Baby 3: un finale senza sorprese per una serie senza aspettative

E' su Netflix Baby 3, la stagione conclusiva della serie Netflix ispirato al caso delle Baby squillo dei Parioli. Ecco cosa ne pensiamo noi.

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BABY

Chiara e Ludovica sono tornate. Baby 3 segna la fine della serie Netflix ispirata al caso di cronaca delle “Baby squillo dei Parioli”, che aveva riempito i giornali italiani nel 2013. La serie Netflix non ha mai riscosso un grande successo, e anzi ha sempre ricevuto numerose critiche decisamente fondate. La terza e ultima stagione si caratterizza per un taglio più serio e drammatico, che conclude la vicenda senza infamia e senza lode. Si poteva fare di meglio, ma anche di peggio.

Chiara e Ludovica sono due giovani ragazze della “Roma bene”, che entrano in un giro di prostituzione minorile sotto la protezione di Fiore. Durante la seconda stagione le due avevano dovuto affrontare numerosi pericoli e difficoltà: clienti pronti a minacciarle, il rischio di essere scoperte, problemi a scuola e in famiglia. La verità iniziava a venire a galla e i segreti continuavano ad aumentare.

Baby 3 continua sulla scia della stagione precedente. Chiara e Ludovica iniziano a desiderare di smettere di lavorare per tornare ad una vita normale, ma questo viene loro impedito. La polizia inizia ad indagare e a scoprire il giro di prostituzione minorile, così come i genitori delle ragazze, che tuttavia non sanno come gestire la situazione e sembrano preoccuparsi solo della propria reputazione.

Una stagione finale che tenderà anche ad allinearsi con i fatti di cronaca reali: quando lo scandalo diventò pubblico, i media fecero la loro parte nel diffondere e spesso distorcere le notizie, ma anche nel fare luce su un problema molto complesso. Infine, quando la giustizia fece il suo corso e pose definitivamente fine a questa squallida storia di sfruttamento. Tutto questo sarà affrontato, nel bene o nel male, da Baby 3.

UNA CONCLUSIONE DIRETTA

baby 3

Baby non è sicuramente una serie perfetta: sono numerosi i problemi, dalla scrittura alle prestazioni attoriali, che non possono essere ignorati. Tuttavia nel corso delle tre stagioni c’è stato qualche cambiamento anche in positivo.

La prima stagione era fortemente problematica. Fu molto criticata, soprattutto perché la tematica della prostituzione minorile, che sarebbe dovuta essere centrale, era stata affrontata con superficialità, senza riuscire a comunicare la reale criticità del problema. Già nella seconda stagione c’era stato un miglioramento: Chiara e Ludovica si trovavano realmente in situazioni sgradevoli e pericolose. Inoltre al tema principale erano state affiancate delle sottotrame, legate agli altri personaggi, che avevano del potenziale: la relazione tra Brando e Fabio nel clima omofobo dei compagni di scuola e delle famiglie, l’ipocrisia di una reputazione da mantenere ad ogni costo, la difficile posizione di Damiano e così via.

Baby 3 mantiene questo tono drammatico e teso, tuttavia decide di arrivare dritta al punto. L’obiettivo, chiaro e preciso, è quello di concludere la storia di Chiara e Ludovica. Sostanzialmente rimane questa l’unica storia che viene portata avanti, in modo semplice e lineare, a tratti banale, senza particolari abbellimenti. Scelta tutto sommato legittima, che va però a discapito delle sottotrame: queste vengono riprese solo brevemente, il minimo indispensabile per non lasciare del tutto in sospeso gli altri personaggi, sprecando l’opportunità di rendere la serie più interessante.

Si arriva così alla conclusione, adeguata alla storia e in linea con la realtà che ha ispirato la serie. Una scrittura semplice, talvolta fin troppo lenta o retorica, ma tutto sommato coerente. Soddisfa la curiosità ma non sorprende, non regala nulla di più del minimo indispensabile.

CHIARA E LUDOVICA

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Anche le due protagoniste sono cresciute nel corso delle stagioni. Quando, nel 2013, scoppiò lo scandalo delle baby squillo, la tendenza dei giornali fu quella di condannare le ragazze stesse: vennero descritte come ragazzine ricche e viziate, che si prostituivano per noia, semplicemente per avere delle borse firmate. Chiara e Ludovica, invece, aiutano a comprendere che la realtà è ben più complessa.

Sebbene i personaggi di Baby siano piuttosto romanzati e non del tutto in linea con le ragazze reali a cui si ispirano (che erano anche più piccole rispetto ai personaggi di Benedetta Porcaroli e Alice Pagani), le loro storie sono piuttosto interessanti e rimangono uno dei punti di forza della serie, soprattutto nelle ultime due stagioni.

Ludovica ha numerosi problemi personali. Sua madre ha difficoltà economiche, quindi per lei la prostituzione è un modo per aiutarla. D’altra parte è la stessa madre che, quando scopre la verità, non fa nulla per fermare o aiutare la figlia. Inoltre, Ludovica è vittima di bullismo a scuola da sempre: i suoi compagni e i professori la vedono come una ragazza svogliata, senza nessuna capacità, la etichettano come poco di buono e la giudicano continuamente. In questa stagione più volte ripete come si prostituisca perché è convinta di non saper fare altro, di non meritare nulla di meglio.

Ancora più interessante è il personaggio di Chiara. La sua famiglia è benestante e rispettabile, non ha problemi a scuola, non è così manipolata da Fiore. D’altra parte è quella più restia ad uscire dal giro della prostituzione, come se in fondo ne traesse piacere. In realtà la famiglia di Chiara è più interessata all’apparenza che alla stessa figlia, che spesso viene sfruttata a questo scopo. Chiara prostituendosi si sente forte, sicura, apprezzata. Si illude che in questo modo possa fuggire ai problemi della sua vita. Solo alla fine ne diventerà consapevole lei stessa.

I personaggi di Chiara e Ludovica hanno un grande potenziale, che forse poteva essere sfruttato meglio, ma che tutto sommato funziona. Quando nella serie vengono ripresi i reali titoli di giornale, che dipingevano le ragazze come superficiali e sfacciate, ci rendiamo conto di come questa sia una visione decisamente travisata e semplificata.

SENZA SORPRESE

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In conclusione, Baby termina con una terza stagione lontana dalla perfezione. I personaggi secondari rimangono molto superficiali: la storia di Damiano è piuttosto ripetitiva e poco coinvolgente, il nuovo personaggio di Aurora (interpretata da Anna Lou Castoldi) è stereotipato e poco interessante. In generale, pur essendoci alcune trovate particolari, non ci sono momenti particolarmente sorprendenti. Una nota di merito va all’estetica, abbastanza pop e moderna, e alla colonna sonora attenta alle ultime uscite e in linea con il target adolescenziale a cui si rivolge in prevalenza.

D’altra parte Baby 3 è una stagione senza pretese. Non allunga eccessivamente il brodo con le sue 6 puntate, non inserisce troppe complicazioni. Fa il suo lavoro, conclude una storia iniziata, non cerca di spingersi troppo in là. Tutto sommato le stagioni precedenti non avevano creato delle aspettative troppo alte, quindi quest’ultima non risulta deludente. Si conferma un prodotto mediocre, senza eccedere né nel bene né nel male.

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