Rompicapi e paradossi: piccola guida al cinema e i viaggi nel tempo

Ecco una piccola guida alla follia (controllata) degli sceneggiatori sul tema dei viaggi nel tempo al cinema, attraverso 7+1 film fondamentali.

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Se gli scienziati sono convinti, praticamente all’unanimità, che i viaggi nel tempo – almeno così come l’opinione comune li concepisce – siano praticamente impossibili, di certo non è della stessa opinione il cinema. A colmare questa “carenza” scientifica, infatti, ci ha pensato l’immaginazione di sceneggiatori e registi, che hanno colto la palla al balzo per creare infiniti mondi narrativi. Essi sono diventati dunque tronfi portatori di complicati congegni narrativi, e conseguenti mal di testa per gli spettatori.

Da sempre, insomma, la fantascienza è stata attirata dal concetto e dalle possibili passeggiate avanti e indietro per la “quarta dimensione”. In particolare il mezzo audiovisivo, dal cinema alle serie tv, sembra proprio aver ampliato le possibilità di esplorazione del tema dei viaggi nel tempo. L’immagine ha dato quindi un grande supporto al tema, concretizzando a livello estetico molte fantasie sull’argomento. E mettendo alla prova tutti i rischi e i paradossi della giocosa alterazione del tempo.

Negli ultimi anni, complice anche una buona dose di CGI, il cinema e le serie tv hanno davvero analizzato in lungo e in largo i viaggi nel tempo. Non solo dal punto di vista tecnico-scientifico, ma anche di quello umano: intervenire sul tempo porta con sé anche questioni riguardanti il destino e il libero arbitrio. Abbiamo visto dunque personaggi viaggiare nel passato e nel futuro; eroi cambiare per sempre il corso dell’umanità; persone comuni avere la possibilità di vivere in temporalità alternative. E chi più ne ha più ne metta.

Data quindi l’immensa confusione sull’argomento, abbiamo deciso di creare questa piccola guida al cinema e i viaggi nel tempo. Andremo a vedere, non tanto quelli più famosi e fondamentali, ma i film (quindi ci dispiace molto per tutti i fan di Dr Who e Dark!) che hanno saputo portare delle innovazioni al tema. Speriamo che sia utile a dipanare le nuvole di causa-effetto che si abbattono sulle varie narrazioni; nonché ad evitare di farsi cogliere impreparati dagli enigmi messi in atto dai sempre-più-prefidi-sceneggiatori-nerd.

Quindi 3, 2, 1… o forse meglio dire 1, 2, 3… Insomma fate voi. Via!

 

Una premessa

Per spiegare meglio la questione, prima di passare all’excursus cinematografico, è giusto fare una piccola puntualizzazione. Sulla questione dei viaggi nel tempo al cinema si sono andate a definire diverse posizioni riguardanti le possibilità di intervenire sul corso degli eventi. Possiamo infatti individuare 3 teorie principali che variano in base alla cognizione della quarta dimensione e alla proprietà di azione del “viaggiatore” all’interno di essa.

  • A) IL MULTIVERSO: questa teoria si basa sul presupposto che ogni intervento sul passato o sul futuro tramite un viaggio nel tempo crea una nuova linea temporale. In sostanza è la teoria degli universi paralleli contenenti infinite(?) versioni possibili di temporalità e umanità.
  • B) TEMPORALITÀ LINEARE, MA DINAMICA: Questa seconda teoria è quelle intermedia tra le altre due. Essa, a differenza di quella precedente, concepisce il tempo come unica dimensione, ma questa è dinamica. Ogni azione/cambiamento attuato nel passato ha un impatto diretto e immediato sul presente e sul futuro.
  • C) TEMPORALITÀ LINEARE FISSA: Questa teoria è la più compatta e coerente con sé stessa, non per niente essa si basa proprio sul “principio di autoconsistenza di Novikov”. La dimensione temporale è una e immutabile: ci si può muovere nel tempo, ma ogni azione attiva era già presente nel passato in cui è avvenuta.

Ora vediamo nello specifico quali, e soprattutto come, queste teorie sono state applicate sul grande schermo.

 

Passo 1: Interstellar (2014)

Interstellar

Partiamo da quella che è la forma più basica di concepire i viaggi nel tempo. Nonché probabilmente nemmeno classificabile come viaggio nel tempo vero e proprio. In quest’occasione, NON stiamo parlando di tutta la parte che nell’epico film di Christopher Nolan avviene con l’attraversamento del buco nero, ma proprio la concezione stessa del suo viaggio spaziale.

Quello compiuto dall’equipaggio dell’Endurance è a tutti gli effetti un viaggio interstellare di dilatazione temporale. Ossia il viaggio avviene “in avanti” nel tempo, esattamente come è nella comune percezione, ma a differenti velocità. Il tempo è univoco e non c’è nessun intervento sul corso degli eventi, solo una sua diversa percezione da parte del “viaggiatore”. Altri esempi di questa tipologia li possiamo trovare nell’originario Fuga dal pianeta delle scimmie (1971) o in Ender’s Game (2013).

 

Passo 2: Ricomincio da capo (1993)

Ricomincio da capo

Questa tipologia basica di manipolazione narrativa temporale è concepita sulla scia dei videogiochi dove, quando si muore, si inizia sempre dal punto di partenza.

In Ricomincio da capo il personaggio di Phil (Bill Murray) è infatti costretto a rivivere lo stesso identico giorno, sempre uguale, quasi all’infinito. Anche se compie scelte differenti queste lo riportano sempre al punto di partenza, nel suo caso il “giorno della Marmotta”. L’unica nota aggiuntiva è quella di mantenere memoria delle sue scelte, esattamente come in un videogioco in cui si cerca di non commettere gli errori fatti in precedenza. La liberazione da questo loop temporale avverrà solo grazie all’individuazione dell’esatta catena di “giuste scelte”.

Su questa scia possiamo anche trovare due recenti e ben fatti esempi di fantascienza anni ’10: Source Code (2011) e Edge of Tomorrow (2014).

 

Passo 3: Donnie Darko (2001)

Donnie Darko

L’interessantissimo e affascinante cult di Richard Kelly Donnie Darko rappresenta un passo successivo rispetto l’esempio precedente. Senza addentrarci troppo nelle varie letture e interpretazioni (per cui vi consigliamo di leggere questo articolo), l’Universo Tangente in cui viene data la possibilità a Donnie di vivere per 28 giorni è a tutti gli effetti una possibile visione del futuro.

In questo periodo unico e singolare, forse sospeso dallo stesso corso del tempo vero e proprio, al protagonista viene data la possibilità di vivere un futuro alternativo. Come un livello che potrà ripetere una volta sola, Donnie dovrà poi decidere (anche se non si sa quanto c’entri il libero arbitrio) in modo definitivo di proseguire o di tornare indietro (“da capo”).

In questo senso il viaggio nell’Universo Tangente è molto simile alla visione del Natale Futuro che ha Scrooge in A Christmas Carol di Dickens. La possibilità di vedere il futuro per tornare al punto di partenza e, in caso, invertire il corso degli eventi. Certo… certo… in Donnie Darko è più complicato di così, ma era giusto per dare delle coordinate di riferimento al discorso.

 

Passo 4: Ritorno al futuro (1985-1989-1990)

Ritorno al futuro

Probabilmente la trattazione più pop e universalmente conosciuta del tema dei viaggi nel tempo. Ritorno al futuro rappresenta il perfetto esempio della seconda teoria esposta in apertura, cioè quella di una concezione del tempo come lineare, ma dinamico.

Ogni azione compiuta da Marty e Doc, i due avventurieri del tempo, ha infatti un effetto immediato sul corso degli eventi. Viene generata in questo senso una nuova timeline che però non crea un universo ulteriore, ma si sovrappone a quella esistente cambiando il futuro.

Soprannominabile anche con “Vale tutto!”, questa è indubbiamente la modalità più comprensibile e più efficace per presentare i viaggi nel tempo. Questo però non la rende per niente immune alla generazione di paradossi logici o loop cognitivo-temporali. Dio solo sa, infatti, come sia possibile che Marty faccia di tutto per fare re-innamorare i suoi genitori quando in realtà lui sta già scomparendo, e quindi non sta già più esistendo la sua versione del futuro che ora si trova nel passato a rimediare in prima persona?

Vi sta già venendo il mal di testa? Non vi preoccupate, da qui in avanti la situazione non può che peggiorare. Intanto vi basta ricordare il consiglio dello scrittore di fantascienza René Barjavel: mai e poi mai uccidere i propri nonni!

 

Passo 5: Looper (2012)

Looper

L’ambizioso thriller/sci-fi di Rian Johnson, Looper (qui la nostra recensione) si pone sempre su questa seconda linea teorica ma propone un grado aggiuntivo di circolarità al tutto. Nel film esistono infatti dei precisi sicari, detti “looper” appunto, che si avvalgono dei viaggi nel tempo per uccidere bersagli designati, facendo poi debitamente sparire le prove.

La pellicola, forse proprio come suggerisce lo stesso titolo, propone un sistema molto complesso di viaggi nel tempo all’interno di altri viaggi nel tempo. Infatti, in Looper, quando si fa un salto temporale all’indietro, viene causata la formazione di una nuova traiettoria temporale nella quale, nel futuro, la versione più giovane si troverà a ritornare indietro nel tempo allo stesso modo del personaggio agente primario.

Le versioni del personaggio presenti nella linea temporale mantengono dunque tutte una buona dose di libertà d’azione, il che genera alcune stranezze. Ad esempio, vengono generati dei ricordi nella versione del personaggio del passato in virtù delle azioni compiute dalla sua versione futura. Insomma, i cambiamenti del presente non solo hanno un effetto sulle timeline future, ma anche sulle timeline future delle versioni passate del viaggiatore.

Ve l’avevamo detto, eh, che si sarebbe complicato il tutto.

 

Passo 6: Harry Potter e il prigioniero di Azkaban (2004)

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban

Il terzo capitolo della saga di Harry Potter, insieme a L’esercito delle 12 scimmie (1995) e Predestination (2014), probabilmente ci presenta uno degli esempi meglio architettati e logicamente più congruenti di viaggi nel tempo cinematografici (e letterari). Siamo qui nel pieno campo della terza teoria presentata in apertura dell’articolo.

La pellicola, infatti, concretizza il “principio di autoconsistenza” di Novikov sopraccitato. Il passato è immutabile e concluso: se si vuole viaggiare nel tempo allora bisogna anche accettare che ogni intervento “dal futuro” sia già stato presente nel passato in cui ha avuto luogo. Così Harry e gli altri sono salvati dal Bacio dei Dissennatori proprio dalla versione “viaggiatrice” del maghetto che, ricordiamo, era presente già la prima volta.

Questa condizione porta con sé anche una conseguenza peculiare. In questo tipo di universo, e durante il periodo di “sovrapposizione” delle sue versioni, il viaggiatore NON ha effettivamente il libero arbitrio. Tutto ciò che egli farà in realtà è già successo nel passato che sta cambiando. La sola cosa che cambia dunque è la prospettiva (la sentite già la colonna sonora di Tenet che parte in sottofondo?!).

 

Passo bonus: Primer (2004)

Primer

Questo piccolo, interessante e para-scientifico film indipendente, ha il plauso di portare al cinema alcune importanti novità sul tema dei viaggi nel tempo. Per la prima volta vediamo che il ritorno al passato non avviene tramite un salto temporale; piuttosto i personaggi devono attendere un tot di tempo che è pari al tempo stesso del salto all’indietro. Per tornare indietro di 4 ore, dunque bisognerà passare 4 ore nella macchina del tempo. Inoltre, la stessa macchina del tempo ha un limite oltre la quale non può portare: questo suo limite è l’accensione primaria della stessa.

 

Passo 7: Tenet (2020)

Tenet

Non poteva essere che Christopher Nolan il cineasta citato per ben due volte in questa lista. Il suo ultimo cubo di Rubik Tenet (qui la nostra recensione) infatti sembra riuscire a coniugare i due passi precedenti. Il tutto utilizzando un espediente estetico che solo il cinema può permettere: l‘inversione del movimento.

In un film molto complesso e ben architettato come Tenet, Nolan riesce a mandare abilmente in cortocircuito nozioni come causa, effetto, fato e libertà d’azione. Egli infatti prende la stessa visione autoconsistente (ciò che succederà è già successo) dei viaggi nel tempo che troviamo in Harry Potter, aggiungendo l’espediente della letterale inversione dell’azione nel tempo a ritroso. Una soluzione non solo visivamente interessante, ma che moltiplica le possibili prospettive da cui si può vedere l’azione nel tempo. E di conseguenza i punti di vista da cui interpretare passato, presente e futuro.

Complicare di più le cose, pur mantenendole coerenti, non sarà facile. Vediamo a chi toccherà il prossimo passo….

 

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