La morte prematura di James Dean lo ha consacrato come Divo, ma dietro questa storia c'è quella più sinistra e macabra della sua Porsche 550 Spyder

Bello e dannato. Ribelle senza causa. Se c’è qualcuno che abbia davvero incarnato questa figura è decisamente James Dean. Il giovanissimo attore statunitense, scomparso prematuramente all’età di 24 anni, ha lasciato dietro di sé un alone di mistero. Icona e Divo per eccellenza della Hollywood anni ’50, Dean si è meritato questo titolo grazie ad una a-dir-poco-irriverente ironia della sorte.

La sua fama in vita fu determinata dalla partecipazione a sole tre, fondamentali, pellicole. La valle dell’Eden di Elia Kazan, Il gigante di George Stevens e ovviamente Gioventù bruciata di Nicholas Ray. Tramite questi tre ruoli James Dean si costruì il personaggio del giovane problematico alle prese con lo scontro generazionale di una società in evoluzione. Un personaggio che rimase inesorabilmente attaccato a quello dell’attore a causa della sua prematura morte.

Il 30 settembre 1955 James Dean infatti morì sul colpo in un fatidico incidente stradale. Una tragedia, uno scherzo del destino, una maledizione. Fatto sta che dietro alla storia dell’incidente di Dean ce n’è un’altra, più cupa e forse anche fatalmente più bizzarra. Quella della macchina che guidava l’attore proprio al momento dell’incidente: la Porsche 550 Spyder. Una storia dettata dalla sfortuna e dalla dannazione che ancora, dopo oltre sessant’anni, l’auto porta con sé. E che, esattamente come lo stesso James Dean, è entrata a far parte della Grande Mitologia di Hollywood.

 

Quel 30 settembre in cui andò tutto per il verso sbagliato

James Dean e il suo meccanico Rolf Wütherich a bordo della Porsche 550 Spyder

James Dean e il suo meccanico Rolf Wütherich sulla Porsche 550 Spyder

James Dean aveva una fortissima passione per le gare automobilistiche e in quei giorni si stava preparando per una gara che si sarebbe dovuta tenere a Salinas l’1 e il 2 ottobre. Il 30 settembre tutto era pronto per la gara: compresa la Porsche 550 Spyder  di Dean, tirata a lucido e pronta per sfrecciare per dare battaglia nelle strade della California.

Inizialmente l’auto di proprietà dell’attore, una vettura alquanto impegnativa e per questo soprannominata Little Bastard, sarebbe dovuta essere trasportata su un carrello trainato dalla Ford Country fino a destinazione. Ma il meccanico di fiducia Rolf Wütherich gli fece cambiare idea. Sarebbe infatti stato meglio fare un rodaggio pre-gara e guidare la Porsche fino a Salinas in modo da familiarizzare ulteriormente con la guida. Così i due partirono seguiti dalla Ford con a bordo Bill Hickman, il capo stuntman, e Sanford Roth, il fotografo addetto ad immortalare le imprese di Dean durante la gara.

Vicino alla cittadina di Mettler, James Dean prende una multa per eccesso di velocità, viaggiando a 105 km/h. Poco dopo una sosta per fare il pieno di benzina nelle Lost Hills. L’ultima. Solo pochi minuti dopo l’attore guida verso ovest sulla Route 466, a est di Cholame, e intravede una Ford Custom Tudor coupé che si immette nella sua stessa corsia. Dean non fa nemmeno in tempo a pronunciare la sua ultima frase, “Quel ragazzo dovrà pur fermarsi…ci vedrà!”, che la sua Little Bastard e l’auto guidata dallo studente 23enne Donald Gene Turnupseed fanno un incidente frontale.

James Dean viene sbalzato fuori dalla sua vettura e lo schianto ne provoca la morte pressoché immediata, a nulla serve il repentino trasporto nel più vicino ospedale. Wütherich se la caverà invece con una frattura alla mandibola e altre ferite più lievi.

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L’auto funesta

James Dean con la sua 130 all'ultimo rifornimento prima della morte

James Dean purante il suo ultimo rifornimento prima dell’incidente

Come abbiamo già detto, l’ultima auto posseduta da James Dean diventò anche – scusate il gusto per il macabro – una sorta di bara. Battezzata da lui stesso sia Little Bastard che 130, la Porsche 550 Spyder non aveva, nemmeno prima del tragico evento, molti estimatori.

Anzi il modello, prodotto solo in 90 esemplari, suscitava uno strano timore reverenziale. Ad esempio, la Bond girl Ursula Andress non ci è mai voluta salire. Oppure lo stesso attore britannico Alec Guinness la definì “sinistra”. Leggenda vuole che sia stato proprio l’originale Obi-Wan Kenobi a predire a Dean la sua fine quando la settimana prima della sua scomparsa disse all’attore: “Se la guidi ti ci troveranno morto nel giro di una settimana“. Un presagio particolarmente corretto e, pertanto, alquanto spaventoso.

E questo piccolo aneddoto sull’ironia della sorte del destino di James Dean si lega ad un altro curioso evento. Poco tempo prima, mentre stava concludendo le riprese de Il gigante, l’attore californiano rilasciò un’intervista a Gig Young. Interrogato sul pericolo che rappresentava guidare ad alta velocità, al posto di dire “La vita che salvate potrebbe essere la vostra”, si trovò erroneamente ad affermare “La vita che salvate potrebbe essere la mia”. A seguito della sua morte, la Warner Bros. non accettò di mandare in onda l’intervista. Il destino aveva vinto!

Ma torniamo alla nostra auto…

 

Una sfortuna inarrestabile o una leggenda ben congegnata?

James Dean alla guida della sua Porsche 550 Spyder

James Dean fermo a bordo della sua Little Bastard

Dopo l’incidente, i resti della 550 Spyder vennero venduti ad un prezzo di 2500 dollari al collezionista/customizer d’auto George Barris. Il suo scopo era quello di rivendere la Little Bastard a pezzi. Ma la compravendita non bastò per fermare la maledizione ormai per sempre attaccata a quei pezzi d’acciaio.

Subito dopo l’acquisto avvenne il primo misfatto. Mentre un meccanico stava caricando il rottame della Porsche sul proprio camion, una parte gli cadde addosso schiacciandogli le gambe. Ma non è l’unico incidente che accadde a chi venne in contatto con i pezzi della vettura.

Pare che l’officina dove l’auto di Dean fu momentaneamente risposta dopo l’incidente fu vittima di un incendio che incenerì tutto tranne la vettura. Mesi dopo invece sembra che il motore e altri componenti siano stati acquistati da due piloti amatoriali. Bene. Entrambi sarebbero stati vittime di un incidente: il primo con solo leggere fratture a seguito di vari ribaltamenti, il secondo avrebbe invece perso la vita in uno schianto frontale con un albero a bordo strada. A questi si aggiunsero altri racconti minori, e ancor meno accreditati, su gente che era solo venuta a contatto con i pezzi della 550 Spyder.

Negli anni ’60 infine venne fatto l’ultimo tentativo di liberazione da quella che pareva la maledizione della Little Bastard. L’auto di Dean venne infatti impiegata in una campagna sulla sicurezza stradale negli USA. E fu qui che la vettura mieté la sua ultima vittima. Il camionista che trasportò la Porsche di nuovo in California uscì di strada e morì schiacciato dalla stessa auto che si ribaltò su di lui. Caricata poi su un ulteriore veicolo, la Little Bastard venne rubata e scomparse per sempre.

Quanto di questi racconti sia parte della verità e quanto sia parte della leggenda non ci è dato saperlo. Ma è proprio attraverso questi racconti che si costruiscono i Miti. E questo la cara vecchia Hollywood lo sa molto bene.

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Alberto Candiani

Alberto Candiani

Un veneto esportato a Bologna, con una laurea in cinema da mostrare e molta curiosità per tutto ciò che si può vedere, leggere e ascoltare.

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