Su Netflix arriva Voglio mangiare il tuo pancreas, un film delicato che omaggia la vita e l'importanza dei rapporti. Da non perdere!

Questo mese Netflix ha deciso di farci un regalo degno di nota inserendo nel Catalogo un titolo che celebra la vita, la sua bellezza e l’importanza dei rapporti. Stiamo parlando di Voglio mangiare il tuo pancreas, pellicola del 2018 di Shinichiro Ushijima e tratta dall’omonimo romanzo di Yoru Sumino del 2014, dal quale sono nati inoltre un manga ed un live action. Un film anime arrivato anche nelle sale cinematografiche a Gennaio 2019 grazie a Nexo Digital e che ora, finalmente, potrà essere recuperato da tutti sulla piattaforma streaming.

“Voglio mangiare il tuo pancreas”

haruki in voglio mangiare il tuo pancreas con cravatta seduto su una panchinaLa fine del percorso di Voglio mangiare il tuo pancreas la conosciamo sin dal principio, quello che dobbiamo scoprire è tutto il viaggio che condurrà all’ultima fermata del treno. I protagonisti della pellicola sono Haruki Shiga e Sakura Yamauchi, due giovani studenti delle superiori; personaggi apparentemente opposti, che sulla carta non hanno molto da spartire. Lui introverso, timido, senza amici, mentre lei solare, allegra, con affetti stabili. Un giorno Haruki trova per caso un diario e mosso dalla curiosità di leggere, lo apre e scopre che la proprietaria di quel libricino, Sakura, è gravemente malata al pancreas e che non le rimane molto da vivere. Inizia così un viaggio delicato, commovente, un omaggio all’esistenza umana e all’importanza degli affetti.

“Come i ciliegi aspettano la primavera”

haruki e sakura camminano in giardino con lo zainoIniziamo quest’analisi dall’elemento primario: la scelta del titolo. Voglio mangiare il tuo pancreas è un’espressione che nasce da una credenza giapponese, secondo la quale mangiare una parte del corpo di una persona a cui si tiene, può aiutare a curare l’individuo in questione. Un atto d’amore presente per tutta la durata del film e che diventa il substrato di quello che i due giovani rappresenteranno l’uno per l’altra.

È Sakura – nome che in giapponese significa ciliegi – a rivolgere la richiesta di essere accompagnata con spensieratezza verso il traguardo finale. Desiderio espresso con lucida consapevolezza ed al contempo folle paura che viene costantemente esorcizzata. Sakura vuole vivere quanto le rimane scandendo e scoprendo la quotidianità fatta di realtà semplici, come guardare i fuochi d’artificio di notte, mentre il mondo è fermo. Vuole raccontarsi, giocare e farsi conoscere e soprattutto teme fortemente di poter essere trattata come una persona malata e al termine della vita. È consapevole di quello a cui andrà incontro, ma sa che svelando il suo segreto anche alle amiche più intime, quelle di sempre, queste accentuerebbero la tragicità della circostanza e nei loro occhi, invece che la ricercata spensieratezza di Haruki, figurerebbe solo preoccupazione. La leggerezza che richiede la protagonista di Voglio mangiare il tuo pancreas può risiedere solo nel giovane ragazzo, non abituato ad avere rapporti sociali, privo di affetti e quindi incapace di gestire le relazioni.

Dall’altra parte, Haruki – nome che in giapponese significa primavera – accetta ed accoglie la sua volontà, diventando piano piano un punto di riferimento essenziale per la ragazza e soprattutto, dopo aver compreso nel profondo la paura della giovane e l’importanza che lui ricopre, facendola sentire essenziale. Esattamente come la primavera per i ciliegi. L’esplosione dei fiori, che fa da sfondo per tutta la pellicola, è il simbolo chiaro della rinascita e della necessità. Haruki, grazie all’intervento di Sakura, è come se risorgesse e cominciasse una nuova vita – in questo senso, si rimanda all’ultima scena. Lei, invece, ha l’opportunità di continuare a sorridere e vivere raggiungendo i traguardi che ancora non aveva tagliato.

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Un legame di amore? Sì, senza dubbio, ma non nel senso di coppia. L’amore è senza dubbio centrale, ma è completo, a 360° gradi, racchiudendo il sentimento di due giovani, di due amici, di due che si sarebbero potuti fidanzare. Di due che fondamentalmente si vogliono bene e che si (ri)danno dignità e speranza vicendevolmente. Il livello più alto del sentimento umano.

In sintesi, il loro legame va oltre e le ultime intenzioni di Sakura divengono una crescita personale ed indispensabile anche per Haruki, che abbandona mano mano le vesti del ragazzo chiuso in grado di fare amicizia solo con un ammasso di libri, sbocciando come un fiore di ciliegio. Una storia di formazione genuina, semplice nel suo genere, che con delicatezza e profondità fa riflettere tutti noi sull’importanza dei legami.

“Vivere è ricambiare l’affetto di qualcuno”

i protagonisti di voglio mangiare il tuo pancreas con i iliegi e cappottiQuindi alla fine dei giochi, cosa conta davvero in questa esistenza? Cosa significa vivere? Per Sakura corrisponde a ricambiare l’affetto di qualcuno. Apprezzare, amare, provare sentimenti, divertirsi, stare insieme. Vivere è relazione, indispensabile per comprendere la vera essenza del percorso.

Mostrando forza e voglia di assaporare le cose più belle dell’esistenza, Sakura insegna a Haruki, diventando necessaria e lo fa cercando di captare e cogliere ogni ultima opportunità e istante che la vita le regala. In definitiva, Sakura sta per abbandonare la terra e insegna a vivere e ricercare la felicità a chi invece continuerà il suo percorso, mentre Haruki la accompagna dolcemente verso il tramonto.

L’animazione di Voglio mangiare il tuo pancreas rispecchia esattamente la storia, quindi risulta tendenzialmente semplice, con immagini di paesaggi che spaziano dai colori pastello dei fiori dei ciliegi all’esplosione dei fuochi d’artificio. Sì, è vero, la storia non è niente di così originale, anzi, la sceneggiatura poggia solo sui due personaggi principali e sfiorando appena il dolore materno o dell’amica del cuore. Tuttavia il risultato finale di Voglio mangiare il tuo pancreas è equilibrato ed estremamente delicato, strappalacrime ma senza esagerare, romantico ma non troppo, che invita a riflettere su tante tematiche. Insomma, da non perdere.

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Giulia Leto

Giulia Leto

Appassionata di cinema, musica, arte, letteratura e tutto quello che l'essere umano può esprimere.

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