Il pluripremiato regista Martin Scorsese ha parlato del cinema di Federico Fellini e di come il collega italiano lavorasse sul sonoro

Martin Scorsese ha pubblicato un saggio per Harper’s Magazine dal titolo Maestro: chiaro tributo al regista che lo ha avvicinato al cinema attraverso il film La Strada (visto da Scorsese all’età di tredici anni), ma anche occasione per distaccarsi dalla direzione intrapresa dal cinema moderno.

“Fellini era creativo con il suono quanto lo era con le immagini. Il cinema italiano ha un’antica tradizione del sonoro non sincronizzato che iniziò con Mussolini, il quale decretò che tutti i film importati da alti paesi fossero doppiati. In molti film italiani, anche in quelli grandiosi, la sensazione di un suono disincarnato può essere disorientante. Oggigiorno le persone sono abbagliate dagli ultimi strumenti tecnologici e da quello che possono fare. Ma le cineprese digitali e le tecniche di post produzione come il montaggio digitale e il morphing non girano il film al posto tuo. Contano le scelte che fai nella creazione dell’intero film.”

Il rispetto di Martin Scorsese nei confronti di Federico Fellini è noto da tempo. Il regista americano ne parla in questo reperto di orami molti anni fa.

Martin Scorsese si è poi soffermato su due film in particolare, ovvero Le notti di Cabiria e La Dolce Vita. Quest’ultimo in particolare ha suscitato in lui forti emozioni, ecco le sue parole a riguardo:

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“Ci sedemmo, le luci si spensero, e guardammo un maestoso, spaventoso affresco filmico svolgersi sullo schermo e abbiamo riconosciuto la sua potenza. Avevamo di fronte un artista che era riuscito a esprimere l’ansia dell’epoca nucleare, il senso che nulla importa veramente perché tutto e tutti possono essere spazzati via da un momento all’altro. Sentimmo questo shock, ma anche l’euforia dell’amore di Fellini per l’arte del cinema e, di conseguenza, per la vita stessa.”

E voi, cosa ne pensate delle parole di Martin Scorsese?

Fatecelo sapere nei commenti e, per questa ed altre interessanti news, venite a trovarci sul nostro sito: Ciakclub.

Tommaso Serena

Tommaso Serena

Cinematograficamente onnivoro, sono cresciuto tra l'autorialità dei fratelli Coen ed i fagioli western di Bud Spencer e Terence Hill. Sogno di sceneggiare un film in cui Trinità e Bambino prendono a sberloni i responsabili del furto del proprio tappeto che "dava un tono all'ambiente".

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