Buio in sala: Tenet, il misero box office e l’incerto futuro del grande schermo

Tenet non è bastato a risollevare le sale cinematografiche italiane, ormai riaperte, ma con una pericolosa mancanza di titoli di rilievo da distribuire.

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Ripartenza” è una parola che negli ultimi mesi abbiamo sentito sfoggiare come baluardo delle politiche post-pandemia di Coronavirus. Una parola che ha certo molto significato, ma che fa fatica a prendere davvero piede, in particolare in un settore come quello culturale. Settore del quale fa inevitabilmente parte il cinema, specialmente quello in sala, che si vede fare i conti negli ultimi mesi con i non pochi problemi della riapertura.

La sala cinematografica si trova a dover gestire in questo ultimo periodo i non pochi compromessi che hanno a che fare con il sistema in cui è inserita. Dalla mancanza di titoli all’incertezza del mercato; dalla procrastinazione della distribuzione all’impossibile coordinamento a livello globale; dalla necessità di contatto con il pubblico al lascito da “social distancing” che questa pandemia ha comportato.

Sono queste solo alcune delle difficoltà che gli esercenti, in particolare nel nostro Paese, stanno affrontando, in questo periodo di transizione – almeno si spera!. Difficoltà che inesorabilmente si traducono nello scarso box office e in una più generale mancanza di “discorsi” popolari sul cinema. Procediamo con ordine e andiamo a vedere più nel dettaglio la situazione.

 

Un box office che non decolla

Sala cinematografica

Con la scorsa domenica, siamo al 99° giorno di apertura dei cinema dal 15 giugno, giorno in cui si dava il via libera alle attività delle sale cinematografiche. Ma quello che dopo 100 giorni dovrebbe prospettarsi come una nuova stabilizzazione del sistema, è lungi da esserlo.

Se andiamo a vedere i dati dell’ultimo box office del weekend (dal 17/09 al 20/09), ci appare una situazione a dir poco preoccupante. Si sono infatti registrati appena 236.685 ingressi per un totale di 1.549.590 euro di incasso. I numeri fanno ancora più impressione se confrontati a quelli di appena un week-end prima. Nel weekend dal 10/09 al 13/09 si registravano 2.359.982 euro (con una diminuzione quindi del -34.34%) e 325.025 ingressi (con un calo quindi del -27.18%). Un trend che continua da più di due settimane quando si registravano 3.159.562 euro di incasso e 452.461 spettatori.

Anche se è fuori di logica, nonché ampiamente ingiusto, fare il paragone con la scorsa annata cinematografica, vale la pena farne un cenno. Basti pensare che nello stesso weekend il primo film in classifica, C’era una volta a… Hollywood, faceva registrare DA SOLO 4 milioni e mezzo di incasso. Le perdite si attestano dunque intorno al -85%.

Un numero che diventa ancora più preoccupante se si pensa che quell’un milione e mezzo fatto registrare lo scorso week-end va distribuito per i più di 2.500 cinema aperti in tutto il Paese. Un numero, tra le altre cose, sempre in crescita: siamo infatti quasi all’80% di cinema riaperti rispetto al totale.

Ma, purtroppo, non sembra bastare la buona volontà degli esercenti a far ripartire il cinema in sala.

 

Quando Tenet non basterà più?

Le sorelle Macaluso
“Le sorelle Macaluso” di Emma Dante, ora al cinema

A ben vedere, in questa situazione, c’è un solo vincitore – se così si può chiamare: è Tenet (qui la nostra recensione). Il film di Christopher Nolan, che si è fatto portatore della “ripartenza” del cinema mondiale, è l’unico ad aver avuto una buona performance al botteghino, posizionandosi tuttora ai vertici della classifica degli incassi.

Con i suoi 5,6 milioni di euro in totale, in ogni caso bassi rispetto ad un clima “normale”, Tenet ha saputo porsi come l’unica vera gallina (pulcino?) dalle uova d’oro cinematografica post-pandemia. Ma con ormai un mese di programmazione alle spalle, il film fatica a farsi carico dell’intero box office nazionale. Anzi, non lo farà più per molto. E a poco è servito anche After 2, secondo incasso stagionale, che dopo una buona performance nelle prime settimane d’uscita sta già precipitando vertiginosamente in basso.

A poco sembra essere servito anche il post-Festival di Venezia. Parliamoci chiaro: il festival è stato essenziale nel dare un forte segnale a tutto il settore cinematografico, e pure artistico, ma a livello di passaggio nelle sale i film usciti dalla kermesse sembrano quasi inesistenti. Se rimane ancora molta speranza per i futuri incassi di Miss Marx, altri titoli come Notturno di Gianfranco Rosi e Le sorelle Macaluso di Emma Dante si fermano rispettivamente a 80.933 € e a 219.950 €. Una performance davvero sottotono, anche senza concorrenza, il segno di un problema che potrebbe essere più grande e coinvolgere l’intero sistema.

 

Make Cinema Great Again!

Make Cinema Great Again

Uno dei motivi del basso incasso è infatti la dispersione del pubblico. La carenza di nuovi titoli da parte della distribuzione, unita alla possibilità di distribuire film già usciti (da Volevo nascondermi a Parasite), ha spinto molti esercenti a crearsi una propria programmazione. L’iniziativa, per quanto molto interessante, finisce però col creare una programmazione troppo “anarchica”, poiché non coordinata dall’alto. Una coordinazione che però risulta necessaria per creare eventi cinematografici capaci di attirare l’attenzione di molti spettatori.

Mai come ora, insomma, servono titoli di rilievo che sappiano riaccendere la voglia del pubblico, o meglio della “massa”, di recarsi in sala. E che soprattutto riescano a spingere le persone a stare due ore ferme in sala, indossando una mascherina. Non un’impresa facile, in quanto i titoli di richiamo spesso provengono dal mercato d’oltreoceano. Un mercato ancora più incerto del nostro, che sta visibilmente arrancando: ne è una dimostrazione la pessima performance al box office di una pellicola di richiamo come lo stesso Tenet.

Hollywood, complici anche i ritardi e i continui stop alle produzioni, sta infatti progressivamente rinviando moltissimi titoli. Questo diventa un problema per tutta la distribuzione mondiale che negli anni ha fatto del cinema americano lo zoccolo duro degli incassi. Di conseguenza, tutta questa stasi ha dei riflessi anche sulla stessa sopravvivenza di moltissimi esercizi commerciali, in primis le grandi multisale.

 

E allora…

Che fare allora? Aspettare un periodo migliore, cercando di sopravvivere alla bell’e meglio? Invocare gli aiuti statali? Educare il pubblico ad un “nuovo tipo” di cinema in sala, fatto di tempi più dilatati e privo di grandi eventi? Forse nessuna di queste opzioni. O forse tutte quante. Mai come ora serve, dunque, un movimento coordinato globale di tutte le parti coinvolte, pubblico compreso. Perché se c’è una cosa che tutti dovrebbero aver imparato in questi ultimi mesi è che il cinema ha bisogno della sala. E ve lo assicuriamo… questa volta non è una frase retorica!

 

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