hellman e Dennis Hopper. In quegli anni stava per iniziare un nuovo tipo di cinema: giovanile, ribelle, indipendente. E’ in questo clima che Nicholson inizia la sua ascesa.

I ruoli e il divo “infernale”

Jack Torrence nella celebre scena di ShinigNel corso della sua carriera Jack Nicholson ha interpretato ruoli molto variegati. L’abilità dell’attore sta anche nel riuscire a calarsi nei panni più diversi risultando sempre credibile, e allo stesso tempo trovando sempre un’interpretazione personale. Possiamo quindi trovare alcuni elementi comuni e costanti.

In molti dei suoi film più celebri e riusciti, Nicholson interpreta uomini ribelli, folli, carismatici ma in un modo diabolico e inquietante. La presenza di Nicholson è imponente, riempie lo spazio, diventa fondamentale nella struttura stessa della pellicola. La sua fisicità, le sue espressioni, quel suo ghigno caratteristico rimangono impressi in ogni suo lavoro.

Dopo alcune parti minori, nel 1969 Nicholson ha il primo vero successo. Si tratta comunque di un ruolo secondario, ma in un film fondamentale: Easy Rider di Dennis Hopper. E’ un film emblema della Nuova Hollywood, della controcultura e delle rivolte giovanili. Nicholson interpreta George, un avvocato alcolizzato che accompagna per un tratto i due protagonisti. La sua parte dura solo 17 minuti, ma è fondamentale nell’economia del film: è l’elemento di raccordo tra i due motociclisti e il pubblico “borghese” e sottolinea le contraddizioni dell’epoca. E’ lui a pronunciare una delle battute più celebri del film: “ti parlano, e ti parlano, e ti riparlano di questa famosa libertà individuale; ma quando vedono un individuo veramente libero, allora hanno paura.”

Con Easy Rider arriva anche la prima candidatura agli Oscar: da questo momento, l’attore diventerà sempre più richiesto. L’anno dopo ottiene il primo ruolo da protagonista con Cinque Pezzi Facili: ancora un ruolo da ribelle, ancora una candidatura agli Oscar. La sua recitazione naturalistica e personale lo renderà ad un tempo un’icona della controcultura e un attore di successo. I suoi ruoli hanno spesso aspetti di denuncia sociale contro il sistema: da Chinatown Qualcuno volò sul nido del Cuculo Professione: Reporter.

Ma spesso Jack Nicholson riesce a dimostrare un lato inquietante e diabolico. E’ perfetto nel ruolo di Joker per il Batman di Tim Burton. Ma è indimenticabile il suo declino demoniaco come Jack Torrence in Shining. In questo caso al talento dell’attore si unisce il perfezionismo maniacale di Stanley Kubrick: il regista esasperò gli attori, costringendoli a girare tantissimi ciak. Si dice che costringesse Nicholson a mangiare continuamente dei sandwich al formaggio, che l’attore detestava, per renderlo frustrato e nervoso… e incredibilmente credibile. Allontanandosi dalla storia di Stephen King, in Shining la tensione è quasi totalmente psicologica: perfettamente racchiusa nella recitazione di Jack Nicholson.

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Jack Nicholson fuori dal set: una vita di eccessi

Jack Nicholson come George in Easy RiderSe sul set Jack Nicholson interpretava il “cattivo ragazzo” e il ribelle senza regole, nella vita non era da meno. L’attore aveva una villa a Mulholland Drive, sulla strada rinomata per ospitare i divi ribelli di Hollywood: come vicino di casa aveva Marlon Brando, per esempio. Eppure la casa di Nicholson era definita “the wildest home” (la più selvaggia). Si svolgevano continuamente feste estreme, piene di donne e di droghe di qualsiasi tipo.

Nicholson non ha mai negato il suo uso di sostanze stupefacenti: sostiene di averne provate di ogni tipo, di averle usate anche per lavorare e per scrivere. Sono negli anni ottanta ha deciso di tornare sobrio, vedendo troppi amici e colleghi distrutti dalle dipendenze. Non ha rinunciato però al suo ruolo da seduttore. Jack Nicholson si sposò solo una volta, ma è famoso per essere un grande playboy. La sua relazione più lunga è quella con Anjelica Huston, durata 14 anni tra alti e bassi. Ma ha avuto diversi figli da altre donne, e vanta più di 2000 conquiste. Eppure sostiene di non essere fatto per la convivenza.

Ma sono famosi anche i suoi momenti di follia quotidiana: quando si prende gioco dei paparazzi, quando usa la sua pungente ironia con i giornalisti, quando non si vergogna di esporsi e dire ciò che pensa con brutale onestà. Ma anche scenate degne dei suoi personaggi: una volta distrusse con una mazza da baseball l’auto di uno sconosciuto che lo aveva accusato di bloccare il traffico.

Dopo il suo ritiro dalle scene, Jack Nicholson ha deciso di concedersi una vita più tranquilla. Non ha più voglia di lavorare e ovviamente gli eccessi giovanili sono lontani. Continua a seguire le sue passioni, in particolare i Los Angeles Lakers e il collezionismo: in casa ha numerose opere d’arte, soprattutto di Tamara Lempika, che presta volentieri in occasione di mostre.

I successi e il ritiro

Joker nel Batman di Tim BurtonCome abbiamo visto, il talento di Jack Nicholson è stato riconosciuto e apprezzato da subito. La sua filmografia è una lunga serie di successi, dai grandi capolavori con autori fondamentali, fino a commedie più leggere e semplici. Nei suoi cinquanta anni di carriera ha ottenuto ben 12 nomination agli Oscar. Ha ottenuto la statuetta ben tre volte, due come miglior attore protagonista (Qualcuno volò sul nido del cuculo e Qualcosa è cambiato). A questi si aggiungono 6 Golden Globe, un David di Donatello e svariati altri premi.

Rientra così tra gli attori più premiati di Hollywood, ma anche tra i più pagati: per Batman ottenne ben 6 milioni di dollari, oltre ad una grossa percentuale sugli incassi. L’ultimo film di Nicholson risale al 2010. L’attore non ha mai ufficializzato il suo ritiro, né ha spiegato i motivi di tale scelta. Qualcuno ha ipotizzato dei problemi di salute, ma la famiglia ha sempre smentito. Inoltre spesso l’attore viene visto in pubblico in ottima forma, nonostante siano evidenti i segni dell’età. Spesso ha dichiarato di non apprezzare troppo il cinema moderno e di non volere parti “da vecchio”.

Jack Nicholson ha segnato un’era della storia del cinema, ha interpretato personaggi indimenticabili e ha sorpreso tutti col suo talento. Ha vissuto la sua vita di successi ed eccessi, di follie e degrado. E infine ha deciso di ritirarsi, in silenzio. Sicuramente, ancora col suo ghigno stampato in viso.

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Gaia Franco

Gaia Franco

Lucana, studentessa a Bologna. Appassionata da sempre di cinema, letteratura e qualsiasi forma d'arte.

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