Dopo l'interpretazione del protagonista gay nel suo Falling, Viggo Mortensen risponde a tono alle critiche ricevute

Da qualche anno, nel mondo hollywoodiano, si sono sollevate molte critiche volte all’inclusione di attori LGBTQI+ nell’industria. In particolare fortemente criticata è la scelta di far interpretare ad attori eterosessuali dei ruoli di personaggi LGBTQI+. Proprio in questo sembra essere “caduto” anche Viggo Mortensen che si è scritturato nel ruolo del figlio gay nel suo film Falling. La decisione è stata accolta da moltissime polemiche a cui l’attore ha risposto a tono.

Falling è il primo film diretto da Viggo Mortensen. E nella pellicola, presentata all’ultima edizione del Toronto Film Festival, egli interpreta un uomo gay che si trova a dover gestire la sua paternità solitaria e un padre con la demenza. L’attore ha risposto alle critiche mossegli a tal proposito dal pubblico e dalla critica durante un’intervista rilasciata al The Times e poi riportata da The Playlist.

John e il padre Willis in una scena del film falling

 

“Guarda, questi sono i tempi in cui viviamo, e francamente ritengo che sia salutare il fatto che vengano evidenziate queste criticità. La risposta breve, per quanto mi riguarda, è che non ho pensato fosse un problema. Ci sono persone che mi chiedono: “E cosa dici di Terry Chen (che interpreta mio marito nel film)? È omosessuale?” E la risposta è: non ne ho idea, non avrei mai il coraggio di chiedere esplicitamente a qualcuno, durante un casting, se è omosessuale. E poi… cosa ne sapete della mia vita? Date per scontato che io sia completamente eterosessuale. Forse lo sono, forse non lo sono. Francamente, non è un vostro problema. Voglio che il mio film funzioni, e voglio che il personaggio di John sia efficace. Quindi ho pensato che non sarebbe stata una buona idea se non l’avessi fatto.”

Ecco la sinossi ufficiale di Falling: “John (Viggo Mortensen) vive con il suo compagno Eric (Terry Chen) e la loro figlia Monica (Gabby Velis) in California, lontano dalla tradizionale vita rurale che si è lasciato alle spalle anni fa. Suo padre Willis (Lance Henriksen), un uomo testardo appartenente a un’era ormai svanita, vive da solo nell’isolata fattoria dove John è cresciuto. Le condizioni mentali di Willis stanno peggiorando, quindi John decide di portarlo a ovest con lui, sperando di trovargli una casa vicino a lui e a sua sorella Sarah (Laura Linney). Le loro migliori intenzioni vanno a scontrarsi con il rabbioso rifiuto di Willis di cambiare il suo stile di vita.”

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Alberto Candiani

Alberto Candiani

Un veneto esportato a Bologna, con una laurea in cinema da mostrare e molta curiosità per tutto ciò che si può vedere, leggere e ascoltare.

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