L'incredibile storia dell'Isola delle Rose arriva su Netflix, raccontandoci la storia di un uomo dai tratti geniali e la sua idea di libertà e ribellione. E ci piace un sacco!

Su Netflix trovate L’incredibile storia dell’Isola delle Rose, film diretto da Sydney Sibilia con Elio Germano che ripercorre le vicende di Giorgio Rosa, ingegnere creatore di un’isola artificiale divenuta micronazione nel Maggio del ‘68.

Trama

Giorgio Rosa (Elio Germano) è un giovane ingegnere contraddistinto da un guizzo acuto, ma nessuno dei suoi cari, tra famiglia ed ex fidanzata, Gabriella (Matilda De Angelis), crede nelle sue capacità, prendendolo più per un pazzo artistoide che altro. Ma tutto cambia quando Giorgio decide di costruire un’isola artificiale in acciaio a 6 miglia dalla costa di Rimini, fuori dalle acque nazionali.

L’incredibile, ma vera storia dell’Isola delle Rose

foto del cast de l'incredibile storia dell'isola delle roseLa vita di Giorgio Rosa narrata ne L’incredibile storia dell’Isola delle Rose è davvero straordinaria. E non stupisce che Sydney Sibilia ne sia rimasto tanto affascinato da farci un film. È bene precisare però che le vicende che vengono riportate sullo schermo sono senz’altro un po’ romanzate. Nella realtà, infatti, Giorgio Rosa, ingegnere bolognese, iniziò a pensare all’idea di costruire un’isola nel 1958, dando avvio anche ai primi sopralluoghi. Ci vollero dieci anni per dare vita alla struttura, periodo durante il quale sia la Polizia che la Capitaneria di porto di Rimini cercarono di fare luce e comprendere quanto stesse accadendo. Così Giorgio Rosa creò la sua isola di 400 metri quadrati, la quale poggiava su pilastri di cemento ed il 1 Maggio del 1968 si nominò Presidente della Repubblica Esperantista dell’Isola delle Rose. Venne istituito un Governo con cinque dipartimenti e Presidente degli stessi. Non mancarono stemma, bandiera, lingua e valuta. L’Isola delle Rose era però considerata una micronazione, ossia un’entità creata con l’intento di essere etichettata come Nazione o Stato indipendente, ma che non è riconosciuta né dai Governi né dalle maggiori organizzazioni interazionali.

Ancora genio e ribellione

elio germano nel film netflix l'incredibile storia dell'isola delle roseDopo il successo (meritatissimo) di Smetto quando voglio e sequel, Sydney Sibilia torna alla regia con questa nuova storia. Ancora una volta la sua attenzione è rivolta ad un personaggio particolarmente brillante, preparato, con guizzi costanti. Ma la sua “genialità” non è praticamente riconosciuta da nessuno. Un po’ come le innumerevoli doti e titoli dei protagonisti delle pellicole precedenti. Certo, in Smetto quando voglio la soluzione adottata era assai moralmente discutibile (nel caso non lo ricordaste, i protagonisti mettevano su un’attività di spaccio), ma anche qui è decisamente al limite di quanto consentito dalla legge e piuttosto drastica. Mentre il mondo non fa altro che ripetere a Giorgio Rosa che deve comportarsi come una persona normale – che poi qualcuno dovrebbe spiegarci cosa questo significhi – e gli ricorda che non si può costruire un mondo tutto suo, ma deve adeguarsi ai canoni della società, lui decide di andare completamente contro corrente. Per farlo coinvolge anche altri soggetti – ancora una volta, una sorta di banda – che in un modo o nell’altro, ognuno con le sue motivazioni è stanca di vivere secondo imposizioni e dogmi e necessita di una radicale evasione.

Questione d’identità

il cast de l'incredibile storia dell'isola delle rose sulla piattaformaBene, ma la domanda è: cosa spinge un essere umano a costruire un’Isola tutta sua? O forse, meglio formulata, cosa spinge un essere umano a muoversi oltre i confini – in tutti i sensi – di una società, delle richieste di genitori e di un’ex fidanzata? È questione d’identità. Quell’Isola è il riconoscimento completo di un uomo fuori dagli schemi, che per questo fugge dai confini nei quali è segregato, dove la possibilità di esprimersi, negata dall’insuperabile incomprensibilità degli affetti, è massima. Non solo, ma viene anche apprezzata da tutti coloro che non si sentono capiti. Sono gli anni delle contestazioni, degli scontri, delle agitazioni di massa, delle rivoluzioni. Anni in cui il sentimento di ribellione è al punto massimo. L’incredibile storia dell’Isola delle Rose racconta un pensiero e quindi uno status di un uomo che si identifica in qualcosa di svincolato da quanto richiesto, differente da quello standard e pertanto rendendolo finalmente libero. A questo aggiungiamoci anche una buona dose di amore e voglia di dimostrare alla donna che Giorgio desidera riconquistare e la risposta alla domanda iniziale sarà servita. A tal proposito, è un peccato che a causa del preponderante focus sul rapporto fra i due giovani innamorati, si possa pensare che il tutto sia mosso dal sentimento sotteso, sicuramente presente e di forte influenza, ma senza dubbio non il motore di azione principale.

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Stato nemico vs Uomo libero

francesco bentivoglio in una scena del film l'incredibile storia dell'isola delle roseIn questo profilo ritratto da Sibilia, vi è un ampio spazio dedicato alla gestione da parte dello Stato italiano, guidato dal secondo Governo Leone. Il più grande male commesso da Giorgio Rosa, a prescindere dalle questioni legali, è quello di svincolarsi dal controllo e di creare una fila di seguaci pronti addirittura a cambiare cittadinanza e mollare tutto. L’incredibile storia dell’Isola delle Rose descrive bene il caos dello Stato quando perde il controllo, quando emerge l’ipotesi di una libertà collettiva, minacciando autorità, potere e rispetto delle regole. E forse sarebbe stato interessante scavare ancora più nel profondo nel rapporto fra il sognatore del sessantotto e il nemico; scontro un po’ offuscato dalla caricatura di Francesco Bentivoglio, nonostante la sua interpretazione sia notevole e dia qualcosa in più alla pellicola.

Concludendo, ci piace un sacco

poster l'incredibile storia dell'isola delle roseNe L’incredibile storia dell’Isola delle Rose c’è molto meno spazio per le risate rispetto alle pellicole precedenti di Sibilia. Una commedia molto equilibrata, dunque, ma in cui la risata resta sempre in sordina, annebbiata dal profondo senso di malinconia che emerge costantemente. L’attenzione del regista è tutta concentrata sul suo protagonista e sulle decisioni del Governo Leone e per farci rivivere le sensazioni dell’epoca ci immerge dritti dritti in quelle atmosfere, fra canzoni passate in radio ed abbigliamento tipico. In questo senso anche la fotografia dai colori così candidi ne ricalca i segni particolari. Anche il cast è assolutamente all’altezza: il genio ribelle di Elio Germano – uomo dell’anno del cinema italianoLuca Zingaretti in un meraviglioso Presidente Leone, Francesco Bentivoglio, presenza nemica maggiormente presente, e Matilda De Angelis. Insomma, la pellicola di Sidney Sibilia si svincola un po’ dal ritmo incalzante del passato e racconta una storia equilibrata che ci piace un sacco, in cui la chiosa è che “l’importate è cambiare il mondo o almeno provarci”.

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Giulia Leto

Giulia Leto

Appassionata di cinema, musica, arte, letteratura e tutto quello che l'essere umano può esprimere.

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Randolph Carter
Randolph Carter
1 mese fa

Io ho amato il film molto meno di voi, metto tre punti per spiegarvi il mio punto di vista. 1. Temo che l’ideale che perseguiva l’Isola delle Rose era molto più vicino a San Marino (ed alla sua fiscalità agevolata) che agli ideali del ’68. Non a caso la trama cambia il personaggio (era già sposato, con figli ed era un imprenditore edile) e romanza gli eventi (il viaggio a Strasburgo, il cannoneggiamento). 2. Il film spiega a cosa servisse creare l’isola? In che modo il film risponde all’uomo in nero che chiede cosa si può fare sull’isola che che… Leggi il resto »