Sacha Baron Cohen attacca Facebook: “avrebbe permesso ad Hitler di fare annunci antisemiti”

Sacha Baron Cohen si è schierato contro la politica troppo morbida usata da Facebook nei confronti di post razzisti o falsi.

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2006

Sacha Baron Cohen ha puntato il dito contro Facebook, accusandolo di gestire male i contenuti razzisti che vengono condivisi. Secondo l’attore, se fosse esistito negli anni 30 Facebook avrebbe permesso che Hitler condividesse contenuti antisemiti, senza violare le linee guida della piattaforma.

Nell’attesa di Borat 2, Sacha Baron Cohen ha deciso di alzare la voce contro il famoso social network. L’attore ha detto di sentirsi obbligato a condannare Facebook per la sua gestione “assurda” dei post negazionisti dell’Olocausto o dei contenuti razzisti, che sarebbero una minaccia per la democrazia.

baron cohen

Negli scorsi mesi durante la Anti-Defamation League a New York City, Baron Cohen ha tenuto un discorso in cui si è detto tubato della posizione che Facebook ha assunto contro il controllo della veridicità degli annunci politici. Mark Zuckerberg ha infatti preferito lasciare agli utenti la responsabilità di decidere se gli annunci politici fossero veri o meno. In quella occasione Baron Cohen aveva dichiarato: “Se Facebook fosse esistito negli anni ’30, avrebbe permesso a Adolf Hitler di pubblicare annunci di 30 secondi sulla sua ‘soluzione’ al ‘problema ebraico”.

Questa settimana l’attore è tornato sull’argomento, specificando che discorsi di questo calibro sono fuori dalla sua “zona di comfort”. Ha sottolineato che solitamente preferisce non trattare argomenti politici in modo serio. In questo caso ha però deciso di fare un’eccezione, come ha spiegato al Times“Era la prima volta che tenevo un discorso importante ma mi sento tutt’ora come se dovessi suonare il campanello d’allarme e dire che la democrazia è messa seriamente in pericolo quest’anno”.

Ha poi aggiunto “Ho sentito che, anche se quella mossa avrebbe distrutto la mia carriera e le persone sarebbero venute da me e avrebbero detto cose tipo ‘Stai zitto, l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno è un’altra celebrità che ci dica cosa fare’. Capisco perfettamente le persone che lo fanno e sentivo di doverlo fare per vivere in pace con me stesso“.

In realtà Mark Zuckerberg, dopo le numerose critiche ricevute, ha deciso di applicare politiche di moderazione dei contenuti più forti. Dalla scorsa settimana ha deciso di vietare tutti i contenuti che negano o distorcono informazioni sull’Olocausto.

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