Anche questo mese vi riempiremo di consigli su cosa vedere nelle varie piattaforme streaming. Iniziamo da 5 titoli da recuperare su Amazon Prime Video.

Il mondo dello streaming è sempre più variegato e difficile da decifrare. Per questo motivo ciakclub cerca di mettere a disposizione dei lettori un’ampia gamma di consigli su cosa vedere nelle varie piattaforme. Continuiamo quindi la nostra carrellata con 5 film da vedere su Amazon Prime Video in questo inizio di 2021.

I seguenti titoli saranno in ordine puramente alfabetico.

LEGGI ANCHE  Film da vedere su Netflix: 5 titoli da non perdere (dicembre 2020)

Alabama Monroe di Felix Van Groeningen

Veerle Baetens e Johan Heldenbergh in una scena di Alabama Monroe

Come il 90% dei film, la storia di Alabama Monroe sulla carta è semplicissima. L’ambientazione è quella di un Belgio molto ordinato e piuttosto conformista. I protagonisti sono Else e Didier: la prima una tatuatrice, il secondo un cantante e musicista appassionato di bluegrass. Tra i due è amore a prima vista, condividono una propria visione della vita e la grande passione per la musica. Il film porterà in scena le gioie e i dolori della coppia.
Un’opera come Alabama Monroe potrebbe andare incontro a due problematiche: il procedere melodrammatico della trama in una immaginaria linea retta che va dalla gioia al dolore rischierebbe di “soffocare” la visione dello spettatore; il pericolo di cadere in facile retorica.
Il regista belga Felix Van Groeningen riesce intelligentemente a evitare entrambe, riuscendo anzi nel trasformarle e renderle un proprio punto di forza. Innanzitutto rinunciando per gran parte dell’opera alla linearità, utilizzando salti temporali che gli permettono di far respirare costantemente la narrazione. Grazie poi a un approccio realistico ma assolutamente consapevole riesce ad abbracciare il dolore dei suoi protagonisti evitando la trappola retorica con eleganza, realismo e evitando pietismi. Alabama Monroe riesce inoltre a portare su schermo un matrimonio interessante, quello tra la cinematografia puramente europea e una cultura prettamente americana come quella folk. Il tutto viene aiutato da due grandissime interpretazioni e una stupenda colonna sonora (interpretata interamente dai due). Tra i vari riconoscimenti ottenuti, Alabama Monroe ha ricevuto una candidatura all’Oscar come Miglior Film Straniero nel 2014 venendo battuto da La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino. Un recupero obbligatorio per chi ha amato ad esempio il film su Johnny Cash di James Mangold e un perfetto film da vedere su Amazon Prime Video.

LEGGI ANCHE  Catalogo Amazon Prime Video: tutte le nuove uscite di Gennaio 2021

The Chaser di Na Hong-jin

Scena tratta da The Chaser

Tra i film da vedere su Amazon Prime Video questo mese non poteva certo mancare un titolo coreano. Joong-ho è un ex-poliziotto che deluso dal sistema ha deciso di pensare al proprio arricchimento personale dandosi alla carriera di protettore. Una sua ragazza scompare, insospettito inizia a indagare ma troverà qualcosa di radicalmente differente da ciò che si sarebbe aspettato.
Na Hong-jin fa parte, almeno concettualmente, della seconda generazione dei grandi registi della Corea del Sud. Per intenderci emerge dopo autori come Bong Joon-ho, Park Chan-wook e Kim Ji-woon. The Chaser è la sua opera d’esordio in cui emerge con forza tutto il suo talento. Il film riesce ad avere una propria forte identità, riuscendosi a distaccare dal Memories of Murder di Bong Joon-ho, vero termine di paragone per qualsiasi opera a tema serial killer, mantenendo però l’intento di analisi sociale del proprio paese. Anche qua come nel capolavoro del regista di Parasite vediamo forti critiche alla politica coreana, con la differenza che l’opera è ambientata in epoca contemporanea e quindi in una Corea del Sud già democratica.
Come opera di genere funziona impeccabilmente. La suspence regge per tutta la durata e riesce, grazie ad un ottimo montaggio, a mantenere un ritmo serrato. Come spesso accade nel cinema orientale vengono da subito abbandonati le classici divisioni tra bianco e nero, tra buoni e cattivi per abbracciare in questo caso un interessante percorso di redenzione del protagonista. Attenzione, non sto parlando di un film privo di difetti. La gestione (soprattutto quella psicologica) del serial killer poteva sicuramente essere migliore, così come il procedere del lungo inseguimento. Va però ricordato che il titolo è un’opera prima. Detto questo The Chaser rappresenta anche un ottimo entry level per la cinematografia coreana, se non sapete dove iniziare potete partire comodamente da qua in quanto contiene sia tematiche care al cinema coreano, sia perché rappresenta perfettamente la classica commistione tra cinema d’autore e cinema di genere  dei registi della Corea del Sud. Piccola aggiunta: dopo il grande successo del film Na Hong-jin ha girato altre due opere (The Yellow Sea e Goksung) affermandosi ulteriormente come uno dei registi più interessanti emersi negli ultimi quindici anni.

LEGGI ANCHE  20 film sud-coreani che devi vedere se hai apprezzato Parasite

Frank di Lenny Abrahamson

5 film da vedere su Amazon Prime Video questo mese

Alcuni nostri lettori sapranno bene quanto amiamo Frank visto che lo avevamo inserito anche tra le migliori commedie dello scorso decennio. Il film di Lenny Abrahamson, traendo spunto dalla storia di Frank Sidebottom, ci parla dell’incontro tra l’aspirante cantautore Jon (interpretato da Domhnall Gleeson )e la band Soronprfbs. Il leader del gruppo si chiama Frank (Michael Fassbender) e ha una peculiarità piuttosto evidente: veste una testa gigante e non se la toglie mai.
Frank è un film veramente peculiare, muta costantemente ma riesce a mantenersi focalizzato sui pochi temi che gli interessano riuscendo a sviscerarli in maniera brillante. Parte come una commedia surreale (al limite del nosense) ma col procedere diventa una lucida analisi sul talento e sul concetto di popolarità. Per tutto il film Jon farà due cose: cercherà di capire da dove deriva il talento di Frank, ipotizzando un passato traumatico e tenterà di rendere famoso il gruppo attraverso l’uso dei social.
Se nel primo tema sta il cuore di tutto il film, nel secondo ci sono alcune dei ragionamenti più lucidi. Frank contiene un interessante ragionamento sulle visualizzazioni che non corrispondono necessariamente a popolarità e ad apprezzamento e una perfetta analisi sulle conseguenze umane che può portare lo snaturarsi artisticamente per fini commerciali.
Il funzionamento del film di Abrahamson però lo si deve principalmente al cast straordinario (ai due già citati ricordiamo anche folle Meggy Gyllenhaal), soprattutto alla prova straordinaria di Fassbender. Il protagonista di Shame ci regala una performance memorabile, dove l’utilizzo che fa del corpo e della voce sopperiscono perfettamente all’impossibilità di mimica facciale. Già solo questo lo rende un perfetto film da vedere su Amazon Prime Video. Un’opera dall’estetica estremamente indie (cosa che generalmente non apprezzo) che vi sorprenderà e di cui, vi assicuro, canterete per giorni la canzone finale.

LEGGI ANCHE  I Migliori Film del Decennio: le 10 migliori Commedie 2010-2019

In Bruges di Martin McDonagh

Colin Farrell e Brendan Gleeson in In Bruges

Se avete amato Tre Manifesti a Ebbing, Missouri allora ecco il film da vedere su Amazon Prime Video che fa per voi.
Martin McDonagh nasce come commediografo, nella sua lunga (e ancora ininterrotta) esperienza teatrale ha ottenuto grande successo, vincendo diversi premi tra cui tre Laurence Olivier Award (corrispettivo inglese del Tony Award). Nel 2004 si approccia al cinema con il corto Six Shooter che gli varrà il Premio Oscar al miglior cortometraggio due anni dopo. Ormai il nostro irlandese è lanciato ed eccolo quindi scrivere e dirigere il suo primo lungometraggio, In Bruges. La storia parla di due sicari (Brendan Gleeson e Colin Farrell) mandati dal loro capo (Ralph Fiennes) a Bruges in Belgio dopo una missione finita male. Scopriranno poi che il piano del boss è l’eliminazione di uno dei due.
Lo stile è lo stesso che contraddistinguerà le sue due opere successive (7 Psicopatici e appunto Tre Manifesti a Ebbing, Missouri). Anche qua abbiamo quella che potrebbe essere definita una commedia nera cui però si aggiungono diversi elementi da buddy movie. I due protagonisti sono ben delineati, così come la miriade di personaggi secondari tutti piuttosto unici e con un ruolo determinante nella vicenda. Con Tre Manifesti a Ebbing, Missouri condivide anche il rilievo dato alla questione morale, con evidenti richiami simbolici al cristianesimo. Bruges stessa ha un ruolo importante nello corso del film, utilizzata inizialmente come simbolo di una fase di stallo (una sorta di Purgatorio) diventerà motore dello sviluppo psicologico (e morale) dei due protagonisti.
Un film assolutamente da recuperare non solo per il suo innegabile valore ma anche utile per inquadrare il percorso artistico di uno degli autori più interessanti del panorama cinematografico attuale, di cui attendiamo con ansia il prossimo lavoro.

LEGGI ANCHE  Tre Manifesti a Ebbing, Missouri: la recensione

The Report di Scott Z. Burns

Adam Driver in The Report

La senatrice Dianne Feinstein chiede a un membro del suo staff, Daniel Jones, di stilare un rapporto sul programma di interrogatori e di detenzione della CIA post 11 settembre. Scoprirà tutte le varie oscenità che ben conosciamo e, quando sarà il momento di renderlo pubblico, si troverà contro sia il governo statunitense che l’agenzia di intelligence.
The Report è uno dei film più sottovalutati degli ultimi anni. Tratto da una storia vera, l’opera ha la classica struttura del film inchiesta senza disdegnare in alcune parti il thriller. Nella prima metà risiede la parte più informativa dell’opera (riesce però a evitare il didascalico) e con essa anche la parte più cruda, dove si scoprono nei flashback le varie metodologie di tortura applicate negli interrogatori e le enormi contraddizioni che vi risiedono. Nella seconda parte invece abbiamo lo scontro per rendere pubblico il fascicolo, l’ingresso vero e proprio della politica nella vicenda con tutto ciò che comporta.
L’intento di Burns, già produttore del documentario Premio Oscar Una Scomoda Verità, è evidentemente quello di spingere maggiormente sul fattore denuncia del film, sacrificando dove occorre la parte più narrativa. The Report però rimane un film estremamente solido e compatto, non scade mai in semplicismi e mantiene un buon livello di tensione per tutta la durata. Se tutto funziona bisogna però ringraziare Adam Driver. L’attore si prende sulle sue larghe spalle tutto il peso dell’opera. Il trascorrere dei 7 lunghi anni (tanto è durata la stesura del rapporto) si notano grazie al cambiamento del suo sguardo, sempre più disilluso e mortificato da quanto appreso. Un ulteriore tassello per un attore destinato a fare grandi cose.
The Report quindi è un film che va assolutamente recuperato, magari in coppia con Zero Dark Thirthy (anch’esso presente su Amazon Prime Video) per avere un quadro più ampio e dettagliato della questione.

LEGGI ANCHE  Storia di un matrimonio è il Kramer vs. Kramer del nostro millennio

Giacomo Lenzi

Giacomo Lenzi

Semplicemente appassionato ed affamato di tutto ciò che riguarda la cultura e l'arte popolare (nel senso letterale del termine): fumetti, libri, fotografia, tv e, ovviamente, cinema, che ne è il massimo esponente e la massima espressione.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments