The Boys è una delle serie televisive di maggior successo degli ultimi anni. Prodotta da Amazon Prime Video, la serie tratta dai fumetti di Garth Ennis è riuscita ad attrarre un gran numero di pubblico grazie a una storia totalmente sopra le righe che non omette mai la satira ai costumi e alle abitudini del mondo americano e al business che la produzione di film su supereroi genera.
Con un cast pieno di volti esperti che affiancano attori più giovani risalta fra tutti Antony Starr che nella serie si trova a interpretare il personaggio di Patriota, il capo dei 7 supereroi “bandiera” della Vought.

In sole due stagioni Patriota è riuscito ad attrarsi le simpatie di gran parte del pubblico della serie e, a seconda stagione appena terminata, si può tranquillamente affermare che sia lui il personaggio che nel corso degli episodi riesce a dare quel guizzo in più, quello “scossone” alla narrazione che permette a essa di non ristagnare. Cerchiamo di capire il motivo del successo che Patriota ha avuto e cosa segna il suo ruolo di “villain” nel mondo delle serie tv americane.

Un cattivo tormentato

patriota

Il topos del nemico che “ha un perchè” è comune nel cinema e nel mondo delle serie tv da molti decenni. La caratterizzazione dei personaggi negativi, che non sono solo monocromi, ha portato via via gli spettatori a poter empatizzare sempre di più con loro e, di conseguenza, a seguire con più interesse le loro azioni e le loro evoluzioni. Il motore e il motivo di successo di una serie è infatti da molti anni dovuto proprio alla caratterizzazione non solo del protagonista, ma, soprattutto, dell’antagonista.
A differenza di un film, infatti, una serie si dipana su più episodi e su molti più eventi e, per tenere viva l’attenzione e l’interesse di uno spettatore, occorre approfondire sempre di più i personaggi per far sì che essi vivano un’evoluzione (o un involuzione).

Patriota è un personaggio che sembra in continuazione evolvere per poi involvere nel corso degli episodi. Il motivo di ciò risiede nella sua psicologia tanto semplice da capire, quanto complessa da rappresentare.
Patriota è, a tutti gli effetti, un dio. Non ha limiti, non c’è nessuno più forte di lui, può apparentemente avere tutto, ma vive lo stesso un tormento interiore, il tormento dato dall’essere nato artificialmente, dal non aver avuto padre e madre, dall’essere solamente un esperimento riuscito creato e pensato per dominare.

L’assenza di figure genitoriali

patriota

La mancanza di una figura materna si riflette nel corso delle due stagioni di The Boys nel suo cercare un rapporto con figure femminili che gli facciano da madre e da amante. Il personaggio vive quel celebre complesso di Edipo, un complesso che lo rende, pur in età adulta, quel perverso polimorfo che Freud immaginava potesse essere un bambino nella fase dell’infanzia.
Ed effettivamente Patriota è un perverso polimorfo. E’ un personaggio che, come un bambino, ha bisogno di avere persone accanto che si congratulino con lui e ha necessità di scoprire una sessualità violenta che non è mai riuscito a espellere da un’infanzia non vissuta.

Se nella prima stagione troverà nel ruolo di madre e amante in Madelyn Stillwell e si sentirà tradito da lei proprio per le attenzioni che ella dedicherà al figlio, nella seconda stagione troverà nello stesso ruolo Stormfront che eserciterà su di lui un controllo pari a quello di una figura materna e che garantirà a Patriota, a differenza della Stillwell, di sfogare le fantasie sessuali più sfrenate.

L’assenza di una figura paterna non è però da lasciare in secondo piano. Il fatto che Patriota sia cresciuto senza un padre si ripercuote sulla sua totale assenza di un’etica e di una morale. Nella crescita un bambino assume infatti un modello di comportamento (sia esso positivo o negativo) grazie alla figura mediatrice di un padre.
Il bambino infatti assorbe dal padre un’autorità e un insieme di valori che andranno a formare la sua etica e il suo modo di agire una volta divenuto adulto.
Patriota non ha avuto un padre e, di conseguenza, non ha limiti, non ha morale e non ha un modello di comportamento. E’, in parole povere, totalmente folle.

LEGGI ANCHE  Netflix e lo streaming sono un bene o male per il Cinema?

La follia di Patriota

patriota

La follia del personaggio interpretato da Antony Starr è una follia che lo spettatore può arrivare a comprendere. Il disagio di Patriota, che assume connotati sia tragici sia grotteschi, è capito dal pubblico che riesce a capire l’origine del male in un trauma infantile. Grazie a ciò lo spettatore riesce a empatizzare, a entrare in sintonia con il personaggio e, quindi, a capire alla perfezione le sue folli azioni.
Grazie alla “comprensione” delle azioni di Patriota lo spettatore trova nel personaggio una comfort-zone all’interno di una serie ricca di colpi di scena e ribaltamenti, una comfort-zone che però non smette mai di rivelare nuove ombre e nuove follie e che è quindi in grado di rinnovarsi in continuazione pur mantenendo salde le proprie premesse.
Vedendo un episodio di The Boys ho come unica certezza che Patriota farà qualcosa di assurdo. Il non sapere cosa farà mi spinge ad avere curiosità e ad aspettare, nel corso dell’episodio, quel momento.

Il populismo

patriota

Era il 1975 quando Robert Altman “portò” in scena con Nashville il personaggio di Hal Philip Walker, l’invisibile candidato presidente degli Stati Uniti che, con la forza dei suoi discorsi populisti, riusciva a muovere le masse.
Patriota è una sorta di Hal Philip Walker trasportato nella contemporaneità americana. Un personaggio specchio di una politica (non solo americana) che si muove nel terreno propaganda di idee e parole prive di alcun significato, ma utili solo ad agitare le folle.

Il populismo di Patriota ha tuttavia radice non solo nella propaganda, ma nel pensiero comune dell’americano medio. Le parole di Patriota sono espressione del pensiero profondamente nazionalista che ogni americano, a prescindere dallo schieramento politico, professa.
La superiorità degli Stati Uniti, il “prima gli americani”, il senso di elevazione rispetto al resto del mondo è un modo di pensare che è ancora ben insito nella società statunitense, un modo di intendere le cose che leader populistici risvegliano, non creano.
Patriota non è quindi, più che populista, è l’incarnazione degli Stati Uniti. E’ il Superman vero. Eì il Capitan America che si copre di valori solo all’apparenza universali che incarna in realtà un’ideale di supremazia.

Antony Starr

patriota

Non si può concludere la disamina del personaggio di Patriota senza soffermarsi sull’indiscussa abilità del suo interprete. Antony Starr ha infatti tutto ciò che serve per portare in scena il personaggio e la sua prova in The Boys emerge di gran lunga sopra tutte le altre pur’ottime prove degli altri attori.
Nella seconda stagione di The Boys, in particolare, in molti episodi si evidenzia appieno tutta l’abilità dell’attore nell’aderire alla perfezione a un personaggio dalla psicologia distorta come Patriota.

L’espressività dell’attore neozelandese riesce a proiettare sul volto di Patriota una serie di sensazioni e di emozioni così contrastanti e così distanti fra di loro da rendere quasi impossibile la loro identificazione. Lo sguardo, il corpo, le inclinazioni del volto e della bocca, restituiscono appieno allo spettatore il senso di un personaggio tormentato, folle e in balìa delle più varie pulsioni.
Di fronte a tutto ciò sarebbe davvero un peccato non vedere l’attore premiato con un Emmy.
Noi, intanto, ci auguriamo di vedere in futuro Antony Starr più spesso sul grande schermo dove, dopo il successo e l’abilità dimostrata nel portare in scena Patriota, difficilmente potrà sfigurare.

Per altri approfondimenti continuate a seguirci su CiakClub.it

Arturo Garavaglia

Arturo Garavaglia

Grande appassionato di cinema orientale, apprezzo film di ogni tipo e di ogni genere, dai cult ai "mattoni" filippini. Non bisogna mai porre limiti alla propria curiosità e lasciare che i pregiudizi ci influenzino.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments