L'attrice ha raccontato il suo approccio al personaggio di Beth in La regina degli scacchi

Anya Taylor-Joy è sulla cresta dell’onda dopo l’enorme successo della miniserie Netflix che la vede come protagonista.
L’attrice, intervistata da IndieWire, ha raccontato come si è avvicinata al personaggio di Beth da lei interpretato nella serie.

“In fondo siamo molto simili [Io e Beth, n.d.r]. Dal primo momento che l’ho incontrata ho provato quasi un dolore. Ed è stato un tipo di dolore che mi ha fatto dire: ‘Oddio, fa cosi male. E fa così male perchè è tutto vero.
All’inizio pensavo che fosse una cosa folle, ma lentamente mi sono accorta che i personaggi che interpreto sono reali per me.
Mi preoccupo di loro e delle relazioni che hanno come se fossero reali, come se fossero relazioni che ho con altre persone quando non recito.”

Anya Taylor-Joy muove la regina in La regina degli scacchiAnya Taylor-Joy, prima di iniziare le riprese della miniserie, ha ricevuto un plico in cui erano presentate tutte le partite e i gesti delle mani che avrebbe dovuto memorizzare nel corso della serie.
L’attrice ha quindi raccontato di aver memorizzato step by step le varie partite per poi dimenticarsele subito dopo averle messe in scena:

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“Così abbiamo girato le varie partite. Ma l’ho adorato. Ho praticato per molti anni danza e ho quindi quel background che ti induce a memorizzare e a mettere in atto le varie coreografie. Sei in una classe e arriva un’insegnante che fa determinati passi e si aspetta che tu li replichi subito. Nella serie era esattamente la stessa cosa, solo che al posto del corpo e dei piedi ho dovuto usare le dita.
E questo metodo è stato molto salutare per me. Mi ha anche permesso di dormire con tranquillità.”

Anya Taylor-Joy si è inoltre stupita di come lei e gli altri attori e attrici della serie, durante le partite, si trovassero per davvero coinvolti da esse.

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Arturo Garavaglia

Arturo Garavaglia

Grande appassionato di cinema orientale, apprezzo film di ogni tipo e di ogni genere, dai cult ai "mattoni" filippini. Non bisogna mai porre limiti alla propria curiosità e lasciare che i pregiudizi ci influenzino.

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