Il pianeta del tesoro vanta un doppio “primato”: da una parte è considerato uno dei maggiori flop della storia della Walt Disney, con un guadagno di circa 110 milioni di dollari a fronte di un costo di 140 milioni, ma dall’altra è anche considerato, sia dal pubblico che dalla critica, uno dei lungometraggi più sottovalutati della Casa di Topolino.

Per chi non lo ricordasse, Il pianeta del tesoro è un film d’animazione del 2002 diretto da John Musker e Ron Clements tratto dal romanzo L’isola del tesoro di Robert Louis Stevenson. Glen Keane, uno dei capi-animatori del lungometraggio, parlando con Vulture circa le motivazioni alla base del flop e la rabbia conseguente, ha dichiarato: “Misi cuore e anima nella creazione di quel Long John Silver. E poi c’era la connessione di computer grafica e animazione a mano libera in un unico personaggio. Avvertivo che definiva tutto ciò che sono come animatore: cuore, passione, umorismo, sostanza. Tutto in quel personaggio. E vederlo sacrificato in una battaglia politica tra Michael [Eisner, CEO della Disney all’epoca dei fatti, ndr] e Roy [E. Disney, ndr] in quel periodo, in cui il film fu liquidato come “in perdita”, dopo penso nemmeno due settimane… nessuno andò a vederlo e devo ammettere, è uno dei film animati più belli. Silver aveva un’autenticità che a mio avviso era davvero rimarchevole”.

il pianeta del tesoro

Insomma, dopo anni Glen Keane è finalmente riuscito a dare alcune delle sue personali spiegazioni a quel celebre flop che rimarrà impresso per sempre nella storia di Walt Disney, rimarcando però quanto lavoro ci fosse dietro quel lungometraggio e soprattutto quanta passione e amore.

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E voi ricordate Il pianeta del tesoro? È stato sottovalutato? Che cosa ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti.

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Giulia Leto

Giulia Leto

Appassionata di cinema, musica, arte, letteratura e tutto quello che l'essere umano può esprimere.

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