Totò è un'icona del cinema e della cultura italiana. La sua maschera è ancora ben viva nell'immaginario colletivo. Ripercorriamo la sua carriera in 10 film che, ancora oggi, mantengono intatta la loro comicità.

Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi de Curtis di Bisanzio, semplicemente Totò, è una vera e propria icona non solo del cinema italiano, ma dell’Italia stessa.
Simbolo del teatro e della comicità napoletana, Antonio de Curtis ha scritto con i suoi film una pagina importantissima della storia italiana del dopoguerra.
Icona vivente, dalla storia personale molto travagliata, il comico ha preso parte, nella sua trentennale carriera a 97 pellicole, adattando la propria maschera, quella della vessato e vessatore, ai più vari contesti
La sua scomparsa avvenuta il 15 aprile del 1967 non ne ha fatto affievolire l’immagine, ma ha anzi fatto entrare Totò, ancora di più, nella cultura di massa, nella leggenda popolare, una leggenda popolare che ancora oggi viene tramandata.

Dei quasi 100 film a cui prese parte, però, non tutti sono riusciti a rimanere con forza nell’immaginario collettivo. Molti di essi, infatti, non vengono più riproposti nei palinsesti televisivi e non sono stati in grado di sopravvivere alla prova del tempo. Molti altri film di Totò, invece, sono entrati così tanto nella cultura popolare da risultare sempre attuali per le tematiche trattate e per l’ironia, mai invecchiata, dell’attore comico napoletano.
In questo articolo andiamo quindi a segnalare, in ordine cronologico, i 10 migliori film di Totò, considerando come parametro principale la potenza con cui questi film sono entrati, e sono ancora presenti, nell’immaginario collettivo.

-Guardie e ladri (1951) di Steno e Mario Monicelli

Guardie e ladri fu forse il primo film di Totò ad ottenere un grande successo sia fra il pubblico sia fra la critica. Per la prima volta in coppia con Aldo Fabrizi, con cui tornerà a lavorare in molte altre pellicole, Totò prende parte a un film appartenente pienamente alla corrente del Neorealismo diretto da due registi che diventeranno i maestri del genere, che viene da alcuni critici fatto nascere proprio con Guardie e ladri, della Commedia all’Italiana.
Il film fu molto apprezzato anche all’estero dove ottenne, a Cannes, il premio per la migliore sceneggiatura. Totò, per la sua prova nei panni del truffatore Ferdinando Esposito, vincerà il Nastro d’Argento.

-Totò a colori (1952) di Steno

Il film dell’attore successivo a Guardie e ladri fu Totò a colori. Il film di Steno ha un’importanza capitale per la storia del cinema italiano per essere stato uno dei primissimi lungometraggi italiani ad essere girato a colori, usando la pellicola Ferraniacolor.
Totò a colori è un’antologia dei più celebri sketch del comico napoletano ed è presente, come già Guardie e ladri, nella celebre Lista dei 100 film italiani da salvare.

-L’oro di Napoli (1954) di Vittorio De Sica

L’oro di Napoli è uno dei film italiani più celebri degli anni ’50 per la partecipazione degli attori di punta del cinema e del teatro italiano. Diviso in 6 episodi che vedono partecipare, oltre a Totò, Sophia Loren, Eduardo de Filippo, Silvana Mangano e lo stesso Vittorio De Sica, L’oro di Napoli è un’amarissima commedia che vede nel primo episodio, quello con Totò, una storia di rivalsa in cui il personaggio interpretato dal comico napoletano, Don Saverio, riesce a liberarsi dal giogo della tirannia di un guappo locale che si è insediato nella sua casa.
Anche questo film, che vede la partecipazione di Totò in un solo, iconico, episodio, è stato inserito nella lista dei 100 film italiani da salvare.

-Miseria e Nobiltà (1954) di Mario Mattoli

Quando Parasite ha vinto 4 premi Oscar scrivendo una pagina importantissima per la storia del cinema coreano e dei premi americani il pubblico di tutto il mondo, e anche quello italiano, si è affannato a trovare alcuni “predecessori” del film di Bong Joon-ho. In Italia si è fatto anche il nome, non del tutto ironicamente, di questo film diretto da Mario Mattoli tratto da un’opera teatrale di Eduardo Scarpetta.
Questo evento può da solo bastare per carpire la popolarità di Miseria e Nobiltà, uno dei film del comico napoletano più riproposti ancora oggi dalle televisioni. Numerose sono le scene entrate nell’immaginario collettivo, le più celebri forse quella della “lettera all’ignorante cafone” e quella degli spaghetti.

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-Totò, Peppino e la… malafemmina (1956) di Camillo Mastrocinque

In quello che è probabilmente il film più celebre e più riuscito realizzato da Totò con il regista Camillo Mastrocinque, che diresse il comico napoletano in varie occasioni, Totò recita in coppia con Peppino de Filippo e porta in scena un affresco ben più approfondito di quanto possa sembrare a primo impatto dei contrasti e delle differenze fra Nord e Sud.
Del film fa anche parte la celeberrima canzone Malafemmena, scritta dallo stesso Totò cinque anni prima e divenuta, a seguito del film, un grandissimo successo.

-I soliti ignoti (1958) di Mario Monicelli

I soliti ignoti è forse il film manifesto, il film simbolo, della commedia italiana degli anni ’50. Cult che non ha mai perso la propria freschezza, la propria forza ironica nonchè “all star” dei principali interpreti della commedia all’italiana, il film di Mario Monicelli vede la partecipazione di Totò in un ruolo non da protagonista.
Data l’importanza del film e vista la “rarità” nel ritrovare l’attore napoletano all’apice della propria fama in un ruolo secondario, la presenza di I soliti ignoti in una lista dei migliori film di Totò appare, anche se non fondamentale, doverosa.

-I tartassati (1959) di Steno

Totò torna a fare coppia con Aldo Fabrizi in quello che è stato visto come una sorta di sequel spirituale di Guardie e ladri. L’Italia, però, in soli 8 anni è cambiata e, in pieno boom economico, non si ruba più per povertà ad altre persone, ma si ruba allo stato per avidità.
L’attualità del tema dell’evasione fiscale rende il film di Steno uno dei più riproposti ancora oggi in televisione. I tartassati segna inoltre il ritorno al successo di Totò dopo una serie di film in cui la sua verve comica sembrava molto affievolita.

-Totòtruffa ’62 (1961) di Camillo Mastrocinque

Assieme alla celeberrima scena di Totò e Peppino che stampano soldi, appartenente al film La banda degli onesti, quella della vendita della fontana di Trevi è una delle più celebri scene a cui ha preso parte Totò.
L’episodio in questione avviene in Totòtruffa ’62, un film che se da un lato sembra riproporre ormai stancamente l’usuale canovaccio dei film di Totò, dall’altro ha un “colpo di genio” che non può non farlo rimanere impresso ancora oggi nell’immaginario collettivo.

-Gli onorevoli (1963) di Sergio Corbucci

Totò è stato un attore che ha sempre, nei suoi film, fatto una satira dei costumi italiani. Dall’incontro con Segio Corbucci, un regista che è sempre stato molto spregiudicato nell’approcciarsi ai generi cinematografici, nasce però una esplicita satira nei confronti del mondo politico italiano degli anni ’60. Inutile dire che il film risulta ancora attuale, soprattutto per i metodi con cui i politici impegnati nella campagna elettorale inducono gli elettori a votarli.
Vot’Antonio, vot’Antonio, vot’Antonio, Vot’Antonio” è uno slogan che probabilmente non morirà mai e la celebre scena di Antonio La Trippa al megafono non può non tornare in mente ogni qualvolta un politico cerca il facile consenso.

-Uccellacci e Uccellini (1966) di Pier Paolo Pasolini

Impossibile e impensabile non concludere la lista dei migliori film di Totò con questo capolavoro di Pier Paolo Pasolini. L’attore napoletano, negli ultimi anni della sua vita, era ossessionato dall’idea di non venire ricordato dal pubblico dalla propria morte. Ciò lo spinse a cercare produzioni di qualità e a partecipare al film di un regista e intellettuale di primissimo livello come Pier Paolo Pasolini.
In quella che è la sua ultima interpretazione da protagonista Totò, mantenendo la propria maschera, viene inserito da Pasolini in un contesto e in un canovaccio del tutto diverso da quello delle sue consuete commedie. Nonostante ciò Totò fu in grado di regalare al pubblico una delle sue migliori interpretazioni. La prova in Uccellacci e uccellini gli valse una menzione speciale al Festival di Cannes, un Nastro d’argento, il secondo della sua carriera, e un Globo d’oro.

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Arturo Garavaglia

Arturo Garavaglia

Grande appassionato di cinema orientale, apprezzo film di ogni tipo e di ogni genere, dai cult ai "mattoni" filippini. Non bisogna mai porre limiti alla propria curiosità e lasciare che i pregiudizi ci influenzino.

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