Il nuovo show di Amazon Prime Video, LOL - Chi ride è fuori, è il giusto mix di semplicità e divertimento: un format esilarante davvero per tutti

Passando il tempo sui social nell’ultima settimana vi sarà sicuramente capitato di imbattervi nella foto di Elio con quattro mani vestito da Monna Lisa. O di quella con Frank Matano che si aggira a testa bassa con un tubicino verde in mano e la bocca a papera. Oppure in due dei vostri amici che stanno interagendo, commentando quanto si sono divertiti. Se non avete ancora capito di cosa stiamo parlando, si tratta di LOL – Chi ride è fuori, il nuovo divertentissimo show di Amazon Prime Video che sta spopolando in Italia.

E a ben vedere! LOL – Chi ride è fuori pare essere uno dei prodotti più innovativi della piattaforma, nonché del panorama televisivo più in generale. Un comedy show semplice, poco pretenzioso, ma ben fatto che centra un degli obiettivi più difficili da raggiungere: far ridere davvero. In sostanza, un successo fatto da pochissimi ingredienti congegnati alla perfezione. Andiamo a vedere perché.

 In cosa consiste LOL – Chi ride è fuori

Il cast di LOL posa al completo nello studio

La serie comedy è basata su un format di origine giapponese che ha come premessa la credenza diffusa nel settore che i comici non ridano mai alle battute dei colleghi. Ed ecco che ci pensa LOL ad invertire il “pregiudizio”…

Le regole dello show sono molto semplici. 10 comici (Elio, Katia Follesa, Ciro e Fru dei The Jackal, Angelo Pintus, Frank Matano, Michela Giraud, Caterina Guzzanti, Luca Ravenna e Lillo) sono rinchiusi in una stanza per sei ore consecutive con un unico obiettivo, cioè quello di far ridere gli altri concorrenti. Questo però rispettando un’unica, difficilissima regola: non dovranno MAI accennare il minimo sorriso. Ogni giocatore ha inoltre a disposizione qualsiasi trucco in suo possesso, qualsiasi strumento presente nella casa-teatro e qualsiasi tipo di gag per indurre gli altri colleghi alla risata.

A controllare il tutto c’è una control room capitanata dai due conduttori Fedez e Mara Maionchi. Compito dei giudici è quello di dare degli input ai concorrenti, creando delle situazioni comiche particolari, e di sorvegliarli, individuando il minimo sgarro al regolamento. Saranno loro a dare il primo ammonimento e successivamente ad eliminare via via i concorrenti, fino ad incoronare il vincitore del premio da 100.000 da devolvere in beneficienza.

Un concept sostanzialmente davvero semplicissimo quello di LOL – Chi ride è fuori e che potrebbe quasi far pensare ad un banale programma da tv pomeridiana, concepito da pigrissimi autori. Ma è proprio in questa semplicità e in questa immediatezza, unita ad alcuni ingredienti ben dosati, che il programma trova la sua forza.

Un pool di interpreti e una comicità per tutti i gusti

Caterina Guzzanti sulla bici vestita da bambina

Uno dei punti in cui lo show fa davvero centro è la scelta del cast: il mettere insieme alcuni dei migliori comici del suolo italico e lasciarli interagire tra di loro si rivela una scelta molto azzeccata. In particolare, risulta davvero apprezzabile la varietà comica che ognuno dei vari interpreti rappresenta all’interno dello show.

Ogni comico infatti ha un suo, più o meno specifico, repertorio comico. E tutti questi, messi insieme, creano una sorta di “girandola di comicità” che finisce per aggradare davvero quasi tutti i gusti (tranne forse quello di Aldo Grasso!). Così si passa dall’irruenza comica di Michela Giraud a quella più mimica e impassibile di Ciro Priello. Si va dagli sketch pensati nel minimo dettaglio della Guzzanti ai travestimenti assurdi e improbabili di Elio e Lillo. E poi ancora basti pensare alla loquacità di Pintus in contrasto con la (finta) sobrietà di Katia, fino ad arrivare alla comicità assurda e fuori luogo di Frank Matano. Certo alcuni di loro, come Luca Ravenna e Gianluca Fru, finiscono per passare quasi inosservati, e infatti ben presto eliminati, ma contribuiscono in ogni caso alla varietà e al “colore” del quadro generale.

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In tutto ciò non va dimenticata la figura e il ruolo fondamentali della coppia Fedez/Maionchi. Certamente non nel ruolo dei conduttori d’eccellenza, faticano infatti ad apportare una vera aggiunta al programma, ma entrambi sono messi lì a fare i vicari dello spettatore. Ridono, alcune volte persino troppo, insieme a chi guarda e contribuiscono a creare un più generale clima di coralità familiare, nonché a diversificare la narrazione, creando ritmo.

Chi si diverte sta dentro il coro

Fedez e Mara ridono in control room

Abbiamo già detto che LOL – Chi ride è fuori è uno show davvero poco pretenzioso e poco ambizioso. Non c’è dietro un grande intento satirico, non c’è una forma rigida che faccia prevedere cosa lo spettatore si debba aspettare e cosa no. Quella di LOL è una comicità che si dà in tutta la sua purezza ed estemporaneità.

Ed è forse proprio per questi motivi che è riuscita a piacere così indiscriminatamente, mettendo d’accordo praticamente tutti. In sostanza, non si creano divisioni tra chi capisce e chi non capisce le battute: non c’è nessun riferimento o nessuna citazione troppo complessa perché la risata non scaturisca. Insomma, era da tempo che non si vedeva questa comicità, anche un po’ infantile e bambinesca se vogliamo, in tutta la sua libertà.

Ed è infatti proprio la libertà un altro grande punto di forza dello show. Liberi da stantii format comici, un esempio su tutti la stand-up che spopola ormai ovunque, i concorrenti si trovano subito a loro agio in un’interazione che non appare mai forzata. Il gioco corale infatti funziona come non mai. Lo dimostra sia la (relativa) debolezza delle ultime puntate della serie con i pochi concorrenti rimasti in gioco e il fatto che i momenti più esilaranti siano proprio quelli in cui ci sono più persone coinvolte.

In sostanza, LOL – Chi ride è fuori è davvero un esperimento riuscito. E in un’epoca in cui tutto vuole essere altisonante, ambizioso e ultra-retorico, la sorpresa non poteva che arrivare dal gioco più semplice e più antico del mondo: chi ride per primo perde.

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Alberto Candiani

Alberto Candiani

Un veneto esportato a Bologna, con una laurea in cinema da mostrare e molta curiosità per tutto ciò che si può vedere, leggere e ascoltare.

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