John David Washington racconta com’è stato il suo lockdown

L'attore protagonista di Tenet John David Washington racconta come è stato tornare a casa per la quarantena

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John David Washington

Tra i molti, moltissimi disagi, il periodo di quarantena ha creato anche alcune situazioni che fino a poco tempo fa sarebbero sembrate assurde.

L’esempio lampante è quanto affermato da John David Washington, figlio del più celebre Denzel che, pur vivendo a Brooklyn, è tornato a casa durante la quarantena.

Ha avuto occasione di parlarne al Jimmy Kimmel Live, con l’amico di famiglia Samuel L. Jackson, che ha esordito domandandogli:

Vivi a Brooklyn ma quando è esplosa la pandemia sei dovuto tornare a casa. Sei ancora lì, giusto?

Tecnicamente non più, ma ero andato a vivere lì. Mi ero sistemato nella mia vecchia stanza

John David Washington ha poi tradito un leggero imbarazzo nel raccontare le faccende domestiche al quale si è sottoposto:

Non posso credere che ne stiamo parlando; c‘erano uno o due compiti. Il mio compito era soprattutto assicurarmi di presentarmi a tavola in tempo per la cena

A tale affermazione Samule L. Jackson ha tuonato:

Non è un lavoro, ingratoUn lavoro di routine sarebbe spazzare il vialetto, portare fuori la spazzatura, qualcosa per guadagnarsi da vivere“.

John David Washington ha poi trovato un giusto compromesso:

Che ne dici di cucinare? Ecco, mi sono guadagnato da vivere in quel modo

Sì, esattamente“, ha affermato Jackson, definendolo senza indugi il re della griglia.

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Nel frattempo l’attore figlio d’arte è in tutti i cinema con il film di Christopher Nolan Tenet e, per chi ancora non lo avesse visto, riproponiamo la trama senza spoiler:

Un operativo americano senza nome, che lavora con la CIA, partecipa a un’azione in Ucraina, durante un attentato terroristico in un teatro dell’opera. Scoprirà che questa operazione era anche un test per mettere alla prova non solo la sua fedeltà all’Agenzia, ma pure la sua propensione a rischiare la vita per salvare persone innocenti. Viene così introdotto in un programma misterioso e compartimentalizzato, dove i partecipanti sanno solo quello che devono sapere. Lo addestrano quindi ad affrontare agenti che si muovono nel tempo e hanno pallottole che sparano a ritroso – ossia rientrano nella pistola – senza però spiegargli quale sia il loro obiettivo, ma solo che dall’esito delle sue operazioni dipende la sopravvivenza del mondo intero.

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