Dalton Trumbo, uno dei tanti esiliati da Hollywood perché comunista

Dalton Trumbo è solo una delle vittime della Commissione per le Attività Antiamericane, che ha ostracizzato e licenziato i presunti comunisti a Hollywood.

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Dalton Trumbo

James Dalton Trumbo, sceneggiatore e scrittore americano degli anni ’50 e ’60, è tornato a farsi conoscere cinque anni fa, grazie al biopic L’ultima parola – La vera storia di Dalton TrumboNel film, il celebre attore di Breaking Bad, Bryan Cranston, ha interpretato proprio Dalton Trumbo, mostrando gli anni più duri della sua vita nella pellicola diretta da Jay Roach.

Il film ha ricevuto parecchie nomination per i premi più importanti del cinema, tra cui anche diverse candidature agli Oscar, ma al di là della realizzazione tecnica, ciò che attrae maggiormente è la storia che viene raccontata.

Dalton Trumbo era un uomo burbero, dedito al lavoro e potremmo anche definirlo un “genio” considerando le sceneggiature che l’hanno portato al successo. Ma la sua vita nel mondo di Hollywood non è stata di certo facile, ostracizzato per le sue ideologie politiche e messo in prigione, Trumbo è dovuto restare nell’ombra, soprattutto durante l’apice della sua fama.

Dalton Trumbo
Dal film L’ultima parola.

Dal giornalismo al cinema

Nato a Montrose, in Colorado, nel 1908, Trumbo ha dimostrato una propensione alla scrittura sin da giovane, quando ha iniziato a stilare articoli per il giornale scolastico. Durante l’università, ha continuato a coltivare questa passione, destreggiandosi tra gli studi, un lavoro in panetteria e la scrittura di recensioni di film, 88 racconti e 6 romanzi.

Dopo continui rifiuti di pubblicazione, la sua carriera da giornalista professionista iniziò negli anni ’30 quando alcuni suoi articoli furono pubblicati su The Saturday Evening Post, Vanity Fair The Hollywood Spectator. Quest’ultimo lo assunse come editore, fino a che non si dimise per diventare un lettore nel dipartimento delle sceneggiature della Warner Bros.

Nel 1935 pubblicò il suo primo libro, Eclipse, e nel 1937 il primo romanzo di successo, Johnny Got His Gun, racconto antimilitarista che ha vinto un premio ai National Book Awards. 

Fu in questi anni che divenne uno degli sceneggiatori hollywoodiani più pagati, prendendo 4000$ a settimana e arrivando a 80 000$ l’anno. Tra i suoi titoli più conosciuti ricordiamo Kitty Foyle, ragazza innamoratanominato all’Oscar per la miglior sceneggiatura e Missione segreta.

Dalton Trumbo
Dalton Trumbo

La lista nera di Hollywood

Tutto però crollò rovinosamente sotto i suoi piedi negli anni ’40 – ’50, quando si diffuse in America la paura rossa di influenze comuniste. Il tutto fu alimentato da clamorosi casi di spionaggio sovietico e dal maccartismo, ovvero la caccia ai comunisti iniziata dal politico Joseph McCarthy. Dalton Trumbo era un simpatizzante del comunismo ma si definiva più un isolazionista, nel senso che era contro qualsiasi tipo di intervento militare e sosteneva il nazionalismo economico, ovvero il protezionismo.

Peggiorò la sua situazione nel 1946, quando scrisse un articolo intitolato La Minaccia Russa, in cui immaginava di scrivere del dopo guerra dalla prospettiva di un cittadino russo. Insomma, diciamo che descrivere gli Stati Uniti come una minaccia, mentre facevano fervente propaganda contro la paura rossa, non è stata una scelta saggia.

Poco dopo, infatti, il suo nome apparve in un articolo insieme a quello di altre nove persone, in cui veniva identificato come simpatizzante del Comunismo e inserito nella lista nera di Hollywood. Vennero chiamati dalla HUAC, in italiano la Commissione per le attività antiamericane, a testimoniare per aiutarli nelle indagini, che avevano lo scopo di smascherare la propaganda comunista trasmessa attraverso i film.

I dieci si rifiutarono e fecero appello alla Corte Suprema sulla base del Primo Emendamento (che protegge la libertà di pensiero ed espressione dei cittadini americani) ma gli fu negato. Di conseguenza, coloro che erano inseriti nella lista vennero mandati in prigione e la Motion Picture Association of America licenziò i dieci di Hollywood con la Dichiarazione del Waldorf, nome con cui è passato alla storia il comunicato stampa che ne annunciava il licenziamento.

Insieme a Dalton Trumbo c’erano il regista Edward Dmytryk e otto sceneggiatori, tra cui Alvah Bessie, Herbert Biberman (anche regista), Lester Cole, Ring Lardner Jr., John Howard Lawson, Albert Maltz, Samuel Ornitz e Adrian Scott.

Dalton Trumbo

La morte e il riscatto

Cosa fece Dalton Trumbo in tutto questo trambusto? Nel 1950 passò 11 mesi in una prigione federale, successivamente si trasferì a Mexico City con la famiglia e Hugo Butler, sceneggiatore finito nella lista nera insieme a Trumbo.

Iniziò a lavorare per un piccolo studios, King Brother Productionsche produceva principalmente B-movie e scrisse trenta script per loro. Tra queste sceneggiature però, compaiono anche due film che si sono giudicati l’Oscar per la migliore sceneggiatura: Vacanze Romane (1953) e La più grande corrida (1956).

Ovviamente, non poteva dire di averli scritti lui, altrimenti sarebbero stati censurati dall’MPAA, quindi per Vacanze Romane usò come copertura l’amico Ian McLellan Hunter e per La più grande corrida lo pseudonimo Robert Rich (nome preso dal nipote).

Nel 1960, grazie all’insistenza e al coraggio di Otto Preminger, il suo nome venne accreditato come sceneggiatore di Exodusfilm epico sulla fondazione del moderno stato di Israele e basato sul romanzo di Leon Uris.

Ma l’altro passo fuori dal tunnel della lista nera è stato quando Kirk Douglas annunciò che la sceneggiatura del film di Stanley KubrickSpartacusera opera sua. Con queste dichiarazioni Douglas e Preminger gettarono le basi per indebolire la lista nera di Hollywood.

Per Dalton Trumbo la vera liberazione però fu un commento del presidente JFK, che dopo aver visto Spartacus disse alla stampa che era molto bello, e consigliava ai cittadini americani di vederlo.

Negli anni ’60 e ’70 Trumbo tornò a scrivere e firmare apertamente le sceneggiature. Adattò da un romanzo di Henri Charrière la sceneggiatura del film Papillon (con Steve McQueen e Dustin Hoffman) e diresse il film tratto da Johnny Got His GunUn anno prima della sua morte, L’Academy gli consegnò il premio per La più grande corridaPurtroppo, Trumbo non ebbe mai modo di stringere la statuetta per Vacanze Romane, che gli fu assegnata nel 2011.

Dalton Trumbo

Come finì la storia del Comunismo?

Nonostante la HUAC non portò alcune prove a sostegno dell’accusa che Hollywood stesse diffondendo propaganda comunista, l’industria subì profondi cambiamenti.

Uno di questi fu la causa federale antitrust intentata da Howard Hughes (si, proprio l’aviatore di Aviator) contro le Big Five (Warner Bros., Metro-Goldwyn-Mayer, Paramount Pictures, 20th Century Studios) dopo che la RKO passò nelle sue mani. La causa fu proprio uno dei passi cruciali per il collasso dello studio system dell’epoca.

Altri cambiamenti si notarono tra i filmmakers e tutti i lavoratori dell’industria cinematografica. A causa delle ricerche a tappeto di comunisti, tutti vivevano nel terrore di essere accusati dalla HUAC, chiamati a testimoniare, o peggio ancora costretti a rivelare nei nomi con la minaccia di perdere il lavoro. Uno dei casi più eclatanti fu il regista Dmytryk, che fece il nome di un suo amico e più grande collaboratore, Adrian Scott. Quest’ultimo, rimase nella lista nera fino al 1972 e non poté più lavorare. Altri, come Trumbo, usarono pseudonimi o i nomi di amici.

La lista nel frattempo cresceva, raggiungendo gli 84 nomi. Ma anche organizzazioni non governative contribuirono ad ampliarla, l’American Legion aggiunse un elenco di 128 nomi e l’American Business Consultants Inc. pubblicò un inserto con 151 nomi di professionisti dello spettacolo e del giornalismo televisivo.

Molti persero il lavoro, alcuni si suicidarono, altri tradirono amici e famiglia pur di salvarsi. Ma nel 1957 la lista nera iniziò a sgretolarsi piano piano. La CBS fu una delle prime emittenti ad assumere persone dalla lista, iniziando con Norman Lloyd, assunto da Alfred Hitchcock. Poi, il gesto significativo di Otto Preminger e Kirk Douglas. Infine, John Henry Faulk, conduttore radiofonico licenziato da CBS Radio, vinse la propria causa nel 1962.

Dalton Trumbo
Dal film Papillon.

Dalton Trumbo, solo uno tra tanti

Dalton Trumbo è solo uno dei tanti ad aver sofferto questo periodo di ostracismo. Anzi, paragonando la sua storia a quella di altri attori, registi o sceneggiatori che non hanno più potuto rimettere piede ad Hollywood fino alla fine degli anni ’70, forse gli è andata anche bene.

Tra coloro che furono colpiti ricordiamo anche Charlie Chaplin, la cui carriera fu stroncata negli anni ’50, quando fu accusato di essere antiamericano e si trasferì in Europa. Ma anche Elia Kazan, che costrinse molti colleghi ad emigrare in Messico o in Europa, o Marylin Monroe, che chiese aiuto a John Ftizgerald Kennedy, perché il marito Arthur Miller finì sotto inchiesta. Altri sono Robert Taylor, Louis B. Mayer, Adolphe Menjou, Gary Cooper e Elmer Bernstein.

Insomma, il maccartismo tentò di cancellare in modo selettivo una parte di storia del cinema, togliendo nomi e riconoscimenti dalle pellicole, allontanando e rovinando la carriera di grandi artisti.

Dalton Trumbo è solo uno di loro, ma la sua storia insegna comunque tanto del passato, per il presente. Così Kirk Douglas ricordava lo sceneggiatore, in occasione dell’uscita di L’ultima parola – La vera storia di Dalton Trumbo:

“Negli anni delle liste nere ho avuto amici che sono stati esiliati perché nessuno li faceva lavorare: attori che si sono tolti la vita per la disperazione. Lee Grant, mia giovane collega in Detective Story, non ha potuto lavorare per dodici anni, dopo aver rifiutato di testimoniare contro il marito al Comitato per le Attività Antiamericane. Io stesso fui minacciato di essere condannato come comunista e rovinare così la mia carriera se avessi fatto lavorare in Spartacus il mio amico Dalton Trumbo.”

Dalton Trumbo
Dal film L’ultima Parola

Questo e altri approfondimenti nella sezione focus di CiakClub.

Ricerco nell’arte l’espressione tangibile dei miei pensieri e la confutazione degli stessi.

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