Nora Fanshaw: cinismo ed emancipazione nell’iconico personaggio di Laura Dern

L'avvocato Nora Fanshaw in Storia di un Matrimonio è un personaggio sfaccettato e interessante, tanto da valere a Laura Dern la vittoria agli Oscar.

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Figlia d’arte, attrice feticcio di David Lynch, un elenco invidiabile di premi e riconoscimenti: la carriera di Laura Dern è sicuramente costellata di successi. Eppure, per poter stringere l’ambita statuetta degli Academy Awards ha dovuto attendere il 2020. La categoria di Miglior attrice non protagonista è ricca, tra la Scarlett Johansson di JoJo Rabbit e la Margot Robbie di Bombshell. E’ tuttavia lo spietato avvocato Nora Fanshaw di Storia di un Matrimonio a trionfare.

E’ forse un ruolo passato in sordina, mentre Parasite batteva ogni record e Joker si confermava già iconico. Tuttavia il personaggio di Nora e l’interpretazione di Laura Dern meritano non solo il riconoscimento e la gloria di un Oscar, ma anche attenzione e spazio. Noah Baumbach ha impiegato nella scrittura di Storia di un Matrimonio una cura lodevole. Ogni personaggio, ogni dialogo e ogni sequenza è costruita in modo da coinvolgere emotivamente lo spettatore nella vicenda, lasciando che ne colga la complessità e le sfaccettature, senza trovare eroi o nemici. D’altra parte, le sceneggiature di Baumbach sono conosciute per lasciare molto spazio agli attori, la cui interpretazione svolge quindi un ruolo fondamentale.

Per questo, all’interno di Storia di un Matrimonio Nora Fanshaw ha un’importanza decisiva e si rivela uno dei personaggi più interessanti. Basterebbe il suo già celebre monologo sulla maternità a giustificare il successo ottenuto da Laura Dern. Ma Nora Fanshaw è molto di più, è un personaggio complesso, sfaccettato e d’impatto. Cerchiamo qui di analizzare il perché.

LA PRESENTAZIONE

nora fanshaw

Storia di un Matrimonio racconta il divorzio tra Charlie (Adam Driver) e Nicole (Scarlett Johansson). Quest’ultima, decisa a mantenere la custodia del figlio e il trasferimento a Los Angeles, si rivolge ad un noto avvocato divorzista, Nora Fanshaw. Il primo incontro professionale tra le due donne permette di inquadrare perfettamente fin dall’inizio il personaggio interpretato da Laura Dern.

Nora si presenta subito come una donna piacente, con i suoi abiti attillati e i suoi tacchi rossi, mentre si scusa per il suo “aspetto sciatto“. Ogni suo gesto e movimento è volto ad ottenere la fiducia di Nicole, a convincerla ad aprirsi e sfogare ogni dettaglio della sua relazione con Charlie, senza farle pensare al fatto che queste confessioni saranno usate poi in processo contro di lui.

Così Nora si toglie le scarpe, la abbraccia, stabilisce un contatto e una vicinanza. Le offre del té e le parla come se fosse semplicemente un’amica di vecchia data. Le racconta del proprio divorzio: Nicole in questo modo si immedesima in lei, si sente compresa e guarda all’avvocato come alla donna presente e indipendente che aspira a diventare dopo il divorzio.

Nora non attacca mai Charlie, se non quando Nicole lo permette. Ride con lei, annuisce con lei, ogni suo gesto e sguardo la fanno sembrare attenta, in ascolto, comprensiva. Nicole si sente libera di parlare liberamente, in un monologo intenso e sentito che ripercorre con nostalgia tutta la sua storia con Charlie. Sentiamo anche noi di poterci fidare di Nora, come se la sua fosse gentilezza gratuita. Quasi dimentichiamo che la sua presenza ha un costo elevato, che il suo scopo è quello di vincere un processo spietato in modo più conveniente possibile. Nora ha un doppio volto fin da subito, una maschera costruita con abilità che le permette di essere la migliore nel suo lavoro.

LA FEMMINILITA’

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Nora Fanshaw è una donna in un ruolo di potere, in un mondo dominato dagli uomini. Non siamo ancora del tutto abituati a vedere donne in ruoli simili, al cinema come nella vita reale. Spesso capita che questi personaggi femminili, ma forti e potenti (caratteristiche tipicamente associate al maschile) tendano a perdere la propria femminilità: diventano personaggi dediti totalmente al lavoro, quasi asessuati, con un look sobrio e composto e spesso in abiti dal taglio quasi maschile.

Il personaggio di Laura Dern non è assolutamente così. In ogni scena la vediamo indossare abiti corti, scollati, molto femminili. D’altra parte il suo corpo non è mai un oggetto: non sfrutta la propria avvenenza nel lavoro, né la sua apparenza sminuisce la sua professionalità. Nora Fanshaw è un ottimo avvocato: cinica, spietata, intelligente e potente, talvolta anche intimidatoria ed esuberante, ma senza mai rinunciare alla propria femminilità. Anche in questo sta la sua forza.

Non conosciamo il retroscena del personaggio, tuttavia possiamo immaginare la strada ad ostacoli percorsa per raggiungere la posizione che Nora Fanshaw detiene. Per quanto il suo ruolo non sia sempre moralmente impeccabile, sebbene in alcuni momenti sembra essere il vero nemico all’interno della storia, rimane sempre degna di ammirazione.

PADRI ASSENTI E MADRI PERFETTE

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Uno dei momenti più importanti per il personaggio di Laura Dern, ma anche una delle scene più belle di Storia di un Matrimonio, è costituito dal monologo di Nora sulla maternità. Nicole si sta preparando alla visita di un assistente sociale che avrà l’ultima parola sull’affidamento del figlio. Nicole si rivela una madre reale, e in quanto tale imperfetta: dichiara di bere del vino la sera o di perdere la pazienza con il figlio alle volte.

“I buoni padri sono stati inventati 30 anni fa. Prima i padri dovevano essere silenziosi, e assenti, e inaffidabili, ed egoisti. E possiamo dire che tutti li vogliamo diversi. Ma sostanzialmente li accettiamo e li amiamo per la loro fallibilità. Ma la gente assolutamente non accetta le stesse debolezze nelle madri.”

In Storia di un Matrimonio non vediamo una classica coppia stereotipata: entrambi i genitori sono in carriera, si dividono equamente la gestione della casa e del bambino e sono loro attribuite caratteristiche che eludono i classici cliché. D’altra parte le parole di Nora sono vere, possiamo riscontrarlo tutti. Basti pensare al film che fa forse da predecessore a quello di Baumbach: Kramer contro Kramer (1979). In quel caso era la madre ad andarsene, lasciando il piccolo Billy al padre. All’inizio del film notiamo come Ted Kramer non sia in grado di gestire il bambino: non sa cosa preferisce a colazione, come cucinare, come gestirlo. Fino a quel momento era un padre assente, troppo preso dal lavoro per contribuire alle cure del figlio: tuttavia ci sembra una situazione del tutto naturale.

Il ruolo della madre è invece sempre rappresentato come impeccabile, perfetto. Nora fa riferimento alla Vergine Maria, presa come modello di donna e madre, immacolata e sofferente. La realtà dei fatti è ben diversa: in questo monologo Nora rivendica il diritto delle donne di essere umane anche nel loro ruolo di madri, di essere imperfette e di sbagliare. Rivendica allo stesso tempo il ruolo dei padri, che non possono rimanere assenti e disinteressati, nonostante la storia tenda ancora a giustificarli. In un breve ed intenso monologo affronta il tema della maternità e della genitorialità da un punto di vista fresco, moderno e oggettivo, di cui avevamo decisamente bisogno.

UN PERSONAGGIO NEGATIVO?

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Nella fine della relazione tra Charlie e Nicole non possiamo trovare un buono e un cattivo. Non possiamo attribuire la “colpa” a nessuno dei due, non possiamo realmente schierarci. E’ anche questo che rende Storia di un Matrimonio un film così intenso.

Se proprio dovessimo indicare un colpevole nella vicenda, sarebbero proprio gli avvocati. I due volevano una separazione amichevole e tranquilla, mentre la situazione diventa complessa e spietata nel momento in cui si fa riferimento ai legali. A quel punto le tensioni esploderanno e ci saranno momenti di vero e proprio scontro tra Charlie e Nicole.

Questo significa che Nora Fanshaw è un personaggio negativo? In parte sì. In quanto avvocato Nora è un personaggio Machiavellico, disposto a tutto pur di vincere la causa, anche mettendo da parte la moralità. E’ lei a spingere Nicole ad ottenere più di quanto volesse inizialmente, mette in difficoltà Charlie e usa tutte le carte che ha per i proprio interesse professionale.

Tuttavia questo è un altro aspetto interessante del suo personaggio. Da una parte il suo cinismo è forse giustificato dal suo lavoro. Dall’altra ricorda che una donna indipendente, potente ed emancipata non deve necessariamente essere un’eroina positiva. Può anche ricoprire il ruolo di antagonista, sfruttare il proprio potere per scopi negativi.

Nora Fanshaw è un personaggio costruito a trecentosessanta gradi, capace di proporre ideali fortemente femministi ma allo stesso tempo comportamenti moralmente scorretti. Lontana da ogni stereotipo e pregiudizio, capace di farsi odiare e ammirare. Sicuramente un personaggio memorabile, degno di un premio Oscar ed ennesimo successo nella carriera di Laura Dern.

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