Il 2020 è stato un anno terribile per l'industria cinematografica e la major ha Hollywood si apprestano a fare tagli ingenti al personale.

Se il 2019 si era chiuso con un segno positivo per tutta l’industria cinematografica mondiale, lo stesso non si può certo dire per il 2020. La pandemia ha infatti avuto notevoli conseguenze negative, che hanno imposto una riorganizzazione totale del settore, impreparato ad affrontare una crisi di queste dimensioni. Per questo, molte major di Hollywood si sono ritrovate a fare dei veri e propri licenziamenti di massa.

A fare il punto sull’allarmante situazione è Variety. La testata americana infatti ha mostrato come la combinazione di una riorganizzazione del settore (solo in parte dovuta alla pandemia di Coronavirus), unita alla chiusura di cinema e parchi a tema, stia interessando l’intera Hollywood. Al momento tutti, sia major che piccoli canali televisivi, stanno eseguendo licenziamenti a tutti i livelli.

NBC/Universal e Warner Bros., dopo il lancio delle loro piattaforme streaming, hanno dovuto necessariamente apportare delle modifiche al personale. Viacom/CBS ha accennato più e più volte di essere in un forte regime di austerity. Non meglio se la passano AMC, Discovery, Sony Pictures e Lionsgate che hanno già eseguito i tanto temuti tagli di personale.

In molti analisti dei modelli finanziari di Hollywood come Michael Nathanson incolpano anche le major di un sostanziale ritardo nella ri-pianificazione del nuovo assetto. “Da tempo preannunciavamo che gli studios avrebbero dovuto ripensare ai loro modelli di business, ora lo stanno facendo. Queste compagnie avrebbero dovuto pianificare questo cambio di paradigmi ben prima.” Per affrontare la crisi in molti hanno eseguito fusioni e passaggi di proprietà.

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Caso diverso è quello di Disney, dato che è l’unica a non essere controllata da altre corporation. Nonostante avesse già da tempo riorganizzato il suo piano business in relazione all’uscita del suo servizio di streaming, ha annunciato il licenziamento di ben 32.000 persone. Questi licenziamenti si concretizzeranno solo nella prima parte del 2021, ma al momento risultano già in “congedo non retribuito” 37.000 dipendenti. La mossa, adottata già ad inizio pandemia, è dovuta principalmente alla chiusura prolungata dei parchi a tema.

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Alberto Candiani

Alberto Candiani

Un veneto esportato a Bologna, con una laurea in cinema da mostrare e molta curiosità per tutto ciò che si può vedere, leggere e ascoltare.

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