La decisione di chiudere le sale cinematografiche e i teatri operata dal Governo italiano per fronteggiare la pandemia di coronavirus che sta tornando a toccare picchi di contagio visti in primavera ha suscitato numerose proteste da parte dei lavoratori dello spettacolo. Nelle ultime ore si sono susseguite dichiarazioni di attori, registi e proprietari di sale cinematografiche e teatri che hanno messo in dubbio l’utilità di chiudere dei luoghi in cui, dalla riapertura avvenuta a giugno, non vi è mai stato alcun focolaio.

Un multisala nella provincia di Lecce ha violato le normative elencate nell’ultimo DPCM in un atto di disobbedienza civile, sostenendo che la chiusura delle sale non è supportata da dati scientifici adeguati.
L’ANICA (Associazione nazionale industrie cinematografiche audiovisive e multimediali) in un comunicato ufficiale ha invece così sottolineato:

Ricordiamo che le sale cinematografiche hanno scrupolosamente applicato in questi mesi protocolli severi, elaborati grazie alla collaborazione tra istituzioni e associazioni di categoria, riuscendo così a garantire la sicurezza degli spettatori e trasformando le sale in luoghi a contagio zero”.

Sono invece molti, fra attori e registi, a manifestare il proprio dissenso sui social chiedendo al Governo di ritornare sui propri passi e rivedere le norme per evitare che si verifichi un vero e proprio disastro in un settore che più di molti altri ha sofferto la crisi causata dal coronavirus.
Il regista Marco Bellocchio, fra i firmatari di una lettera contro la chiusura di cinema e sale inviata al ministro Franceschini, intervistato da La Repubblica, ha così affermato:

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“Durante la Seconda Guerra Mondiale il cinema non si è fermato. Anche sotto le bombe le persone hanno continuato ad andare in sala. Il cinema è un bene primario e un grande simbolo, una possibilità di sogno e di speranza.”

Molti altri sono i volti, fra i più noti a quelli meno noti, che si sono detti contrari alle norme espresse nell’ultimo DPCM firmato dal Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte.
Nelle ultime ore, inoltre circola una petizione di Culturae Italiae che ha già raccolto più di 70.000 firme per spronare il Governo ad annullare una chiusura che avrà conseguenze catastrofiche sulle sale cinematografiche.

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Arturo Garavaglia

Arturo Garavaglia

Grande appassionato di cinema orientale, apprezzo film di ogni tipo e di ogni genere, dai cult ai "mattoni" filippini. Non bisogna mai porre limiti alla propria curiosità e lasciare che i pregiudizi ci influenzino.

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