Il dietro le quinte della vita di Quentin Tarantino, dallle origini al fenomenale esordio cinematografico alla regia ottenuto con Le Iene

“California dreamin’ on such a winter’s day.”

Sognando la California cantavano i The Mamas & The Papas e sognare la California è sicuramente qualcosa che, nella umida e poco ospitale Knoxville, non è certo desueto.

È il 27 marzo del 1963 Connie McHugh, sedicenne infermiera di origini irlandesi, partorisce Quentin Tarantino, proprio nella città del Tennessee.

E se è vero che sta ad ognuno di noi scegliere come ballare, è il destino a scegliere la musica: due anni più tardi la madre si trasferirà proprio a Los Angeles.

Non passa molto prima che il destino inizi a mostrare i primi segni di compimento: la madre sposa il musicista Curt Zastoupil, che porterà il bambino per la prima volta al cinema all’età di sei anni.

Non ne uscirà più, o meglio, lo farà, ma solo fisicamente. 

Quentin-Tarantino-Reservoir-DogsSublimazione del fato latente che gravava sulle sue spalle sarà però una sliding door, una di quelle porte che, una volta varcata la soglia, nulla sarà più come prima.

È il 1984. 1822 di Sepulveda Bulevard a Manhattan Beach, nella California terra di conquista di Ralph Macchio e del celebre Karate Kid.

La porta in questione è quella di un Video Archives, negozio di noleggio e vendita di DVD nel quale il poco più che ventenne Quentin conosce Roger Avary (segnatevi questo nome), che lo assume a lavorare.

Oltre a questo posto divide la sua vita tra un cinema porno di Torrance nel quale fa la maschera e il Kim Sing Theatre, letteralmente teatro dei film dello Studio Show: qui Tarantino inizia a respirare a pieni polmoni la cultura orientale che diventerà elemento cardine di parte della sua produzione artistica.

Inutile dire però che la sua vera e grande passione diventa ben presto lo spaghetti western, tanto che Sergio Leone, durante i primi tempi dietro la macchina, diventerà sinonimo di primissimo piano: Give me a Leone sarà l’espressione in riferimento a quel taglio del volto così graffiante che tanto lo aveva entusiasmato.

L’avidità e la voracità con la quale divora qualunque pellicola gli capiti tra le mani non possono più bastare. 

Quentin inizia a scrivere e, neppure in questo caso, smetterà più.

Vende la prima sceneggiatura a Tony Scott, regista navigato e dallo stile eccentrico: Una vita al massimo mostra i primi tratti di una impudente avversità alla comune morale, capace di mostrare da subito un taglio personalissimo.

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Quentin Tarantino è “on the map”, modo di dire anglofono per indicare un principio di celebrità. Oddio celebrità è sicuramente eccessivo, ma si parla di lui, perché in un ambiente di stelle come quello di Hollywood, quando ne nasce una nuova non passa molto prima che venga scoperta.

Vende la seconda sceneggiatura, Natural Born Killers, a Oliver Stone, per la bellezza di 400 mila dollari.

A questo punto è pronto, vuole scrivere qualcosa che possa dirigere lui stesso.

Esaspera le novità già apportate nelle precedenti sceneggiature, ci aggiunge un numero smisurato di tributi e citazioni, cura maniacalmente l’elemento musicale e concentra la violenza in poche scene dove però risulta elevata all’ennesima potenza.

Tutto ciò rappresenta una cornice, pronta ad essere riempita con i dialoghi fatti con i suoi amici e colleghi, ai tempi del Video Archives: ne nasce Reservoir Dogs, meglio conosciuto come Le Iene

È un successo mondiale. Il suo amico Roger Avery cura gli spot radiofonici recitati da K-Billy, voce di Supersound ’70

Egli declina secondo coscienza ironia dissacrante, violenza e volgarità attraverso un flusso di cinismo che amalgama il tutto in un affascinante quanto ambizioso spaccato sociale. Non della comune società però, bensì di emarginati, talvolta del tutto incapaci di condurre una normale esistenza.

La vacuità morale rappresentata nei suoi personaggi è ammaliante, cattura lo spettatore quasi coercitivamente: nelle due ore malcontate di pellicola la natura dell’uomo è quella mostrata dal regista di Knoxville, al punto che diviene assurdo immaginarla diversamente.

Quentin ora è davvero famoso e questo gli permette di realizzare il sogno di chi, sin dall’infanzia, si è nutrito di cinema: ingaggiare i propri idoli.

Appuntamento a settimana prossima per il continuo dell’articolo su Quentin Tarantino, ovviamente su Ciakclub.

Tommaso Serena

Tommaso Serena

Cinematograficamente onnivoro, sono cresciuto tra l'autorialità dei fratelli Coen ed i fagioli western di Bud Spencer e Terence Hill. Sogno di sceneggiare un film in cui Trinità e Bambino prendono a sberloni i responsabili del furto del proprio tappeto che "dava un tono all'ambiente".

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