Le conseguenze dell’amore: Sorrentino prima dell’Oscar

Le conseguenze dell'amore di Sorrentino è disponibile su Netflix. Ripercorriamo insieme alcuni punti fondamentali di un'opera essenziale del regista Premio Oscar.

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le conseguenze dell'amore

Nel Catalogo Netflix di questo mese trovate Le conseguenze dell’amore, secondo film del regista Premio Oscar Paolo Sorrentino, presentato in concorso al 57esimo Festival di Cannes del 2004. Con quest’opera si consolida ancora di più la collaborazione con colui che diventerà negli anni il suo attore feticcio, Toni Servillo e il regista perfezionerà ancor di più il suo stile, conquistando pubblico e critica.

“Progetti per il futuro: non sottovalutare le conseguenze dell’amore”

le conseguenze dell'amore

Ne Le conseguenze dell’amore scopriamo la vita di Titta di Girolamo (Toni Servillo), un ex commercialista della mafia dal nome frivolo, il quale, dopo aver sbagliato un lavoro per la malavita, viene costretto a trascorrere la sua esistenza in un albergo in Svizzera. La vita di Titta non vede germogli, non ha colori. Annebbiato dal fumo della sua sigaretta, scandisce il tempo con abitudini ferree, consegnando con cadenza regolare delle valigette contenenti denaro in banca, assumendo eroina ogni mercoledì mattina alle 10 e cercando un contatto – invano – con i figli. A Titta non rimane altro che osservare, commentare fra sé e sé quel poco mondo che lo circonda e giocare a carte con una coppia, Carlo (Raffaele Pisu) e Isabella (Angela Goodwin), che vive di ricordi e immagini ormai evanescenti.

“Ci vuole coraggio a morire in modo rocambolesco”

le conseguenze dell'amore

Le conseguenze dell’amore è la seconda opera del regista partenopeo, nata a distanza di tre anni dal film di esordio L’uomo in più. Si presenta come un noir dai toni cupi, pacati, grigiastri, in cui per la maggior parte dello scorrere dei minuti, il tempo è altrettanto equilibrato. Basta poco però per comprendere che in realtà la protagonista assoluta del lungometraggio sorrentiniano è quella sensazione di gravosità della vita rappresentata da Toni Servillo.

Titta di Girolamo, alla soglia dei 50, non ha più stimoli, non ha immaginazione. Può solo rimuginare sul passato, vivere un presente immobile e attendere un futuro inesistente. La sua vita priva di fervore, subirà una sterzata radicale solo grazie alle conseguenze dell’amore che ribalteranno il suo corso. “Forse sedermi a questo bancone è la cosa più pericolosa che ho fatto in tutta la mia vita”.

Titta prende in mano la sua vita, non si lascia più trasportare dagli eventi – l’evocativo nastro meccanico che lo accompagna nella prima scena – si avvicina alla barista, si ribella alla truffa costante di Carlo a carte, rompe la monotonia con l’eroina, racconta i suoi segreti. Il risultato è quello di uno straordinario quadro di solitudine e amarezza che si disintegra grazie a una spinta nel vuoto data appunto dal sentimento. Allo stesso tempo, alcuni elementi conferiscono all’opera un valore aggiunto, dettato dalla maestria del regista che si fa sempre più spazio nel panorama cinematografico.

Sorrentino aveva già conquistato pubblico e critica con il più che riuscito film precedente, ma con Le conseguenze dell’amore compie infatti un passo ulteriore. Primo elemento che gioca a favore è l’interpretazione magistrale di Servillo che riesce a dare forma a un personaggio calamita, contornato da mistero e profonda tristezza come quello di Titta. Lo stile del regista si perfeziona, curando prima la sceneggiatura e poi mostrando un’ottima dimestichezza con la macchina da presa, con inquadrature eleganti e simmetriche.

“Non sono mai stato amato da nessuno, io”

le conseguenze dell'amore

Titta di Girolamo è un uomo di Sorrentino par excellance. È solo, roso da rimpianti, infelice, senza appigli. Osserva e riflette segregato in un albergo sconfinato in Svizzera, fra stanze e garage che sono l’emblema della desolazione. È il preludio della camminata fredda e gobba di Andreotti ne Il Divo, la considerazione sulla pochezza cosmica di Jep Gambardella, l’infinito e profondo senso di vuoto psico-sociale, come disse Servillo, di Berlusconi.

L’interesse sorrentiano per le vite e società decanti è il marchio di fabbrica di un lavoro che negli anni si è affinato, diventando sempre più ricercato e indelebile. Quello che rimane di questi personaggi sono i pochi punti di riferimento, tutti – o quasi – appartenenti alle famose radici decantate ne La Grande Bellezza. Così, l’ultimo pensiero di Titta di Girolamo è rivolto al suo migliore amico, il puro Dino Giuffrè, che anche se non vede e non sente da anni rimane il legame più stabile che ha e la speranza che qualcuno possa ancora volergli bene.

“Quando si è amici una volta, lo si è per tutta la vita”

le conseguenze dell'amore

Le conseguenze dell’amore rappresenta il secondo importante tassello della carriera di Sorrentino, segnata in gran parte da una forte collaborazione con Toni Servillo, volto di riferimento costante del regista. Il loro matrimonio cinematografico nasce con L’uomo in più, passa da qui, scorre verso La Grande Bellezza trionfando agli Oscar, sfocia nella rappresentazione di Andreotti ne Il Divo e termina – per il momento – con i due tempi di Loro, mettendo in scena Silvio Berlusconi.

A tal proposito, vi riporto qualche parola che scrissi tempo fa che racchiude tutto il mio pensiero circa questa favolosa coppia che ogni volta è in grado di stupirci: “Il sentimento sorrentiano e di conseguenza il suo obiettivo cinematografico è a tratti semplice, ma favolosamente contorto e Servillo è l’uomo (giusto per seguire l’intento del maestro) che sa meglio dare vita e armonia a tutto questo. È la sua parte mancante che lo riporta con i piedi per terra quando viaggia nel suo meraviglioso mondo fatto solo di estro. È la voce narrante della sua mente, che agli occhi di chi lo ascolta appare quasi volante. Sono i padroni di un cinema vero, che si discosta da quello finto impegnato che in molti tentano di imitare. Servillo è l’interprete perfetto per quelle lunghe camminate che ogni volta Sorrentino mette in scena; quei monologhi interiori dalla cadenza regolare che giungono come un pugnale al cuore di chi osserva e ascolta. Un matrimonio, dunque, che ci ha regalato grandi emozioni e profonda verità e che speriamo duri per sempre”.

Se volete approfondire l’argomento, ecco il link: Tutti gli uomini dei registi. Sorrentino e Servillo.

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