L'incredibile storia dell'Isola delle Rose non è un caso isolato, c'è un altro esempio di isola-stato e il suo nome è Sealand

Abbiamo ancora negli occhi il film di Sidney Sibilia L’incredibile storia dell’Isola delle Rose, che narra la storia di come un’ingegnere, Giorgio Rosa, abbia costruito una propria isola nelle acque internazionali al largo di Rimini e dio come ciò abbia portato a violenti contrasti con lo Stato italiano (trovate la nostra recensione qui). Per capire a fondo ciò che il film e l’Isola delle Rose stessa ha rappresentato è bene portare alla luce un altro esempio, ovvero quello del Principato di Sealand.

Premetto che questo articolo potrebbe distruggere l’idea poetica e idealista di un’isola anarchica, sola contro uno Stato autoritario e “fascista”, idea che probabilmente in molti si sono giustamente fatti guardando il film sopracitato. 

Il precedente di Paddy Roy Bates

Perché precedente?

Perché sebbene il 2 settembre 1967 l’ingegner Rosa avesse già costruito la propria isola, ancora non aveva rivendicato, quantomeno ufficialmente, il titolo di Stato con sovranità indipendente. A farlo in tale data, prima di lui e a largo delle acqua inglesi, fu l’ex maggiore dell’esercito britannico e conduttore radiofonico Paddy Roy Bates, che dichiara l’indipendenza del Principato di Sealand. 

Ci sarebbe voluto ancora un po’ di tempo, ovvero quasi un anno (24 giugno 1968), prima che Giorgio Rosa seguisse il suo esempio.

Principato di Sealand piattaformaIl Principato di Sealand

Bates non aveva le competenze ingegneristiche di Giorgio Rosa, ma era un uomo che, avendo militato nelle fila dell’esercito, era a conoscenza dell’HM Fort Rough, piattaforma a largo delle coste inglesi, costruita nel 1942 allo scopo di proteggere il paese da eventuali attacchi tedeschi, avvisando per tempo l’esercito inglese. 

La piattaforma era stata costruita con un principio analogo a quello che poi utilizzerà Giorgio Rosa, ovvero un trasporto che ne aveva sfruttato il galleggiamento, seguito dall’affondamento intenzionale, al fine di stabilizzarla sul fondale ma lasciandone una parte emersa.

La domanda che a questo punto è lecito porsi è: “Come ha potuto il signor Bates impossessarsi di una piattaforma di difesa militare?

Il Res Nullius

Per rispondere a tale domanda è bene introdurre il concetto di Res Nullius, termine usato tuttora nel linguaggio giuridico per indicare qualcosa che non faccia parte di un patrimonio, su cui cioè nessuno abbia un diritto di proprietà e che può quindi essere acquistata per occupazione (principio che ad esempio, negli anni ’60, ha portato al tentativo argentino di conquista dell’Antartide).

La piattaforma, abbandonata da anni, aveva perso la sovranità inglese, divenendo a tutti gli effetti un Res Nullius. Tutto ciò che Bates ha dovuto fare è stato stabilirsi lì o, eventualmente, delegare qualcuno per farlo.

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Dichiarsi indipendenti è lecito?

La risposta non è univoca. Sebbene le condizioni per definire uno Stato come sovrano, nel diritto internazionale, prevedono che ci sia una popolazione permanente, un territorio definito con un governo e la capacità di entrare in relazione con altri Stati sovrani, da un punto di vista pratico ciò che ne sancisce la sovranità è il riconoscimento da parte di altri Stati sovrani: senza ciò è difficile entrare in relazione con tali Stati, venendo meno all’ultimo dei tre punti chiave.

A ciò va aggiunto che la deriva di natura lucrativa di dubbia legalità che accomuna questi stati (Isola delle Rose in primis), li rendono operazioni commerciali più che baluardi ideologici.

Radio Pirata

L’idea iniziale di Paddy Roy Bates era quella di trasmettere un programma radiofonico clandestino sulla falsa riga della celebre Radio Caroline, celebre per aver aggirato il monopolio statale sfruttando un buco nella legge: trasmettendo in acque internazionali l’unica legge alla quale la nave era sottoposta era quella dello stato di bandiera (per chi fosse interessato il film che prende ispirazione da questa vicenda è I love Radio Rock).

La preoccupazione circa la diffusione di forme di cultura non direttamente controllate dallo Stato è dimostrata anche nel film L’incredibile storia dell’Isola delle Rose, quando la prima pattuglia che scorge l’isola si avvicina per chiedere se il protagonista sta trasmettendo su una frequenza radio.

Conclusione

Al di là delle motivazioni che possono aver spinto alla creazione di questi stati indipendenti, quel che resta del Principato di Sealand, come dell’Isola delle Rose, è la sensazione impagabile di aver assistito a qualcosa di inconsueto, paradossale, tremendamente originale.

E, sebbene solo la storia è giudice unico di azioni di tale natura, nel nostro piccolo non possiamo che esserne affascinati, poiché da amanti del cinema queste tre caratteristiche sono ciò di cui ci nutriamo.

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Tommaso Serena

Tommaso Serena

Cinematograficamente onnivoro, sono cresciuto tra l'autorialità dei fratelli Coen ed i fagioli western di Bud Spencer e Terence Hill. Sogno di sceneggiare un film in cui Trinità e Bambino prendono a sberloni i responsabili del furto del proprio tappeto che "dava un tono all'ambiente".

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